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NCEU (Nuovo Catasto Edilizio Urbano), cos'è e a cosa serve
Contratti e Documenti 1 febbraio 2025

NCEU (Nuovo Catasto Edilizio Urbano), cos’è e a cosa serve


La mappa degli edifici urbani è gestita da Agenzia delle Entrate, ex Agenzia del Territorio. Si chiama NCEU ed ecco come funziona.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

L’Italia possiede uno dei patrimoni edilizi più estesi e complessi d’Europa. Per gestire questo vasto insieme di beni immobili è necessario un sistema di catalogazione e identificazione sempre più efficace. Per questo, entra in gioco il NCEU, acronimo che sta per “Nuovo Catasto Edilizio Urbano”. “Nuovo” perché, con la sua introduzione, sono stati modificati i vecchi archivi catastali, tra cui i primi varati nel 1886 con la Legge Messedaglia.

Il NCEU è oggi un archivio fondamentale per raccogliere e organizzare tutte le informazioni relative agli edifici presenti sul territorio nazionale. Uno strumento utile per proprietari di immobili, acquirenti e professionisti del settore. Vediamo perché, partendo proprio dal concetto moderno di “catasto urbano”. 

A cosa serve il catasto urbano?

Le prime documentazioni di archivi di questo tipo risalgono ai tempi degli egizi e sumeri, già da 4mila anni fa, introdotti dai regnanti e faraoni per calcolare tasse e imposte sui terreni. Nell’era moderna il catasto si è adeguato allo sviluppo urbano, in Italia cominciato con l’unificazione del Paese, dopo il 1861. Con la Legge Messedaglia del 1886 è stato avviato il primo Catasto Terreni e Catasto Edilizio Urbano, in sostituzione dei vecchi Uffici Tecnici per il Macinato. Questo nuovo archivio doveva essere più preciso, con le particelle all’interno delle mappe cartografiche.

Il catasto urbano nella nostra epoca ha le stesse funzioni di registrare e classificare tutti gli immobili presenti in un determinato territorio, generando così una base di dati utile per la gestione del patrimonio immobiliare nazionale e per verificare la presenza di immobili “fantasma”. 

Le informazioni catastali servono ancora oggi a determinare il valore fiscale degli immobili, verificare la loro conformità urbanistica e facilitare la trasparenza nelle operazioni di compravendita e successione.

Che cos’è il NCEU?

Il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (NCEU) è l’archivio che raccoglie e organizza le informazioni relative a tutti gli immobili urbani in Italia. Sebbene il nome includa il termine “nuovo”, la sua istituzione risale al Regio Decreto Legge numero 652 del 13 aprile 1939, ma questo modello è entrato in vigore nel 1962

Il NCEU ha l’obiettivo di mappare con maggiore precisione ogni unità immobiliare urbana e rappresenta un’evoluzione del sistema catastale italiano, che in passato si basava su registri meno dettagliati e più frammentati.

A cosa serve

Il Catasto italiano distingue tra NCEU e NCT; con quest’ultimo acronimo si intende il “Nuovo Catasto Terreni (NCT)”, che si occupa invece della registrazione e della classificazione dei terreni agricoli e non edificati

Il NCEU, invece, riguarda i fabbricati e le costruzioni, quindi gli immobili urbani e costruiti. Ha molteplici funzioni fondamentali per il settore immobiliare e per l’amministrazione pubblica. Tra le principali, troviamo le seguenti:

Dove trovo il NCEU?

Il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (ex Agenzia del Territorio) oggi è gestito dall’Agenzia delle Entrate. Le informazioni catastali possono essere consultate attraverso le seguenti modalità:

Cosa vuol dire ex Agenzia del Territorio?

Ancora oggi, l’espressione “ex Agenzia del Territorio” viene utilizzata o accostata al Nuovo Catasto Edilizio Urbano. Questo perché in passato la gestione delle informazioni catastali era affidata a questo ente autonomo chiamato appunto Agenzia del Territorio, rimasto ancora nella memoria collettiva dei molti italiani. Poi, con il Decreto Legge numero 95 del 2012, questa Agenzia è stata incorporata nell’Agenzia delle Entrate, che ne ha assunto tutte le competenze, compresi i servizi catastali, tra cui la conservazione dei registri immobiliari e la determinazione delle rendite.

Questa modifica aveva l’obiettivo di digitalizzare e semplificare la burocrazia, migliorando l’integrazione tra le funzioni fiscali e quelle catastali. 

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