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Contratti e Documenti 11 febbraio 2025

Divieto di animali domestici nel contratto di locazione: la validità della clausola


I proprietari di casa possono vietare la presenza di animali domestici nell'abitazione in locazione? Ecco cosa sapere.
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Dario Balsamo

Avvocato, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Quali sono le norme da rispettare se si vive con un animale domestico in casa? È possibile inserire delle clausole all’interno del contratto di locazione per vietarne la presenza?

Vista l’importanza dell’argomento, è utile capire, preliminarmente, il contesto sociale in cui viviamo e l’evoluzione delle leggi sugli animali. Approfondiamo di più.


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Legislazione internazionale

A livello internazionale, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale del 1978 afferma il diritto all’esistenza degli animali e la loro protezione. Inoltre, la Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia del 1987 riconosce il valore sociale degli animali domestici.

Infine, sempre a livello europeo, anche l’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) aggiunge un tassello importante verso il riconoscimento di veri e propri diritti a favore degli animali, riconoscendoli come “esseri senzienti”.

Tutela degli animali nella legislazione nazionale

Detto questo, anche nel contesto del diritto italiano ci sono numerose normative che disciplinano la tutela degli animali:

Tuttavia, nonostante questa evoluzione normativa, il tema della validità di una clausola contrattuale che vieti la detenzione di animali domestici in un contratto di locazione resta controverso.


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Opinioni giuridiche contrapposte

Su questo tema esistono due visioni opposte:

Il divieto è nullo

Alcuni ritengono che vietare gli animali nei contratti d’affitto sia contrario alle norme generali e alla crescente tutela degli animali. Per esempio, l’articolo 1138 del codice civile vieta che il regolamento di condominio possa impedire l’ingresso degli animali in condominio, dunque si pensa che tale limitazione possa applicarsi anche agli affitti.

Tra le sentenze più rilevanti si veda quella della Corte d’Appello di Bologna (sentenza numero 766 del 5 marzo 2024) con cui i giudici hanno annullato un regolamento condominiale che vietava gli animali, riconoscendo il legame tra persone e animali come un diritto tutelato dalla Costituzione.

Il divieto è legittimo

Altri sostengono che il proprietario ha invece tutto il diritto di scegliere le regole per il suo immobile, come previsto dal principio di autonomia negoziale previsto nel nostro codice civile.

Infatti, per la legge italiana, il proprietario seppur abbia il dovere di garantire il buon uso dell’immobile potrebbe benissimo ritenere che la presenza di animali possa causare danni e quindi vietare il loro ingresso nell’abitazione.

Senza una legge che obblighi ad accettare animali in affitto, il proprietario può quindi legittimamente vietare l’ingresso di animali nel proprio immobile per motivi legittimi (allergie, igiene, danni). Infine, in assenza di un obbligo legale di consentire la presenza di animali domestici in un immobile locato, il proprietario può decidere di escluderli per motivi legittimi, come allergie, igiene o danni potenziali.

Conclusioni

Come si è potuto leggere, il tema è ancora oggetto di dibattito. Se è vero che, da un lato, il riconoscimento dei diritti degli animali potrebbe rendere nulle queste clausole, è altrettanto vero, dall’altro, che il proprietario ha libertà contrattuale e può imporre limiti, se non violano norme imperative.

In assenza quindi, ad oggi, di una chiara previsione legislativa che imponga di consentire la detenzione di animali negli immobili locati, la validità di tali clausole dipenderà dall’interpretazione giurisprudenziale e dalla valutazione caso per caso. Tuttavia, la crescente tutela degli animali potrebbe portare, in futuro, a regole più favorevoli agli inquilini con animali domestici.

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