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Porta ingresso
Lavori Edili e Installazioni 9 marzo 2023

Si può cambiare la porta di casa, se si vive in Condominio? I limiti


Se si vuole cambiare la porta di ingresso in condominio, è meglio accertarsi di non provocare alterazioni al decoro architettonico.
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Giovanna Ferraresi

Ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Cambiare la porta di ingresso è lecito, ma bisogna attenersi alle Regole del Condominio. Se si vive in Condominio bisogna, infatti, rispettare il bene comune e il concetto di decoro architettonico.

Un Condominio, infatti, deve avere un aspetto uniforme e un certo decoro, ovvero come dice la norma del Codice Civile rispettare “l’insieme armonico delle linee architettoniche e delle strutture ornamentali dell’edificio condominiale, idonee a conferire al fabbricato una propria identità”.

A fronte di questa chiara norma, è ovvio che anche nelle parti private del palazzo si possono di certo applicare modifiche e migliorie, ma vanno eseguite in modo che non alterino questo suddetto decoro e, soprattutto, non devono mai peggiorare il decoro delle parti comuni.

Cosa fare per cambiare la porta della propria casa in Condominio

Se si vive in un palazzo e si decide di cambiare porta di ingresso va ricordato che bisogna rispettare la norma del decoro e acquistare dunque una porta conforme alle altre, nella forma e nel colore.

Se si intende modificare l’aspetto, allora andrà richiesto il permesso agli altri inquilini. Come?

La legge n. 220/2012 ha sancito, in riferimento alla norma sul divieto di alterazione del decoro, l’obbligo di comunicare all’amministratore del condominio l’intenzione di eseguire delle opere di modifica, anche nelle parti private (ad esempio, cambiare la porta di ingresso).

La richiesta del privato andrà comunicata durante una regolare assemblea condominiale e andrà al voto.



L’alterazione del decoro è solo peggiorativa?

Per alterazione del decoro si intende sempre una situazione peggiorativa, che quindi lede all’aspetto estetico del palazzo. 

La Corte di Cassazione con sentenza 1286/2010 ha stabilito che l’alterazione del decoro deve sostanziarsi “in un pregiudizio economico consistente nel deprezzamento delle parti comuni ovvero delle unità immobiliari”.

Il problema, dunque, non sussiste, se la modifica attuata da un singolo proprietario va, invece, a migliorare il decoro comune.



Come si valuta se l’alterazione del decoro è peggiorativa?

Mettiamo il caso di un inquilino che decide di cambiare la propria porta di ingresso scegliendo una porta blindata apparentemente più bella rispetto alle altre porte di ingresso degli inquilini dello stabile.

Chi potrà decidere se la modifica è migliorativa o peggiorativa?

La norma sull’alterazione del decoro architettonico infatti punta il dito su modifiche che peggiorano l’estetica comune.

Diventa dunque necessaria una valutazione estetica complessiva inerente alla sostituzione di quel manufatto. Da valutare sono diversi aspetti:

Quindi, se il Condominio decide di contestare il cambio di una porta privata bisognerà dimostrare che l’alterazione è peggiorativa.

*Questo contenuto ha scopo informativo e non ha valore prescrittivo. Per un’analisi strutturata su ciascun caso personale si raccomanda la consulenza di professionisti abilitati.

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