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Bonus Casa 11 giugno 2026

Bonus agricoltura 2026, come funziona e chi può richiederlo


Dai bandi conclusi alle misure ancora in vigore per giovani, sostenibilità e investimenti regionali, con requisiti, importi e scadenze da conoscere.
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Alessandra Caparello

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nel 2026 il settore agricolo italiano può contare su un pacchetto molto ampio di incentivi pensati per sostenere investimenti, innovazione e ricambio generazionale. Quando si parla di “bonus agricoltura 2026” non si fa riferimento a un’unica misura, ma ad un insieme di bandi e strumenti finanziari, molti dei quali gestiti da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.

Vediamo in modo chiaro come funzionano questi strumenti, a chi sono rivolti e quali opportunità offrono.

Ismea Investe 2026 e Più Impresa: i bandi appena conclusi

Tra le misure più rilevanti c’è Ismea Investe 2026, il bando che rappresenta una delle leve principali per la crescita del settore agroalimentare italiano. La misura, oggi conclusa, disponeva di una dotazione complessiva di circa 100 milioni di euro e aveva come obiettivo di sostenere progetti di investimento, innovazione tecnologica e consolidamento aziendale. Non si tratta di un incentivo destinato a piccoli interventi, ma di uno strumento pensato per realtà strutturate con piani di sviluppo significativi. 

Un altro tassello fondamentale del sistema di incentivi agricoli è stato rappresentato da Più Impresa, anche se la finestra operativa più recente – anche in questo caso – risulta già conclusa. Si tratta di un bando storico di Ismea pensato per favorire il ricambio generazionale e l’ingresso delle donne nel settore agricolo.

Generazione Terra 2026: facilitare l’accesso alla terra

Attivo ad oggi invece lo strumento “Generazione Terra”, messo a disposizione da ISMEA e che rappresenta una delle misure più importanti per sostenere l’accesso alla terra da parte dei giovani agricoltori e favorire il ricambio generazionale in un settore in cui la disponibilità di terreni è spesso uno degli ostacoli principali all’avvio o all’espansione delle imprese.

L’obiettivo del programma è proprio quello di ridurre questa barriera, permettendo ai giovani di entrare o crescere nel mondo agricolo attraverso condizioni di finanziamento particolarmente favorevoli.

 I beneficiari

La misura è rivolta a due categorie principali di beneficiari:

Questa doppia apertura consente di sostenere sia il consolidamento delle imprese già esistenti sia la nascita di nuove realtà produttive.

 La dotazione

Per il 2026, il programma “Generazione Terra” dispone di una dotazione complessiva pari a 120 milioni di euro. Il meccanismo prevede che ISMEA acquisti direttamente i terreni agricoli e gli assegni successivamente ai giovani beneficiari, facilitando così l’accesso alla proprietà fondiaria e riducendo le difficoltà legate alla ricerca e alla trattativa privata.

 Le agevolazioni

Dal punto di vista finanziario, lo strumento si caratterizza per condizioni particolarmente vantaggiose. È previsto un periodo di preammortamento di due anni, durante il quale il beneficiario non sostiene il pieno peso delle rate, e una durata complessiva del finanziamento che può arrivare fino a 30 anni.

Inoltre, dopo almeno cinque anni, è possibile richiedere una revisione del tasso di interesse nel caso in cui le condizioni di mercato risultino più favorevoli, offrendo così una certa flessibilità nel lungo periodo.

 Gli importi finanziabili sono significativi:

A questi si aggiunge un ulteriore incentivo sotto forma di premio di primo insediamento, che può arrivare fino a 100.000 euro e viene erogato come riduzione delle prime rate del mutuo, accompagnando le fasi iniziali della realizzazione del piano aziendale. Particolare attenzione è riservata alle aree interne e montane, che beneficiano di condizioni più favorevoli e di una quota dedicata pari al 10% delle risorse complessive.

Come fare domanda

Per quanto riguarda le modalità di accesso, il portale per la presentazione delle domande relativo a Generazione Terra 2026 è aperto dal 22 aprile al 19 giugno, un periodo limitato che rende fondamentale la preparazione anticipata della documentazione e del progetto imprenditoriale.

Eco-schemi della PAC: il sostegno alla sostenibilità

Accanto agli investimenti, una parte rilevante delle risorse agricole europee è destinata ai cosiddetti eco-schemi della PAC, che nel 2026 valgono complessivamente circa 887 milioni di euro. Questi incentivi premiano le aziende che adottano pratiche agricole sostenibili e rispettose dell’ambiente.

 Tra le misure più diffuse troviamo:

 L’obiettivo è incentivare un’agricoltura più attenta all’ecosistema e alla biodiversità, premiando comportamenti virtuosi piuttosto che semplici produzioni.

Bandi regionali: un mosaico di opportunità locali

Accanto ai programmi nazionali ed europei, ogni Regione italiana mette a disposizione ulteriori strumenti di sostegno. Si tratta di un sistema molto variegato, spesso complementare ai bandi principali. Alcuni esempi includono:

 Queste misure sono spesso decisive per le piccole e medie imprese, che rappresentano la maggior parte del tessuto agricolo italiano.

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