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Palazzi
Bonus Casa 5 febbraio 2025

Non solo Superbonus: il Fisco mira alle riqualificazioni edilizie senza variazione catastale


Il Fisco sta ampliando i controlli: cosa le disposizioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze e quali sono gli obblighi per evitare sanzioni.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Negli ultimi anni, grazie all’avvento del Superbonus, molti proprietari di immobili hanno colto l’opportunità di migliorare le proprie abitazioni grazie agli incentivi fiscali offerti dallo Stato. Interventi come l‘Ecobonus, il Sismabonus e il più recente Superbonus 110% hanno permesso di effettuare lavori di riqualificazione energetica e strutturale con significativi vantaggi economici.

Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli degli obblighi che ne derivano, soprattutto in materia di aggiornamento catastale. 


SCOPRI ANCHE: Superbonus e rendite catastali: partono i controlli dell’Agenzia delle Entrate 


Il Fisco amplia i controlli

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), nell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2025-2027, ha annunciato un’intensificazione delle verifiche catastali.

L’obiettivo è individuare gli immobili che, pur avendo beneficiato di detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione dal 2019 in poi, non hanno aggiornato la propria rendita catastale. Questo controllo non si limita agli interventi effettuati con il Superbonus, ma si estende a tutte le tipologie di bonus edilizi

L’obbligo di variazione catastale: cosa prevede la legge 

Secondo la normativa vigente, i proprietari che effettuano interventi che modificano le caratteristiche dell’immobile, influendo sul classamento o sulla consistenza, sono tenuti a presentare una dichiarazione di variazione catastale entro 30 giorni dalla fine dei lavori. Questo obbligo deriva dal Regio Decreto 652/1939 e successive modifiche. 

La mancata comunicazione può comportare sanzioni amministrative e l’aggiornamento d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate. 

Non tutti i lavori di ristrutturazione comportano l’obbligo di variazione catastale. Interventi di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura o la sostituzione di pavimenti, generalmente non incidono sulla rendita catastale. 


SCOPRI ANCHE: Variazione catastale e agevolazioni “prima casa”: ecco cosa dice l’Agenzia delle Entrate


Le prossime mosse del Fisco 

L’Agenzia delle Entrate ha annunciato l’avvio di una campagna di compliance rivolta ai contribuenti che hanno beneficiato di bonus edilizi. Attraverso l’incrocio dei dati delle comunicazioni di cessione del credito e delle banche dati catastali, saranno individuati gli immobili per i quali non risulta presentata la dichiarazione di variazione catastale. 

I proprietari interessati riceveranno una lettera con l’invito a regolarizzare la propria posizione. 

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