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Chi è il capo condominio e quali sono i suoi compiti
Amministratore e Assemblea 26 novembre 2024

Chi è il capo condominio e quali sono i suoi compiti


Il capo condominio è una figura chiave negli edifici con meno di nove proprietari. Ecco chi è e cosa può fare.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

La normativa italiana prevede la nomina obbligatoria di un amministratore solo negli edifici con almeno nove proprietari. Negli altri casi, la gestione del condominio può essere lasciata alla collaborazione tra i condòmini stessi, che possono decidere di autogestirsi. In assenza di un amministratore, i condomini possono organizzarsi convocando assemblee per prendere decisioni o delegando uno di loro alla gestione quotidiana dell’edificio. È in queste situazioni che si parla della figura del “capo condominio”. Vediamo nel dettaglio quali sono gli obblighi e i doveri di questa figura.

Chi è il capo condominio

Il capo condominio, spesso definito anche come il “condòmino facente funzioni di amministratore”, è un proprietario designato dagli altri condòmini per occuparsi della gestione dell’edificio in assenza di un amministratore formale. Questa figura non è prevista esplicitamente dalla legge ma viene implicitamente riconosciuta. La normativa richiede infatti che, in mancanza di un amministratore, vengano affisse le generalità e i recapiti del referente che svolge funzioni analoghe a quelle dell’amministratore.

Qualsiasi condomino può essere scelto per svolgere il compito di capo di condominio, purché vi sia consenso tra i proprietari. È consigliabile formalizzare tale incarico attraverso una delibera assembleare per definire chiaramente le responsabilità e le competenze attribuite.

Quali sono i compiti del capo condominio

Il capo condominio può assumere compiti simili a quelli di un amministratore, come la gestione del bilancio, la riscossione delle quote condominiali e l’organizzazione delle manutenzioni ordinarie. Tuttavia, i suoi poteri sono limitati al mandato conferito dall’assemblea. A differenza dell’amministratore formale, il capo condominio non gode di prerogative legali automatiche e le sue competenze possono essere definite o limitate dagli altri proprietari.

Differenze tra capo condominio e amministratore

La principale differenza tra un capo condominio e un amministratore risiede nella legittimazione dei poteri e nel quadro normativo che regola le loro funzioni.

L’amministratore di condominio è una figura regolamentata dal Codice Civile e da leggi specifiche, come la riforma del condominio (Legge n. 220/2012). Una volta nominato dall’assemblea, l’amministratore acquisisce il diritto e il dovere di operare con un’ampia autonomia decisionale, soprattutto per la gestione delle attività ordinarie.

Il capo condominio, invece, è una figura non regolamentata e, come abbiamo anticipato, le sue competenze sono limitate agli accordi stabiliti internamente tra i condomini, spesso formalizzati con una delibera assembleare.

Esempio pratico: sostituzione della caldaia condominiale

Quando è utile eleggere un capo di condominio 

La nomina di un capo condominio può risultare vantaggiosa in diverse circostanze, specialmente nei condomini di dimensioni ridotte. Ecco alcune situazioni in cui questa figura può essere utile:

È importante sottolineare che, sebbene il capo condominio possa assumere diverse responsabilità, le sue competenze sono limitate al mandato conferitogli dagli altri proprietari. Pertanto, per decisioni di maggiore rilevanza o per interventi straordinari, è consigliabile coinvolgere l’assemblea condominiale o valutare la nomina di un amministratore professionista.

Ogni quanto va eletto il capo di condominio

La durata dell’incarico di questo referente non è regolamentata da normative specifiche e dipende dagli accordi interni tra i condomini. È consigliabile stabilire la durata del mandato durante un’assemblea condominiale, formalizzando la decisione in un verbale, per garantire chiarezza e continuità nella gestione condominiale. In assenza di disposizioni specifiche, è prassi comune rinnovare l’incarico annualmente, in concomitanza con l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio.

Il capo di condominio ha l’obbligo di essere sempre reperibile?

Essendo il ruolo del capo di condominio non  formalmente riconosciuto dalla legge italiana, esso non comporta obblighi di reperibilità continua. Le responsabilità e la disponibilità del capo condominio dipendono dagli accordi interni tra i condomini. È consigliabile definire chiaramente tali responsabilità e orari di reperibilità per garantire una gestione efficace delle esigenze condominiali.

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