Link copiato!
Link copiato!
una persona firma un contratto
Contratti e Documenti 16 gennaio 2025

Proposta di acquisto immobiliare: cosa succede dopo l’accettazione o il rifiuto?


Proposta di acquisto immobiliare: ecco gli scenari possibili e gli effetti legali che derivano dall'accettazione, dal rifiuto o da una controproposta.
author-avatar
Dario Balsamo

Avvocato, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La proposta di acquisto è uno dei momenti chiave nella compravendita immobiliare. Tuttavia, ciò che accade successivamente dipende dalla risposta del venditore: accettazione, rifiuto o controproposta. Esaminiamo gli scenari possibili e gli effetti legali che ne derivano.



Il ruolo della firma del venditore nella validità della proposta

La proposta di acquisto immobiliare ha una natura particolare: è un atto unilaterale redatto e firmato dal proponente, che diventa vincolante solo al momento dell’accettazione del venditore, come indicato dall’articolo 1326 del Codice civile.

Per essere valida, l’accettazione deve sia rispettare i termini temporali indicati nella proposta (ad esempio, se il proponente specifica che la validità è di 15 giorni, il venditore deve accettare entro quel periodo) sia essere comunicata formalmente al proponente. La comunicazione può avvenire attraverso un mezzo che garantisca certezza legale, come la consegna di una copia firmata o per raccomandata o con consegna presso la sede dell’agenzia immobiliare.

In merito a quest’ultima circostanza, un punto interessante è l’uso della tecnologia nella comunicazione dell’accettazione. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 22012/2023, ha chiarito che l’accettazione via PEC è valida solo se il contratto è allegato in formato PDF ed è sottoscritto con firma digitale o qualificata. In caso contrario, l’accettazione potrebbe essere considerata nulla.

Come gestire una controproposta

Non sempre il venditore accetta integralmente i termini della proposta. Potrebbe infatti formulare una controproposta, modificando alcuni aspetti dell’accordo (ad esempio il prezzo o la modalità di pagamento). In questi casi, la proposta originale perde efficacia, e si apre una nuova fase di trattative.

La controproposta immobiliare è infatti uno strumento di negoziazione utilizzato dal venditore quando decide di non accettare la proposta di acquisto ricevuta, ma intende proseguire la trattativa offrendo condizioni diverse.

Ad esempio, se un immobile è in vendita per 200.000 euro e l’acquirente propone 170.000 euro, il venditore potrebbe fare una controproposta di 190.000 euro, cercando così un compromesso tra le sue richieste e l’offerta ricevuta. A questo punto, l’acquirente può decidere se accettare o rifiutare.

Questo processo offre diversi vantaggi, come la possibilità di adattare le condizioni della vendita, avvicinando il prezzo alle aspettative del venditore, dimostrando serietà e apertura al dialogo. Inoltre, permette a entrambe le parti di chiarire meglio le proprie priorità. Tuttavia, la controproposta comporta anche dei rischi, come la possibilità di perdere l’affare se l’acquirente percepisce l’offerta come eccessiva o poco flessibile.

Inoltre, può allungare i tempi delle trattative e generare tensioni, soprattutto se le proposte vengono considerate irragionevoli.

Aspetti da considerare nella controproposta

La formulazione di una controproposta deve essere fatta prestando la massima attenzione sia al contenuto sia alla forma. Difatti, in sede di controproposta il ruolo delle parti si inverte e pertanto, il proponente della proposta originaria diventa il destinatario della controproposta e può decidere se accettarla, rifiutarla o avviare ulteriori negoziazioni a sua volta.

È il caso di precisare che la controproposta è vincolante per il venditore al pari della proposta di acquisto, valendo infatti le stesse regole. Per tali ragioni è buona norma, anche per scongiurare fraintendimenti, che nel caso in cui il venditore modificasse anche solo una parte della proposta, tutte le altre condizioni (ad esempio i termini di pagamento o l’entità della caparra) devono essere riesaminate e riscritte interamente per garantire coerenza giuridica.

Effetti legali dell’accettazione della proposta

Quando il venditore accetta integralmente i termini della proposta, questa si trasforma in un contratto preliminare (o compromesso) vincolante per entrambe le parti. Le conseguenze principali in caso di accettazione della proposta del venditore riguardano il vincolo contrattuale. Entrambe le parti si impegnano a rispettare gli accordi e a procedere verso la stipula del rogito definitivo. 

Eventuali inadempimenti possono comportare conseguenze legali. Ad esempio, l’articolo 1218 del codice civile prevede: 

Cosa succede se il venditore rifiuta l’offerta?

Il primo consiglio in caso di rifiuto è quello di formalizzarlo in ogni caso. Difatti, benché non sia obbligatorio, è buona pratica che il venditore comunichi il rifiuto per iscritto, indicando le motivazioni, per evitare incomprensioni.

Dal punto di vista giuridico, se il venditore decide di rifiutare la proposta, questa perde immediatamente ogni efficacia legale. Tale scelta comporterà quindi da un lato che il rifiuto del venditore libera entrambe le parti da qualsiasi impegno e dall’altro l’obbligo del venditore alla restituzione delle eventuali somme versate dal compratore a titolo di caparra o acconto.

Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it