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caldaia in cucina
Bonus Casa 16 aprile 2025

Decreto Bollette: sfuma il bonus per le caldaie “hybrid ready”


Un emendamento per incentivare le caldaie predisposte all’ibridazione, è stato ritirato per mancanza di coperture. Il punto.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Approvato dal Governo a fine febbraio, il Decreto Bollette, contenente un pacchetto di misure da 3 miliardi di euro per contrastare il caro energia, ha già incassato la fiducia della Camera e si prepara al passaggio in Senato, dove è attesa la conversione in legge entro il 29 aprile.

Tuttavia, le soprese non mancano, infatti, l’iter parlamentare si sta rivelando più accidentato del previsto, con numerose proposte emendative bocciate che non verranno approvate. Tra queste, quella promossa per estendere le agevolazioni fiscali alle caldaie “hybrid ready”, cioè predisposte per essere integrate con pompe di calore, che è stata ritirata per l’assenza di coperture finanziarie. Un dietrofront che sta facendo discutere il settore.

Sfuma l’incentivo per le “hybrid ready” 

Il cuore della proposta respinta era l’estensione dell’ecobonus e del bonus ristrutturazioni anche alle caldaie predisposte all’ibridazione, una soluzione tecnica sempre più diffusa, ma oggi esclusa dagli incentivi. 

Secondo i dati ENEA, il mercato delle caldaie a condensazione in Italia vale circa 1,2 miliardi di euro l’anno, e almeno la metà di questi impianti avrebbe potuto beneficiare delle detrazioni. 

La ratio dell’emendamento era semplice: favorire l’installazione di caldaie “intelligenti” che, se abbinate a una pompa di calore, diventano sistemi ibridi e quindi già oggi ammessi agli incentivi. Ma per ora, l’intervento si arena per via della carenza di risorse.

Resta lo stop agli sconti per le caldaie a gas

Il decreto, nella sua versione attuale, continua a riconoscere le detrazioni solo ai sistemi ibridi completi, caldaia e pompa di calore installate contestualmente, escludendo quindi chi, per ragioni economiche, intenda procedere in due fasi. 

Le modifiche proposte puntavano a una interpretazione meno rigida, escludendo dallo stop le caldaie alimentate con combustibili rinnovabili come l’idrogeno o il biometano e includendo le “ibridabili”. Ma anche queste aperture sono state accantonate per mancanza di coperture. 

Secondo Assotermica, l’impatto sulle finanze pubbliche sarebbe stato limitato. Il settore, tuttavia, non si arrende: “Chiediamo un confronto tecnico per reintrodurre la misura. La strada per l’efficienza energetica non può fermarsi qui”.

Il Decreto convertito entrerà in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per l’avvio di alcune misure previste dal Decreto, però, bisognerà aspettare la pubblicazione dei Decreti attuativi che ne disciplineranno il rispettivo funzionamento.

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