Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it
Le delibere assembleari di condominio sono la traccia scritta delle decisioni prese dai condòmini riuniti in assemblea. Possono avere diverse finalità, come ad esempio la nomina dell’amministratore, l’approvazione del bilancio, la delibera di lavori di manutenzione.
L’assemblea condominiale è l’organo deliberante riconosciuto dall’ordinamento giuridico italiano, e disciplinato dal codice civile italiano. Perciò, la legge riconosce la possibilità di poter impugnare le deliberazioni approvate in assemblea. Ecco come e quando si possono contestare.
Le delibere assembleari possono essere vincolanti per tutti i condomini, anche per quelli assenti, dissenzienti o per chi si astiene al voto in assemblea. Quindi vengono discusse e approvate con maggioranza degli intervenuti in assemblea, e almeno metà del valore dell’edificio.
Tuttavia, esse possono essere invalidate e impugnate in alcune condizioni. Vediamo quando e come si possono impugnare.
Le delibere approvate in assemblea di condominio possono essere impugnate da uno o più condòmini, in caso di vizi di forma o di contenuto. Esse possono essere impugnate per i seguenti motivi.
Ossia nei casi di mancanza di convocazione regolare dell’assemblea, di quorum non raggiunto, o per errata verbalizzazione.
Quando c’è il sospetto che le delibere possano essere contrarie alla legge, al regolamento di condominio o al buonsenso.
L’impugnazione delle delibere assembleari deve essere proposta entro 30 giorni dalla data dell’approvazione della delibera per i condomini assenti o dissenzienti, e dalla data di comunicazione della delibera per i condomini presenti.
Può essere proposta con un ricorso al Tribunale ordinario. Il ricorso deve essere depositato in cancelleria del Tribunale, e notificato all’amministratore di condominio e agli altri condomini tramite raccomandata A/R o PEC.
Una volta presentato ricorso, il Tribunale si riunisce in camera di Consiglio, e decide sull’impugnazione della delibera assembleare. In caso di accoglimento del ricorso, la delibera sarà annullata.
Prima di impugnare una delibera assembleare è consigliabile tentare la strada del dialogo, e consultare un avvocato per valutare la fondatezza delle proprie ragioni e per essere assistiti nel corso del processo.
Ecco i passi da seguire, in ordine, per impugnare una delibera di assemblea condominiale, e le fasi che seguiranno alla presentazione del ricorso da parte di uno, o più condomini.
Il ricorso deve essere redatto da un avvocato e deve contenere le seguenti informazioni:
Il ricorso a questo punto deve essere notificato all’amministratore di condominio e ai condomini.
Il ricorso viene depositato in cancelleria presso il Tribunale adito.
L’amministratore di condominio e gli altri condomini che intendono resistere all’impugnazione devono costituirsi in giudizio entro 20 giorni dalla notifica del ricorso.
Il Tribunale può disporre l’istruttoria del processo, che può comprendere l’assunzione di testimoni e la produzione di documenti.
Il Tribunale decide sull’impugnazione della delibera con sentenza. La sentenza può essere di accoglimento o di rigetto dell’impugnazione.
Contro la sentenza del Tribunale è possibile proporre appello entro 30 giorni dalla sua notifica.
Avverso la sentenza della Corte d’Appello è possibile proporre ricorso per cassazione entro 60 giorni dalla sua notifica.
Alcuni esempi concreti di delibere impugnabili possono aiutarci a compiere passi in modo consapevole e informato. Ecco alcuni casi in cui è possibile farlo:
È importante sapere che non tutte le delibere impugnabili sono necessariamente annullate dal Tribunale. Il giudice valuterà la fondatezza dei motivi di impugnazione e deciderà in merito.
Inoltre, l’impugnazione di una delibera può essere un processo costoso e lungo, con spese variabili che possono dipendere anche dall’esito del giudizio. Per questi motivi, è consigliabile cercare di risolvere le controversie condominiali in via bonaria, prima di ricorrere all’autorità giudiziaria, con spese e tensioni che si possono evitare.