Giornalista, ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Sicurezza. Se volessimo riassumere in una parola o spiegare a qualcuno che non ne conosce il significato la funzione della caparra è al termine sicurezza che faremmo riferimento.
La caparra è infatti una somma di denaro che viene versata da chi desidera acquistare un bene di grande valore, come per esempio una casa, per confermare la sua volontà di acquisto e garantirsi l’acquisizione.
Il versamento della caparra è una garanzia per chi vende, che riceve una somma di denaro, ma anche per chi compra: il bene non potrà più essere ceduto ad altre persone.
Dunque, quando in una trattativa si arriva al momento di versare la caparra, i soggetti in gioco si impegnano reciprocamente: chi ha versato la caparra conferma di voler portare a termine l’operazione e di impegnarsi a saldare nei tempi e modi stabiliti, pena la perdita della stessa, chi riceve la caparra, qualora cambiasse idea e non desiderasse più vendere non solo dovrebbe rimborsare la stessa, ma anche versare una penale pari alla caparra versata dal potenziale acquirente per essere venuto meno all’impegno preso.
La caparra confirmatoria è il primo pagamento che viene effettuato da chi desidera acquistare un immobile. La sua funzione è quella di confermare la volontà di acquisire un bene prima del rogito.
La caparra penitenziale è invece la somma di cui viene convenuto il pagamento da parte del soggetto che nel contratto preliminare abbia conseguito la possibilità di sciogliersi dal contratto stesso (indipendentemente dall’altrui inadempimento).
Si tratta di un “corrispettivo” del diritto di recesso. Per dirla in parole più semplici, la caparra penitenziale permette al soggetto che cambia idea e non desidera più acquistare un bene di fare un passo indietro, perdendo solo la caparra versata.
La differenza fra le due caparre è molto importante e occorre fare attenzione: se come dicevamo la penitenziale consente il diritto di recesso, la caparra confirmatoria, in caso di fallimento della compravendita, può dare vita a uno scenario più rischioso e dispendioso.
Il venditore, al posto che limitarsi a trattenere la caparra, potrebbe chiedere l’esecuzione del contratto, chiedendo un risarcimento di gran lunga maggiore della caparra versata, stessa cosa varrebbe se fosse il proprietario a non volere più vendere: il potenziale acquirente potrebbe richiedere un maggiore risarcimento danni.