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Bonus Sicurezza 2025: cos'è, chi ne ha diritto e come richiederlo
Bonus Casa 27 aprile 2026

Bonus Sicurezza 2026: cos’è, chi ne ha diritto e come richiederlo


Tutto quello che c’è da sapere sul bonus sicurezza: cos’è, chi ne ha diritto, per quali lavori è ammesso e come fruirne.
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Alessandra Caparello

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Una mini guida completa al bonus sicurezza: cosa prevede, chi può beneficiarne, quali interventi rientrano nell’agevolazione e in che modo è possibile ottenerla.

Bonus sicurezza 2026: cosa significa

Quando si parla di “bonus sicurezza 2026” si usa in realtà un’espressione un po’ semplificata. È importante chiarirlo subito: non esiste un bonus sicurezza come agevolazione autonoma e separata. Quello a cui ci si riferisce, infatti, è una serie di interventi agevolabili che rientrano nel più ampio bonus ristrutturazioni, cioè la detrazione fiscale prevista per i lavori effettuati sugli immobili.

Cosa copre davvero questa agevolazione

Nel novero dei bonus casa rientra la detrazione per gli interventi finalizzati a ridurre il rischio di azioni illegali da parte di terzi. Con “atti illeciti” si intendono reati veri e propri, come:

L’obiettivo della misura è quindi molto concreto: incentivare i cittadini a rendere più sicure le proprie abitazioni attraverso interventi strutturali. Un punto fondamentale da tenere a mente è che la detrazione riguarda esclusivamente le spese per interventi sugli immobili, non i servizi esterni o continuativi.

Bonus sicurezza 2026: come funziona

Le spese legate alla sicurezza di casa quindi sono detraibili nel modello 730, rientrando nel perimetro della detrazione per ristrutturazione. Uno degli errori più comuni però è pensare che qualsiasi spesa legata alla sicurezza rientri nella detrazione. In realtà, non sono agevolati, ad esempio i contratti con istituti di vigilanza privata.

In altre parole, il bonus si applica solo alle spese sostenute per realizzare lavori sugli immobili.

Quali lavori danno diritto al bonus sicurezza 

Gli interventi che invece rientrano nella detrazione sono molti e riguardano tutti i sistemi che rendono più difficile l’accesso non autorizzato all’abitazione. Tra i principali troviamo:

Protezioni su porte e finestre

Barriere fisiche esterne

Sistemi elettronici di sicurezza

Questi interventi sono quelli che, nella pratica, costituiscono il cosiddetto “bonus sicurezza”.

A chi spetta il bonus sicurezza

Possono usufruire dell’agevolazione tutti i soggetti che sostengono le spese e che possiedono un titolo sull’immobile. In particolare:

Non è quindi necessario essere proprietari per accedere al beneficio, ma è indispensabile essere intestatari delle spese e poterle documentare correttamente.

Quanto si può detrarre

Il cosiddetto bonus sicurezza non ha una percentuale autonoma, ma segue le regole del bonus ristrutturazioni. Nella disciplina attuale, la detrazione è generalmente pari al:

La detrazione non viene restituita subito, ma viene suddivisa in 10 quote annuali di pari importo. A partire dal 2027 è previsto un cambiamento importante nel sistema delle detrazioni: le percentuali attualmente in vigore verranno ridotte. In particolare, l’agevolazione scenderà al 36% per gli interventi sull’abitazione principale, mentre per le seconde case l’aliquota sarà ulteriormente ridotta al 30%.

Bonus sicurezza anche senza lavori di ristrutturazione

Uno dei vantaggi più importanti di questa misura è che non è necessario effettuare una ristrutturazione totale dell’immobile per avere il bonus. È sufficiente realizzare interventi specifici di sicurezza per poter accedere al beneficio fiscale. Questo rende l’agevolazione molto accessibile anche a chi vuole semplicemente migliorare la protezione della propria casa senza affrontare lavori invasivi.

Come avere il bonus sicurezza 2026

Non è necessario fare alcuna domanda prima dei lavori. Il meccanismo per avere il bonus sicurezza 2026 è piuttosto semplice:

  1. si eseguono i lavori;
  2. si pagano correttamente le spese;
  3. si inseriscono i costi nella dichiarazione dei redditi.

La detrazione viene poi recuperata direttamente tramite:

Come pagare i lavori

Uno degli aspetti più importanti riguarda la modalità di pagamento. Per avere diritto alla detrazione è obbligatorio utilizzare il bonifico parlante, che deve riportare:

In merito al bonifico si precisa che su di esso verrà apposta una ritenuta all’11%. Se non viene compilato correttamente e mancano dati essenziali, la banca o l’ufficio postale non possono applicare la ritenuta d’acconto e, di conseguenza, la detrazione fiscale può essere negata. In questi casi, l’agevolazione è ammessa solo se il pagamento viene rifatto in modo corretto.

Se non è possibile ripetere il bonifico, la detrazione può comunque essere riconosciuta a condizione che il contribuente disponga di una dichiarazione sostitutiva dell’impresa, che attesti la corretta contabilizzazione delle somme ricevute. Tale documentazione deve essere presentata al CAF o al professionista abilitato in sede di dichiarazione dei redditi, oppure agli uffici fiscali in caso di controllo. Se invece l’errore riguarda solo l’indicazione dei riferimenti normativi sul bonifico (ad esempio quelli relativi alla riqualificazione energetica), la detrazione resta valida senza ulteriori adempimenti.

Documenti da conservare

Per evitare problemi in caso di controlli è fondamentale conservare tutta la documentazione relativa ai lavori, tra cui:

Una documentazione completa è essenziale per dimostrare la corretta applicazione della detrazione.

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