Collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Trovare casa è uno dei primi passi veri verso l’indipendenza per uno studente universitario. Che si tratti di una stanza condivisa o di un piccolo appartamento, alla scelta dell’alloggio c’è sempre un aspetto molto importante da considerare: il contratto di affitto per studenti.
Scopriamo come funziona, quali sono le regole e quali vantaggi esistono.
Il contratto di affitto per studenti universitari è una tipologia di contratto di locazione pensato appositamente per chi studia lontano da casa. È regolato dalla legge e rientra nei cosiddetti contratti a canone concordato, cioè con condizioni stabiliti da accordi locali tra i proprietari e gli inquilini.
Questo tipo di contratto si distingue da quello “normale” perché:
Può essere firmato solo se lo studente è iscritto a un’università situata in un comune diverso da quello di residenza.
Un contratto di affitto per studenti universitari non è molto diverso da un normale contratto di locazione, ma ha alcune caratteristiche specifiche pensate per chi studia lontano da casa.
Gli elementi principali che deve contenere sono:
Il contratto per studenti universitari può riguardare:
Nel caso dell’affitto di una stanza, è importante che nel contratto sia ben specificato quali spazi sono esclusivi e quali sono condivisi e inoltre se le spese come utenze, condominio o internet sono incluse nel canone o no.
Il contratto può essere intestato:
Per stipulare correttamente il contratto servono:
Pensato appositamente per studenti universitari fuori sede, il contratto di affitto prevede un affitto calmierato, stabilito dagli accordi territoriali tra proprietari e inquilini, che permette di contenere i costi senza rinunciare alla regolarità e alla sicurezza di un contratto scritto e registrato.
Questo tipo di contratto è molto flessibile: la durata minima è di sei mesi, quella massima di tre anni, con la possibilità di rinnovo o di recesso anticipato rispettando un preavviso, di solito di tre mesi.
Tutte le condizioni, comprese le spese accessorie come utenze e condominio, devono essere chiaramente indicate, così come l’eventuale caparra, che non può superare tre mensilità e viene restituita alla fine del contratto se l’immobile viene consegnato in buone condizioni.
Dopo la firma, il contratto di locazione deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni. Questa operazione spetta al proprietario, ma è sempre bene verificare che venga fatta: un contratto non registrato non tutela nessuno.
La registrazione può avvenire:
All’atto della registrazione si procede al pagamento dell’imposta di registro. L’importo standard è pari al 2% del canone annuo, con un minimo di circa 67 euro. Per i contratti a canone concordato possono esserci riduzioni. Dopo il pagamento, l’Agenzia delle Entrate rilascia una ricevuta che costituisce prova della registrazione.
Al momento della firma del contratto di affitto, il proprietario chiede quasi sempre il versamento di un deposito cauzionale.
Si tratta di una somma di denaro che serve come garanzia per eventuali danni all’immobile o per il mancato pagamento di canoni o spese. La legge stabilisce che il deposito cauzionale non può superare l’importo di tre mensilità di affitto e non rappresenta un anticipo sul canone.
Al termine del contratto, se l’alloggio viene riconsegnato nelle stesse condizioni in cui è stato ricevuto (tenendo conto della normale usura), il deposito deve essere restituito allo studente. Il proprietario può tenerlo solo in caso di danni documentati o di morosità. Si consiglia sempre di fare un verbale di consegna con foto per evitare eventuali contestazioni.
La legge permette di detrarre parte dell’affitto pagato per i figli che studiano fuori sede. In particolare:
La detrazione spetta al genitore che paga effettivamente l’affitto, anche se il contratto è intestato allo studente.