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Contratti e Documenti 8 novembre 2024

Finanziaria 2025 e affitti brevi: ecco come cambierà la dichiarazione dei redditi


La Legge di Bilancio 2025 introduce l'obbligo di inserire CIN nelle dichiarazioni dei redditi e nella Certificazione Unica. Il punto.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La Legge di Bilancio 2025, all’articolo 9 (comma 5), introduce un importante strumento contro l’evasione fiscale: l’obbligo di inserire il Codice Identificativo Nazionale (CIN) nelle dichiarazioni dei redditi e nella Certificazione Unica per chi affitta a breve termine. Una mossa per garantire trasparenza e maggiori entrate.

Il Codice CIN: un identificativo per la tracciabilità degli affitti turistici

Con l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), dal 1° gennaio 2025, ogni immobile destinato ad affitti brevi dovrà essere registrato con questo nuovo codice. Il CIN, obbligatorio per tutti gli immobili presenti nella Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR), rappresenta una chiave per tracciare e monitorare i redditi derivanti da attività di locazione breve. 

Questo codice univoco, che dovrà essere indicato nelle dichiarazioni fiscali (Modello 730 o Redditi) e nella Certificazione Unica, segna un importante passo avanti verso una gestione più trasparente e ordinata del settore turistico-immobiliare, dove spesso i guadagni risultano poco tracciabili.

La rete di controllo per il Fisco 

La nuova disposizione non si limita ai singoli proprietari: prevede infatti che anche gli intermediari immobiliari e i portali online, come Airbnb, siano coinvolti. Essi saranno tenuti a comunicare il CIN e i dettagli di ogni contratto breve all’Agenzia delle Entrate, garantendo una sinergia tra enti per incrociare i dati in tempo reale.

Grazie a queste informazioni, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza potranno condurre verifiche mirate, facilitando il controllo dei flussi finanziari. 

Inoltre, i Comuni contribuiranno comunicando i risultati delle verifiche effettuate sugli immobili, supportando la mappatura del rispetto degli obblighi fiscali da parte dei locatori e degli ospiti.

Le prospettive economiche 

L’obiettivo primario di questa misura è combattere l’evasione fiscale e incrementare le entrate statali. Grazie al CIN, il Ministero dell’Economia stima di recuperare circa 88 milioni di euro all’anno, una cifra ottenuta sulla base di precedenti misure simili, come l’introduzione della cedolare secca nel 2012. 

Allora, si era osservata una riduzione dell’evasione del 18,7% nel settore delle locazioni. La manovra 2025 mira a ottenere risultati simili, affidandosi al CIN come strumento principale per garantire che i redditi da locazione breve siano sempre dichiarati correttamente. L’Agenzia delle Entrate emanerà a breve le istruzioni operative per l’uso del CIN, offrendo così ai contribuenti e agli operatori una guida chiara sui nuovi obblighi in arrivo.

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