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L'amministratore di condominio deve essere iscritto all'albo
Amministratore e Assemblea • 20 maggio 2026

L’amministratore di condominio deve essere iscritto all’albo?


L’amministratore deve avere precisi requisiti: scopriamo se serve l’iscrizione all’albo, cosa significa essere abilitato e cosa accade se mancano i titoli richiesti.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La figura dell’amministratore di condominio è fondamentale per la gestione efficiente e ordinata di un edificio condominiale. Tra le sue numerose mansioni, rientrano la gestione delle parti comuni, la riscossione delle quote condominiali, la convocazione dell’assemblea e l’esecuzione delle delibere.

Proprio per l’importanza di queste funzioni, è naturale chiedersi quali requisiti debba possedere per ricoprire questo incarico e se sia necessaria un’abilitazione specifica o l’iscrizione a un albo professionale.

Scopriamo quali sono i titoli richiesti dalla legge per essere nominati amministratore di condominio e quali conseguenze possono verificarsi nel caso in cui tali requisiti manchino.

Dove sono registrati gli amministratori di condominio?

Attualmente, in Italia non esiste un Albo professionale pubblico gestito dallo Stato o da un ordine (come per avvocati o ingegneri). Tuttavia, l’attività è fortemente regolamentata dall’art. 71-bis disp. att. c.c.

La legge riconosce alle associazioni di categoria nazionali (come ANACI, ANAIP, ANAMMI) il compito di certificare i propri iscritti ai sensi della Legge 4/2013. Sebbene l’iscrizione a una di queste associazioni sia facoltativa, il possesso dei requisiti di studio e formazione previsti dalla legge resta rigorosamente obbligatorio per tutti i professionisti esterni.

L’iscrizione ad un albo di categoria può essere vista come una garanzia di professionalità e competenza, ma non è un requisito obbligatorio per svolgere l’attività. Più importanti sono le responsabilità penali e civili cui è chiamato un amministratore condominiale.

Quali sono gli obblighi dell’amministratore? 

Dunque, l’albo di categoria non è un obbligo, ma solo una garanzia in più di professionalità e competenza. Tuttavia, l’amministratore di condominio riveste un ruolo delicato e complesso, connesso a diverse responsabilità che prevedono anche oneri e conseguenze. Per legge, è chiamato a:

L’amministratore di condominio svolge un ruolo fondamentale per la gestione del condominio. Pur non essendo obbligatoria l’iscrizione ad un albo professionale, è consigliabile scegliere un professionista con esperienza e competenze adeguate, in grado di assolvere correttamente ai suoi compiti e di tutelare gli interessi del condominio.

Chi può fare l’amministratore di condominio?

La legge italiana prevede alcuni requisiti minimi per poter svolgere l’incarico di amministratore di condominio. In generale, sono richiesti:

L’amministratore è legato ai singoli condomini da un rapporto di mandato con rappresentanza ed è tenuto al rispetto delle regole descritte nel Codice Civile all’articolo 1129 che tratta di nomina, revoca ed obblighi dell’amministratore di condominio e richiama le disposizioni civilistiche sul mandato.

L’abilitazione alla professione di amministratore viene conseguita solo dopo aver svolto un corso ad hoc e superato un esame, ai quali seguono corsi di aggiornamento periodici.

Come controllare se l’amministratore è in possesso dei requisiti?

L’assemblea può verificare l’abilitazione effettiva al momento della nomina dell’amministratore, domandando alla figura individuata di mostrare la documentazione che attesti la presenza dei requisiti di onorabilità e professionalità:

Se l’amministratore condominiale è già in carica ma non convince la sua attendibilità, si possono fare alcune ricerche per capire se davvero è abilitato alla professione che sta svolgendo, richiedendo:

Cosa fare se l’amministratore di condominio non è abilitato?

Se l’amministratore di condominio non possiede i requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla legge, oppure li perde nel corso del mandato, possono verificarsi diverse conseguenze, a seconda della situazione concreta.

In particolare:

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