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Controllo cambio residenza, i vigili possono passare anche sabato e domenica?
Contratti e Documenti 18 dicembre 2024

Controllo cambio residenza, i vigili possono passare anche sabato e domenica?


Il controllo dei vigili per il cambio di residenza avviene entro 45 giorni dalla richiesta ma è possibile comunicare la propria disponibilità.
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Riccardo Liguori

Giornalista, ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Cambiare residenza è una procedura che richiede attenzione e rispetto di norme precise. Dopo aver presentato la domanda, scatta il controllo da parte della polizia municipale, incaricata di verificare l’effettivo trasferimento nella nuova abitazione. Ma quali sono le regole da seguire? E soprattutto, i vigili possono passare anche nel weekend?

Cosa controllano i vigili?

L’obiettivo principale del controllo è contrastare le residenze fittizie, ossia quelle dichiarate solo per ottenere vantaggi fiscali o sociali. I vigili verificano la presenza abituale del richiedente nell’abitazione, l’effettiva dimora, l’identità dei conviventi e la corrispondenza tra i dati dichiarati e quelli ufficiali.

Tempi e modalità del controllo

La polizia municipale ha 45 giorni di tempo dalla presentazione della domanda per effettuare il controllo. Non ci sono orari predefiniti: i vigili possono passare in qualsiasi momento, senza preavviso.

Sabato e domenica?

Teoricamente, i vigili possono effettuare il controllo anche di sabato e domenica. Nella pratica, però, è più probabile che si rechino presso la nuova residenza dal lunedì al venerdì.

Quante volte possono passare?

Se al primo tentativo il cittadino non viene trovato in casa, i vigili possono tornare fino a un massimo di tre volte. In caso di ripetuta irreperibilità, la richiesta di cambio di residenza può essere revocata.

Comunicare la propria disponibilità

Per evitare problemi in caso di assenza per lavoro o studio, la Cassazione ha introdotto il principio di “leale collaborazione”. Il cittadino può comunicare all’ufficio anagrafe le fasce orarie in cui è solitamente assente, in modo da facilitare il controllo. Questa comunicazione può avvenire tramite raccomandata A/R, PEC o direttamente allo sportello, allegando la documentazione che attesti gli impegni lavorativi o di studio.

Cosa succede in caso di accertamento negativo?

Se l’accertamento è negativo perché la residenza è fittizia, si rischiano sanzioni amministrative e penali, come la perdita dei benefici ottenuti con il cambio di residenza e il reato di falso in atto pubblico. In questi casi, il cittadino può presentare ricorso al Prefetto entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento di diniego.

Il controllo dei vigili per il cambio di residenza è un passaggio fondamentale per garantire la regolarità della procedura. È importante conoscere le regole e collaborare con le autorità, comunicando la propria disponibilità per il controllo. In caso di dubbi, è consigliabile rivolgersi all’ufficio anagrafe del proprio Comune.

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