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Cambio residenza: cosa succede se i vigili non passano?
Contratti e Documenti 19 febbraio 2025

Cambio residenza: cosa succede se i vigili non passano?


Se si cambia residenza anagrafica, gli agenti di Polizia Locale passano a controllare la veridicità della dichiarazione: ecco cosa succede se non passano.
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Vinci Formica

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Quando si va a vivere in una nuova casa, dal punto di vista burocratico è necessario seguire un certo iter. Il cambio di residenza va comunicato al Comune, il quale poi ha la facoltà di controllare la veridicità della dichiarazione tramite i Vigili Urbani.

Ma per quanto tempo possono avvenire i controlli? E cosa succede se invece non vengono effettuati? Cerchiamo di fare chiarezza sul cambio di residenza, e sulle sue tempistiche e modalità.

Cambio di residenza: qual è l’iter

Il Codice Civile, all’articolo 43, definisce la residenza come il luogo in cui una persona ha la dimora abituale. Quando ci si sposta a vivere a un nuovo indirizzo o in un altro Comune, è obbligatorio comunicare questo cambiamento

Per farlo va inviata una comunicazione al Comune, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite PEC, allegando il documento di identità, il codice fiscale, lo stato di famiglia e il documento che attesta dove ci si trasferisce, ossia l’atto di proprietà o il contratto di affitto della casa. 

Una volta fatto ciò, il cittadino non ha altre incombenze, ma il Comune può effettuare dei controlli per verificare se davvero il dichiarante è andato ad abitare nella nuova residenza

L’Ufficio Anagrafe entro 2 giorni dalla richiesta di trasferimento registra il cambio di residenza e può inviare la Polizia Municipale nella nuova casa per vedere se vi risiedono effettivamente i dichiaranti, se sono presenti, se hanno spostato la loro dimora abituale e per controllare la veridicità dei dati anagrafici degli stessi. 

Lo scopo è smascherare eventuali cambi di residenza fittizi, solitamente finalizzati ad avere vantaggi fiscali, per esempio l’esenzione dall’IMU. 

Cosa succede se i vigili non passano a controllare?

Gli agenti della Polizia Municipale agiscono seguendo alcune regole: hanno 45 giorni di tempo per fare i controlli, non comunicano in quali giorni e orari passeranno e possono passare fino a 3 volte nei 45 giorni. Dopo il controllo il cambio di residenza viene confermato e la pratica si conclude. 


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Il dubbio sull’andamento positivo della pratica sorge nel caso in cui i Vigili Urbani non vadano a verificare la presenza dei cittadini dichiaranti. Ciò può avvenire, per esempio, per mancanza di disponibilità di personale. 

Se gli agenti della Polizia Locale non passano all’indirizzo indicato per controllare, trascorsi i 45 giorni previsti dalla normativa, il cambio di residenza deve essere considerato come andato a buon fine. Vige infatti la regola del silenzio-assenso, come previsto dal Decreto n. 5 del 2012, convertito nella Legge n. 35/2012. 

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