Le categorie catastali hanno la funzione di indicare la destinazione d’uso degli immobili, classificandoli e attribuendo loro una rendita catastale. Immobili dalle caratteristiche simili vengono raggruppati nel medesimo gruppo, che corrisponde a una determinata lettera: A, B, C, D, E o F.
Ma a cosa serve conoscere la categoria catastale di un immobile? Facciamo
dunque il punto insieme sull’importanza di questa informazioni e su quali sono
le caratteristiche delle diverse categorie catastali degli immobili.
Categorie catastali: cosa sono e a cosa servono
Conoscere la categoria catastale di un determinato immobile è un dato di fondamentale importanza dal momento che a ciascuna di queste corrisponde una diversa rendita catastale, che a sua volta determina una diversa tassazione applicata alle varie imposte, come per esempio accade nel caso dell’IMU.
Le categorie catastali, dunque, consentono di conoscere sia la rendita di un immobile sia la sua destinazione d’uso.
Gruppi e classi delle categorie catastali degli immobili
Come abbiamo visto le categorie catastali vengono classificate in gruppi in base alla destinazione d’uso dell’immobile, come segue:
- Immobili a destinazione ordinaria: gruppo A (alloggi e uffici privati), gruppo B (scuole, uffici pubblici, ospedali), gruppo C (attività commerciali appartenenti a privati)
- Immobili a destinazione speciale: gruppo D (stabilimenti industriali, alberghi, teatri e cinema)
- immobili a destinazione particolare: gruppo E (aeroporti, porti, stazioni di autobus e ferroviarie, edicole e chiese)
- Entità urbane: gruppo F (fabbricati non agibili o abitabili)
Questi gruppi, a loro volta si suddividono in diverse classi catastali che si riconoscono e differenziano a seconda del numero che segue la lettera del gruppo.
Il classamento catastale è il procedimento grazie al quale l’Agenzia del Territorio attribuisce una classe catastale ad un immobile, ovvero il parametro che fa variare la rendita unitaria dell’immobile all’interno di una categoria catastale. La classe catastale viene definita anche in base alla zona censuaria disciplinata dal D.P.R. n. 138 del 1998. Nell’articolo 1 la zona censuaria viene definita come “porzione omogenea di territorio comunale nell’ambito della quale la redditività dei fabbricati è da considerarsi uniforme”. Essa può comprendere un intero Comune o una parte di esso che sia contraddistinta da caratteristiche ambientali e socio-economiche omogenee.
La classe catastale è il parametro con cui viene definito il livello di produttività delle unità immobiliari e viene indicata con numeri crescenti da “1” a “n” in base alla redditività e con ‘U’ ovvero “unica” in assenza di una ripartizione in classi della categoria.
La differenza tra le categorie e le classi catastali è, quindi, che le categorie indicano la tipologia dell’immobile, mentre la classe esprime il grado di redditività di un immobile all’interno della classe stessa. La classe definisce le caratteristiche di un immobile in base ai seguenti criteri:
- livello delle finiture e i materiali utilizzati,
- servizi in dotazione,
- dimensione dei vani,
- posizione dei vani.
Altri elementi influenti includono la posizione dell’immobile (in centro città o su strade prestigiose), la luminosità degli ambienti e la funzionalità derivante dall’organizzazione degli spazi. Una migliore classe catastale indica una maggiore rendita catastale, un elemento fondamentale per calcolare il valore catastale di un immobile.
Quali sono le categorie catastali del gruppo A
- Abitazioni di tipo signorile (categoria catastale A1),
- abitazioni di tipo civile (categoria catastale A2),
- abitazioni di tipo economico (categoria catastale A3),
- abitazioni di tipo popolare (categoria catastale A4),
- abitazioni di tipo ultrapopolare (categoria catastale A5),
- abitazioni di tipo rurale (categoria catastale A6),
- abitazioni in villini (categoria catastale A7),
- abitazioni in ville (categoria catastale A8),
- castelli, palazzi e immobili di valore storico e artistico (categoria catastale A9),
- studi e uffici privati (categoria catastale A10),
- alloggi e abitazioni tipiche dei luoghi (categoria catastale A11).
Ricordiamo che nel gruppo A rientrano alcune delle categorie catastali esenti dal pagamento dell’IMU, come gli immobili classificati in A2, A3, A4, A5, A6 e A7 se soddisfano le condizioni previste.
Le categorie A1, A8 e A9 sono inoltre quelle che appartengono a quelli che in genere e in modo semplificativo sono indicati come “immobili di lusso“.
Quali sono le categorie catastali del gruppo B
- Collegi, orfanotrofi, conventi, seminari, ricoveri, ospizi, caserme (categoria catastale B1),
- ospedali e case di cura (categoria catastale B2),
- prigioni e riformatori (categoria catastale B3),
- uffici pubblici (categoria catastale B4),
- scuole e laboratori (categoria catastale B5),
- gallerie, accademie, musei, biblioteche, pinacoteche (categoria catastale B6),
- oratori e cappelle private (categoria catastale B7),
- magazzini sotterranei per la raccolta di derrate (categoria catastale B8).
Quali sono le categorie catastali del gruppo C
In questa categoria catastale sono raggruppati tutti gli immobili senza fini di lucro:
- locali commerciali (categoria catastale C1),
- locali di deposito e magazzini (categoria catastale C2),
- laboratori artistici (categoria catastale C3),
- locali per esercizi sportivi privati (categoria catastale C4),
- stabilimenti di acque curative e balneari privati (categoria catastale C5),
- scuderie, stalle, autorimesse e rimesse privati (categoria catastale C6),
- tettoie (categoria catastale C7).
Quali sono le categorie catastali del gruppo D
In questa categoria catastale sono raggruppati tutti gli immobili con fini di lucro:
- opifici (categoria catastale D1),
- alberghi e hotel (categoria catastale D2),
- sale cinematografiche, per spettacoli e teatri (categoria catastale D3),
- ospedali e case di cura (categoria catastale D4),
- assicurazioni istituti di cambio o di credito (categoria catastale D5),
- locali per esercizi sportivi (categoria catastale D6),
- fabbricati costruiti per specifiche attività industriali (categoria catastale D7),
- costruiti per specifiche attività commerciali (categoria catastale D8),
- immobili sospesi o galleggianti, ponti provati a pedaggio (categoria catastale D9),
- fabbricati rurali (categoria catastale D10).
Quali sono le categorie catastali del gruppo E
- stazioni per servizi di trasporto (categoria catastale E1),
- ponti comunali e provinciali a pedaggio (categoria catastale E2),
- immobili costruiti per particolari esigenze pubbliche (categoria catastale E3),
- recinti chiusi per attività pubbliche (categoria catastale E4),
- fortificazioni e loro dipendenze (categoria catastale E5),
- torri, semafori e fari pubblici (categoria catastale E6),
- immobili per esercizio di culti pubblici (categoria catastale E7),
- costruzioni nei cimiteri ad esclusione di sepolcri e tombe di famiglia (categoria catastale E8),
- altri fabbricati a destinazione particolare non menzionati nelle altre categorie (categoria catastale E9).
Anche gli immobili corrispondenti alla categoria catastale E sono esenti dal pagamento dell’IMU.
Quali sono le categorie catastali del gruppo F
- Aree urbane (categoria catastale F1),
- unità collabenti (categoria catastale F2),
- unità in costruzione (categoria catastale F3),
- unità in definizione (categoria catastale F4),
- lastrici solari (categoria catastale F5),
- immobili ancora da dichiarare (categoria catastale F6),
- infrastrutture e reti pubbliche (categoria catastale F7).