Descrizione
Rustico indipendente in pietra a vista da rimettere, 165 mq su due piani, cortile esclusivo di 500 mq; richiede ripristino del tetto, completo rifacimento degli interni, delle finiture e degli impianti per renderlo abitabile.
Si colloca entro un minuscolo borgo montano in comune di Sestino AR, nella Riserva Naturale del Sasso Simone e Simoncello, incantevole location di gran pregio paesaggistico.
Ottima residenza in ambiente di valore naturalistico con prospettiva di ricettività turistica in B&B o casa per vacanze.
Disponibili, a richiesta, annessi rustici e terreni aggiuntivi fino a cinque ettari per attività agricola produttiva ed agriturismo.
Il fabbricato è in pietra, molto solido e privo di cedimenti; si dispone su due piani e sottotetto; la costruzione richiede interventi di ripristino del tetto, rinnovamento degli interni con l’applicazione di finiture, infissi ed impianti per offrire uno standard abitativo attuale; le massicce travature in legno del tetto sono recuperabili; dispone di un cortile esclusivo di 500 mq.
Si colloca in alta collina in comune di Sestino (AR), proprio all’ingresso della Riserva Naturale del Sasso Simone che beneficia di importante flusso turistico, entro un minuscolo borgo di origine medioevale accessibile con una comoda strada comunale; dista pochi km dai principali centri circostanti: Sestino, Badia Tedalda, Pennabilli e Carpegna.
Ottima residenza in ambiente di pregio che può essere resa produttiva quale B&B.
A richiesta e con prezzo aggiuntivo, sono disponibili annessi agricoli e terreni fino a cinque ettari che permetterebbero attività agricola e ricettività turistica in agriturismo.
LA CITTA’ DEL SOLE fu voluta da Cosimo I de’Medici sulla sommità del vicino Sasso Simone nel 1674 e dopo appena un decennio dalla sua fondazione era già totalmente diroccata, tanto che ne fu decretato lo smantellamento per il recupero dei pochi materiali utilizzabili nella costruzione di edifici nel circondario.
La storia sembra individuare la ragione del rapido decadimento del possente fortilizio nella piccola glaciazione intervenuta in quel tempo, tale da determinare proibitive condizioni di sopravvivenza: “ … spazzato da venti e bufere, attanagliato dal gelo, insidiato dalla natura selvaggia del luogo, stretto d'assedio da branchi di lupi famelici e da non meno feroci gruppi di banditi spietati, il sogno mediceo si era trasformato in un incubo….”
A noi appare più ragionevole attribuire le cause del disastro all’arroccamento naturale, sociale e spirituale dei potenti del tempo su di un luogo ideale, utopico ed irraggiungibile per i comuni mortali, tale da determinare un totale isolamento dalle popolazioni sulle quali il potere era esercitato…. un po’ quello che accade oggi con il comportamento della casta politica e dirigenziale, così distante dalla gente comune e dunque destinata al rapido decadimento ed all’oblio.
continua a leggere