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Contratti e Documenti 30 maggio 2025

Quante tipologie di contratti di locazione esistono?


Il diritto italiano prevede determinate tipologie di contratti di locazione (o affitto), con possibili deroghe e clausole. Ecco quali sono.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il diritto italiano disciplina i contratti di locazione, che prevedono l’utilizzo di un bene immobile per un determinato periodo di tempo, in cambio di un corrispettivo specifico, noto come pigione o canone di locazione.

Tuttavia, il panorama degli affitti in Italia è complesso, poiché esistono diverse tipologie di contratti di locazione, ciascuna con caratteristiche specifiche per rispondere alle diverse esigenze di proprietari e inquilini. Scopriamo, più nel dettaglio, quali sono e come funzionano.

Cosa significa contratto di affitto?

Il termine “contratto” deriva dall’istituto romano, che già prevedeva la cosiddetta “locatio conductio”, una fattispecie di contratto d’affitto. Oggi viene tecnicamente chiamato “locazione”, ed è un accordo legale che prevede diritti, doveri e clausole, in cui una parte, detta locatore, concede a un’altra parte, detta conduttore, l’uso di un bene immobile per un periodo di tempo determinato, in cambio di un corrispettivo in denaro. 

Più in dettaglio, esistono delle macro-tipologie di contratto di locazione, con regole fisse e clausole che si possono stabilire tra le parti, nel rispetto delle normative vigenti, e a patto che il locatore mantenga la proprietà del bene, mentre al conduttore viene garantito il diritto di utilizzo temporaneo del bene.

Quanti tipi di contratti di affitto ci sono?

Le tipologie generiche di contratto di affitto sono raggruppate nell’ambito della cosiddetta “locazione a uso abitativo”. Quelle previste dal diritto sono le seguenti:

Contratto di locazione a canone libero

Il contratto di locazione a canone libero, noto anche come “4+4”, è il più comune ed è regolato dalla Legge 431/1998. Ha una durata minima di 4 anni, rinnovabile per automaticamente altri 4, salvo disdetta.

Proprietario e inquilino possono accordarsi liberamente sull’importo del canone, ma non deve superare i valori di mercato.

Caratteristiche principali:

Esempio di utilizzo: Un contratto 4+4 è ideale per chi desidera una stabilità a lungo termine, come intende abitare in un determinato luogo per diversi anni.

Contratto di locazione a canone concordato

Detto anche contratto di affitto “3+2”, prevede una durata minima di 3 anni, che si può rinnovare per ulteriori 2 anni. Il canone si determina in base agli accordi locali tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini, ed è generalmente inferiore rispetto al mercato libero. Questo tipo di contratto offre agevolazioni fiscali per entrambe le parti.

Si applica prevalentemente nei Comuni ad alta densità abitativa e nelle cosiddette “zone ad emergenza abitativa”.

Caratteristiche principali:

Esempio di utilizzo: Il contratto a canone concordato è spesso usato nelle grandi città, dove il controllo dei prezzi degli affitti è importante per garantire accessibilità abitativa a chi ha redditi medi o bassi.

Contratto transitorio

Il contratto di affitto transitorio è pensato per esigenze abitative temporanee. Ha una durata variabile da 1 a 18 mesi. Nel contratto è necessario specificare la motivazione della transitorietà.

Non è rinnovabile automaticamente e, alla scadenza, le parti devono stipulare un nuovo accordo se desiderano prolungare la locazione.

Caratteristiche principali:

Esempio di utilizzo: Il contratto transitorio è spesso utilizzato da chi si trasferisce temporaneamente per motivi di lavoro o da studenti universitari fuori sede che necessitano di un alloggio per brevi periodi.

Contratto di locazione per studenti universitari

Una variante del contratto transitorio è quello dedicato agli studenti universitari. Si applica a chi studia in una città diversa da quella di residenza e ha una durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi. Il canone è concordato secondo specifici accordi locali.

Caratteristiche principali:

Esempio di utilizzo: Questo contratto è ideale per studenti fuori sede che cercano un alloggio vicino all’università. Offre stabilità per la durata del percorso accademico senza impegni a lungo termine.

Contratto di comodato d’uso gratuito

Il comodato d’uso gratuito non prevede il pagamento di un canone. È un accordo in cui il proprietario concede l’uso di un immobile a un’altra persona senza richiedere un affitto. Questo tipo di contratto è spesso utilizzato tra familiari o amici e può essere stipulato per una durata determinata o indeterminata.

Contratto di locazione turistica

Il contratto di locazione turistica (o affitto breve) è utilizzato per affittare immobili per brevi periodi, tipicamente per finalità turistiche. La durata non supera i 30 giorni e non necessita di registrazione. È un contratto flessibile, spesso utilizzato in località di vacanza, prevede agevolazioni fiscali con tassazioni ridotte a carico del proprietario, che solitamente propone questa tipologia di locazione come fonte di reddito per una seconda entrata. 

Contratto di locazione commerciale

Destinato a immobili non residenziali, come negozi, uffici o capannoni industriali, il contratto di locazione commerciale ha una durata minima di 6 anni (per attività commerciali) o di 9 anni (per attività alberghiere).

Il canone è liberamente concordato tra le parti e può essere aggiornato periodicamente. Salvo disdetta anticipata, è rinnovabile automaticamente alla scadenza.

Caratteristiche principali:

Esempio di utilizzo: Un contratto di locazione commerciale è tipico per attività imprenditoriali come negozi o ristoranti, dove è necessaria stabilità per avviare e far crescere il business.

Come si registra un contratto di locazione

Tutti i contratti di locazione devono essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. L’Agenzia fornisce i moduli necessari in base al regime fiscale scelto. Durante la registrazione, il proprietario deve pagare l’imposta di bollo per l’annualità o per l’intera durata del contratto.

Anche i rinnovi devono essere comunicati alle Entrate, con il pagamento dell’imposta di bollo per il periodo specifico. Se il contratto non viene registrato, l’accordo tra locatore e locatario non è valido legalmente, sconfinando così in quello che viene definito affitto in nero, vietato dalla legge.

Gli aspetti fiscali

Oltre alle differenze contrattuali, è importante considerare l’aspetto fiscale. I proprietari possono optare per il regime della cedolare secca, che consente di pagare un’imposta sostitutiva (tra il 10% e il 21%) sul canone di locazione, eliminando altre imposte come l’IRPEF e le addizionali.

Questo regime è particolarmente vantaggioso nei contratti a canone concordato, dove l’aliquota è ridotta al 10%.

Qual è il contratto più conveniente per il proprietario?

La gestione di un immobile da affittare può essere complessa per il proprietario, che spesso si affida a esperti o agenzie immobiliari con assistenza legale e tecnica. In realtà, ciascuna tipologia di contratto può comportare vantaggi e svantaggi.

Per esempio, il contratto a canone libero offre maggiore libertà nella determinazione del canone, mentre quello a canone concordato garantisce maggiori agevolazioni fiscali. I contratti transitori e per studenti universitari rispondono a esigenze temporanee specifiche, mentre il comodato d’uso gratuito è una soluzione economica per chi ha rapporti di fiducia con il proprietario. 

La scelta giusta dipende dalle specifiche esigenze di proprietari e inquilini, perciò è importante stipulare un accordo che soddisfi entrambe le parti, offrendo una soluzione abitativa che rispetti la realtà, le clausole contrattuali e le norme in materia di sicurezza abitativa. 

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