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padre e figlia ricaricano un'auto elettrica
Bonus Casa 12 settembre 2025

Bonus auto elettriche 2025, quando arriva?


Il nuovo bonus auto elettriche 2025 prevede fino a 11.000 euro di incentivo, ma parte in ritardo. Ecco quando sarà attivo, chi ne ha diritto e come richiederlo.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che introduce il nuovo ecobonus per le auto elettriche, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8-9 settembre 2025. Nonostante la pubblicazione, l’effettiva operatività non è immediata: le domande potranno essere presentate solo a partire da ottobre 2025, una volta completati alcuni passaggi burocratici e tecnici fondamentali.

Il ritardo è legato a due fattori principali. Il primo riguarda l’aggiornamento delle Aree Urbane Funzionali (FUA) da parte dell’Istat, necessario per definire con precisione i comuni che rientrano nel perimetro degli incentivi. Il secondo riguarda l’attivazione della piattaforma di gestione affidata a Sogei, che dovrà permettere la registrazione delle richieste, la verifica dei requisiti e l’applicazione dello sconto direttamente in fase di acquisto.

Mappe Istat e aree urbane funzionali

Per accedere al bonus non basta acquistare un’auto elettrica: è indispensabile avere la residenza in un comune incluso in una FUA, ossia un’area che comprende una città con almeno 50.000 abitanti e i comuni limitrofi che gravitano su di essa per lavoro o studio.

Al momento si contano 83 FUA, che comprendono 1.892 comuni e circa 33 milioni di residenti, equivalenti al 55,8% della popolazione italiana. L’Istat sta però aggiornando le mappe e questo potrà modificare la platea dei beneficiari, con alcuni comuni destinati a entrare e altri a uscire dall’elenco ufficiale.

Importi del bonus: 11.000 o 9.000 euro? 

Gli incentivi variano in base alla situazione economica dei richiedenti:

Per le microimprese sono previste regole specifiche: il contributo è pari al 30% del prezzo d’acquisto per veicoli commerciali elettrici delle categorie N1 e N2, fino a un tetto massimo di 20.000 euro.

Rottamazione obbligatoria: veicoli ammessi, tempi e documenti necessari

Il bonus è legato alla rottamazione obbligatoria di un veicolo con motore termico fino a classe ambientale Euro 5. L’auto da rottamare deve essere intestata al richiedente (o a un convivente) da almeno sei mesi.

Il nuovo veicolo elettrico dovrà essere mantenuto per almeno 24 mesi, pena la decadenza del beneficio. Tra i documenti richiesti figurano l’attestazione ISEE, la prova di residenza, il certificato di rottamazione e la documentazione anagrafica del nucleo familiare. Il concessionario svolgerà un ruolo centrale nella verifica e nell’inserimento dei dati sulla piattaforma.

Auto acquistabili: tetto prezzo 35.000 € (più IVA) 

Le auto ammesse al bonus devono rispettare limiti stringenti:

Un’ulteriore novità è l’introduzione dell’Ecoscore, un punteggio che valuta l’impatto ambientale del veicolo nel corso del suo ciclo di vita. La sua applicazione concreta non è però immediata: serviranno ulteriori chiarimenti per definire i modelli idonei.

Come fare domanda

La richiesta dovrà essere presentata attraverso la piattaforma digitale gestita da Sogei, che permetterà di registrare sia i beneficiari sia i concessionari aderenti. Il bonus sarà applicato come sconto diretto in fattura al momento dell’acquisto.

La tabella delle tempistiche prevede:

Fondi disponibili e scadenze: 597 milioni PNRR fino al 30 giugno 2026

Il fondo complessivo a disposizione ammonta a 597,3 milioni di euro, risorse provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), inizialmente destinate alle colonnine di ricarica e poi riallocate per incentivare l’acquisto di auto elettriche.

Secondo le stime, con questa dotazione sarà possibile finanziare circa 39.000 nuove immatricolazioni di veicoli elettrici. La scadenza formale resta fissata al 30 giugno 2026, anche se l’esaurimento anticipato dei fondi è ritenuto altamente probabile.

Residenza e platea: città oltre 50.000 abitanti e zone di pendolarismo

Il requisito di residenza in una FUA rende la misura selettiva. Sono incluse solo le grandi città sopra i 50.000 abitanti e i comuni limitrofi collegati da flussi di pendolarismo. In Italia sono oltre 80 le FUA censite, per quasi 1.900 comuni interessati.

Chi vive in aree periferiche o in piccoli comuni al di fuori di queste zone non potrà accedere all’incentivo, una scelta che ha già sollevato critiche per il rischio di esclusione di una parte consistente del Paese.

Microimprese: doppio incentivo per veicoli commerciali 

Le microimprese sono destinatarie di un trattamento dedicato. Possono ottenere fino a due bonus per l’acquisto di veicoli commerciali elettrici, con un tetto massimo di 20.000 euro per veicolo.

I requisiti prevedono meno di dieci dipendenti e un fatturato annuo non superiore a due milioni di euro. La misura mira a favorire la transizione ecologica anche nel settore della logistica leggera e nelle attività commerciali di prossimità.

Domande frequenti: cumulabilità, vincoli di possesso (24 mesi) e tempi di consegna

Il bonus non è cumulabile con altri incentivi statali o regionali previsti per l’acquisto dello stesso veicolo. Chi riceve il contributo deve mantenere il veicolo per almeno 24 mesi, pena la restituzione della somma ricevuta.

Per quanto riguarda i tempi, la consegna dell’auto dipenderà dalle disponibilità dei costruttori e dai tempi di produzione. La pratica deve essere validata dal concessionario entro 30 giorni e lo sconto viene applicato direttamente al momento dell’acquisto.

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