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Come fare la raccolta differenziata: la guida per essere ecologici


Fare correttamente la raccolta differenziata è ecologico, etico e riduce l'impatto ambientale. In questa guida ti spieghiamo tutto sul riciclo.

Effettuare una corretta raccolta differenziata è un passo essenziale per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti, limitare l’inquinamento e massimizzare le possibilità di recupero e riciclo dei materiali. Sebbene le regole possano variare leggermente da un comune all’altro, esistono principi fondamentali e indicazioni precise per ogni tipologia di rifiuto che è utile conoscere per evitare errori comuni e contribuire efficacemente a questo processo.

Le basi della raccolta differenziata

La raccolta differenziata implica la separazione dei rifiuti urbani in base al loro materiale di composizione per destinarli al recupero e al riciclo. Questo processo è disciplinato dalla legge. I rifiuti non riciclabili confluiscono nella cosiddetta raccolta “indifferenziata”.

In molti comuni la raccolta differenziata avviene tramite il sistema porta a porta, dove i cittadini espongono i sacchetti o i contenitori specifici per ciascun materiale (carta, vetro, plastica, umido, indifferenziato) secondo un calendario prestabilito. È importante rispettare i giorni e gli orari di esposizione e assicurarsi che i sacchetti siano ben chiusi per evitare dispersioni.

In alternativa o in aggiunta, possono essere presenti punti di raccolta stradali (come le campane per vetro e metalli) o isole ecologiche/centri di raccolta comunali, attrezzati per accogliere diverse tipologie di rifiuti, inclusi quelli più problematici come i rifiuti elettronici o ingombranti.

Una corretta separazione dei materiali è fondamentale per garantire la qualità della raccolta. Contenitori sporchi o materiali errati possono compromettere interi lotti di rifiuti destinati al riciclo.

Le differenze tra riuso e riciclo e i vantaggi di entrambi

Il provvedimento che ha avuto il merito di introdurre per la prima volta in Italia il tema della gestione sostenibile dei rifiuti è stato il Decreto Ronchi nel 1997. Una legge passata alla storia come strategia delle 5 erre dei rifiutiriduzione, riuso, riciclo, raccolta e recupero.

Riuso e riciclo possono sembrare la stessa cosa, sono termini che hanno a che fare con la gestione virtuosa dei rifiuti e delle risorse a nostra disposizione, tuttavia tra i due concetti esistono differenze sostanziali.

Si riutilizza un bene che non è ancora diventato un rifiuto e si ricicla ciò che è già diventato rifiuto e che apparentemente non è più funzionale allo scopo per il quale è stato prodotto. Il riutilizzo di un bene implica un’azione immediata: si dovrebbe ripristinare, in qualche modo, la funzione dell’oggetto per evitare che diventi spazzatura, un esempio pratico è la trasformazione di una bottiglia che conteneva acqua in un recipiente per contenere olio.

Il riciclo, invece, sottintende che quella bottiglia sia stata già buttata, ma che il materiale della quale è fatta venga trasformato per produrre qualcosa di nuovo, analogo o molto diverso a ciò a cui era servito originariamente.

Secondo il rapporto Analisi Costi-Benefici del Riutilizzo di Zero Waste Europe esistono dei vantaggi economici e ambientali del riutilizzo rispetto all’uso di prodotti monouso. Attraverso un’analisi costi-benefici, il rapporto dimostra che il riutilizzo, in molti casi, risulta più conveniente economicamente e vantaggioso dal punto di vista ambientale, riducendo l’uso di risorse, l’inquinamento e la produzione di rifiuti. Il rapporto sottolinea l’importanza di implementare sistemi di riutilizzo ben progettati per massimizzare questi benefici e suggerisce politiche e strategie per promuovere il riutilizzo in vari settori, contribuendo a un’economia più circolare e sostenibile.

infografica sulla raccolta differenziata

Come si riciclano i materiali: guida per tipologia

Comprendere dove conferire correttamente ciascun tipo di rifiuto è cruciale per una raccolta differenziata efficace. Di seguito sono illustrate le destinazioni più comuni per i materiali che incontriamo quotidianamente.

Come ridurre l'uso di plastica in casa e proteggere noi stessi e l'ambiente

Dove si butta la plastica

La plastica è uno dei materiali più diffusi e, pur non essendo biodegradabile, è ampiamente riciclabile. Nel contenitore della plastica vanno conferiti principalmente gli imballaggi.

Cosa conferire nella plastica:

È importante che i contenitori siano svuotati, sciacquati (se presentano residui consistenti) e schiacciati per ridurne il volume. Le etichette di carta possono essere rimosse, ma non è sempre necessario. Anche se sporchi (senza residui solidi), i contenitori in plastica vanno nella plastica.

Cosa NON conferire nella plastica:

Le tipologie di plastica riciclabile si identificano tramite un codice presente sulla confezione (PET, HDPE, PVC, LDPE, PP, PS). Piatti e bicchieri monouso biodegradabili vanno invece nell’organico.

Il polistirolo (polistirene) è una materia plastica leggera e isolante, spesso utilizzata per imballaggi alimentari e protettivi. Generalmente va conferito nel contenitore della plastica. Le vaschette alimentari in polistirolo (PS, PS 06), dopo essere state pulite da residui di cibo, vanno nella plastica. Anche il polistirolo da imballaggio va nella plastica, avendo cura di separarlo dal cartone. Alcuni comuni potrebbero disporre di isole ecologiche dedicate al polistirolo da imballaggi.

Il pluriball, spesso usato per proteggere oggetti fragili, può essere gettato nella plastica e riciclato.

vetro rotto

Dove si butta il vetro

Il vetro è un materiale riciclabile quasi all’infinito. La raccolta si concentra principalmente su contenitori per alimenti e bevande.

Cosa conferire nel vetro:

I contenitori in vetro devono essere svuotati e puliti. I tappi (metallici o di plastica) vanno separati e conferiti nei relativi contenitori.

Cosa NON conferire nel vetro:

Confondere il vetro con altri materiali simili, come la ceramica o il cristallo, compromette il processo di riciclo.

Dove buttare giornali, riviste, volantini e pubblicità

Dove si buttano carta e cartone

La carta e il cartone sono ampiamente riciclabili, purché conferiti correttamente.

Cosa conferire nella carta:

È fondamentale piegare o schiacciare scatole e cartoni per ridurne il volume.

Cosa NON conferire nella carta:

Non utilizzare sacchetti di plastica per conferire la carta.

Dove buttare le lattine di alluminio in casa?

Dove si buttano i metalli (alluminio e acciaio)

L’alluminio e l’acciaio, metalli molto comuni nella vita quotidiana, sono ampiamente riciclabili. In molti comuni possono essere raccolti insieme alla plastica o in contenitori dedicati (campane per metalli o multimateriale).

Cosa conferire nei metalli:

È bene assicurarsi che le lattine e i contenitori in alluminio siano puliti e senza residui di cibo. Le scatolette di tonno, ad esempio, vanno liberate dall’olio.

Cosa NON conferire nei metalli:

Il riciclo dell’alluminio comporta un notevole risparmio energetico rispetto alla produzione da materia prima.

Dove buttare il guscio delle cozze e delle vongole?

Dove si buttano i rifiuti organici (umido)

I rifiuti organici, come gli scarti di cibo, sono biodegradabili e possono essere trasformati in compost, un fertilizzante naturale. Vanno conferiti in contenitori dedicati, spesso di colore marrone, utilizzando appositi sacchetti biodegradabili e compostabili (spesso in Mater-Bi). Come per altre tipologie di rifiuti, è importante non fare errori nella raccolta differenziata dell’umido.

Cosa conferire nell’umido:

È importante chiudere bene i sacchi prima di conferirli.

Cosa NON conferire nell’umido:

Il compostaggio domestico dei rifiuti organici è un’ottima pratica che può portare anche a sconti sulla tassa rifiuti.

cucina di legno danneggiata

Dove si butta il legno

Il legno proveniente da imballaggi o mobili ha una destinazione specifica, separata dalla raccolta domestica quotidiana.

Cosa conferire per il riciclo del legno:

Questi materiali vanno generalmente conferiti presso le isole ecologiche/centri di raccolta differenziata comunali.

Cosa NON conferire:

caricabatterie

Dove si buttano i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche)

I RAEE (televisori, computer, telefoni, grandi e piccoli elettrodomestici, lampadine a LED, toner e cartucce, ecc.) sono considerati rifiuti speciali. Contengono sia materiali preziosi recuperabili (alluminio, vetro, rame, plastica, persino oro) sia sostanze pericolose per l’ambiente e la salute (come il mercurio in alcune lampade). Per questi motivi, è assolutamente vietato gettare i RAEE nei cassonetti dell’indifferenziata o abbandonarli nell’ambiente.

Come riciclare i RAEE

Il conferimento corretto avviene portandoli presso le isole ecologiche comunali attrezzate per lo smaltimento dei RAEE. Da lì vengono inviati a impianti specializzati che gestiscono le sostanze pericolose e permettono il recupero dei materiali.

La normativa (in particolare il Decreto ministeriale 65/2010) stabilisce che quando si acquista una nuova apparecchiatura elettronica, il negoziante ha l’obbligo di ritirare gratuitamente quella vecchia di tipo equivalente. Questo servizio è chiamato “Uno contro Uno” e vale anche nel caso di consegna a domicilio del nuovo apparecchio.

Inoltre, i punti vendita con una superficie di almeno 400 mq sono obbligati a ritirare gratuitamente anche piccoli elettrodomestici (con lato più lungo inferiore a 25 cm) senza l’obbligo di acquisto di un nuovo prodotto (regola “Uno contro Zero“).

Per i RAEE ingombranti, molti Comuni offrono un servizio di ritiro a domicilio.

Nonostante le regole esistano, l’Italia ha ancora margini di miglioramento nello smaltimento corretto dei RAEE rispetto alla media europea.

Dove si buttano gli altri materiali

Normativa sulla raccolta differenziata e specificità locali

La disciplina della raccolta differenziata in Italia trae origine da direttive europee fin dal 1975 e leggi nazionali successive che hanno imposto l’obbligo di separazione dei rifiuti urbani. Il Decreto Legislativo n. 152 del 2016 delega agli enti locali il compito di gestire e regolamentare il servizio. Questo porta a una notevole variabilità nelle regole (colori dei bidoni, giorni e orari di raccolta, modalità di conferimento) da un comune all’altro, o persino tra zone diverse della stessa città. Per conoscere le regole specifiche del proprio comune, è consigliabile consultare il sito istituzionale o utilizzare strumenti dedicati come l’app Junker, che fornisce informazioni dettagliate su come smaltire ciascun prodotto basandosi sulla geolocalizzazione.

Ecco un elenco utile per sapere come funziona la raccolta differenziata in varie città italiane:

È importante distinguere tra rifiuti urbani e rifiuti speciali. A seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs 116 del 2020, le utenze non domestiche (attività commerciali, artigianali, industriali) devono prestare particolare attenzione: i rifiuti derivanti dalle loro attività, anche se simili a quelli domestici (imballaggi, scarti organici), sono spesso considerati rifiuti speciali e non possono essere conferiti nei normali contenitori della raccolta urbana se non in minime quantità (nell’ordine di quanto prodotto da un’utenza domestica). Devono essere gestiti tramite canali dedicati, anche se alcuni comuni offrono convenzioni specifiche.

Le principali differenze comunali

Obblighi e sanzioni per la raccolta differenziata

Il mancato rispetto delle regole sulla raccolta differenziata può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative. Le violazioni più comuni includono il conferimento dei rifiuti fuori dagli orari o giorni stabiliti, l’utilizzo di bidoni condominiali per materiali non appropriati, il deposito di sacchi fuori dai bidoni, l’abbandono di rifiuti, il conferimento in sacchi non idonei o aperti, il deposito di rifiuti ingombranti o pericolosi nei pressi dei bidoni.

Le multe per errata raccolta differenziata variano, partendo da cifre da 25 a 155 euro per errori di conferimento o orario, e possono raggiungere cifre tra i 100 e 620 euro per scorretto conferimento di carta/cartone o superiori ai 600 euro per l’abbandono di rifiuti pericolosi o ingombranti.

È fondamentale sapere che la responsabilità delle sanzioni è personale. La multa può essere elevata solo al soggetto che ha materialmente commesso la violazione. La polizia municipale, incaricata dell’accertamento, deve identificare con precisione il trasgressore; non è sufficiente basarsi su segnalazioni di terzi o semplici indizi. Non è legittimo sanzionare il condominio nel suo complesso, poiché non possiede personalità giuridica, né l’amministratore di condominio come responsabile in solido, a meno che non sia lui stesso l’autore della violazione. Queste considerazioni rappresentano possibili basi per contestare una sanzione.

Simboli del riciclo: cosa significano e come interpretarli

I simboli del riciclo aiutano a identificare il materiale di un imballaggio e a capire dove conferirlo. Ecco i principali, con le sigle e i numeri identificativi riconosciuti secondo le normative europee (standard CEN EN 13430 e similari):

Simboli del riciclo della plastica (numeri da 1 a 7)

SiglaMaterialeDove si conferisce generalmente
PET o PETE (1)Polietilene tereftalatoPlastica
HDPE (2)Polietilene ad alta densitàPlastica
PVC (3)Cloruro di polivinilePlastica (con cautela)
LDPE (4)Polietilene a bassa densitàPlastica
PP (5)PolipropilenePlastica
PS (6)PolistirenePlastica
O (7)Altri (composti, bio-plastiche)Verificare con il Comune

Simboli del riciclo di carta e cartone

SiglaMaterialeDove si conferisce
PAP 20CartaCarta
PAP 21CartoneCarta
PAP 22Carta ondulataCarta
C/PAP 81Carta + plastica (es. Tetra Pak)Carta o plastica, a seconda del Comune

Simboli del riciclo dei materiali compositi

SiglaCompositoDove si conferisce
C/PETPlastica + altroPlastica o indifferenziato
C/ALUAlluminio + altroIndifferenziato
C/FEFerro + altroIndifferenziato
C/GLVetro + altroIndifferenziato

Simboli del riciclo dei metalli

SiglaMaterialeDove si conferisce
ALU 41AlluminioMetalli/plastica
FE 40Ferro/Banda stagnataMetalli/plastica

Simboli del riciclo del vetro

SiglaMaterialeDove si conferisce
GL 70Vetro trasparenteVetro
GL 71Vetro verdeVetro
GL 72Vetro marroneVetro

Simboli generici di riciclabilità

simboli del riciclo

Come evitare errori nella raccolta differenziata e nel riciclo

Per evitare errori, è fondamentale consultare il regolamento del proprio Comune, reperibile:

Conoscere e rispettare le specificità locali è fondamentale per evitare multe, errori nel conferimento e rallentamenti nel processo di riciclo.

Consigli per un riciclo efficace e sostenibile

Oltre a separare correttamente i rifiuti, esistono abitudini quotidiane che possono migliorare ulteriormente il nostro contributo all’ambiente:

Adottare queste semplici pratiche rende la raccolta differenziata non solo un obbligo di legge, ma un contributo concreto alla tutela dell’ambiente e all’efficienza nell’uso delle risorse.

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