Link copiato!
Link copiato!
Contratto
Contratti e Documenti 7 ottobre 2022

Scoperto il primo contratto di locazione della storia


Nel sud-est della Turchia, nell'area un tempo occupata dalla città greca di Teos, è stato rinvenuto l'esempio più antico di contratto di locazione. La pergamena parla di un accordo fra proprietario e studenti fuori sede, con tanto di garanti, testimoni e punizioni da infliggere in caso di inadempienze.
author-avatar
Pietro Gualtieri

Collaboratore esterno di Immobiliare.it

La storia ci insegna spesso che certe dinamiche sociali sono immutabili nel tempo, specialmente quando si parla di istruzione e alloggi.

Vita da fuori sede nell’Antica Grecia: il contratto d’affitto di 2200 anni fa

La vita degli studenti fuori sede non deve essere stata facile, nemmeno nell’antica Grecia: lo dimostra il più antico contratto d’affitto scoperto in Turchia e risalente a 2200 anni fa.

Questa straordinaria finestra sul passato ci arriva grazie a uno scavo archeologico che ha riportato alla luce una stele iscritta di inestimabile valore storico. Si tratta di una pergamena (o meglio, un’iscrizione su pietra che fungeva da documento legale pubblico) che è stata rinvenuta, come riporta il New York Post, nella città di Sigacik, nel sudest del Paese, l’antica Teos dei greci. Teos era una delle dodici città della Lega Ionica, un centro culturale ed economico vivace, che evidentemente ospitava un’istituzione educativa di rilievo capace di attirare giovani da altre regioni.

Un “Campus” esclusivo con benefit inaspettati

Analizzando il documento, emerge che l’accordo non riguardava una semplice stanza, ma una struttura complessa destinata a un gruppo di giovani, probabilmente appartenenti a una classe sociale elevata. Il contratto parla della locazione di un appezzamento di terra a degli studenti iscritti all’università di Teos, specificamente un “Ginnasio”, che all’epoca non era solo un luogo per l’esercizio fisico, ma il cuore dell’istruzione superiore greca.

La struttura affittata era decisamente all’avanguardia per l’epoca. All’interno della proprietà si trovavano perfino dei “benefit” di lusso, vale a dire una palestra, un altare e perfino la schiavitù. La presenza di un altare suggerisce che gli studenti dovessero curare anche gli aspetti religiosi e rituali della comunità, mentre la menzione della schiavitù (probabilmente intesa come personale di servizio incluso nel contratto) indica che l’affitto comprendeva la forza lavoro necessaria per mantenere la proprietà o servire i giovani residenti.

Garanti e autorità: la burocrazia non cambia mai

Uno degli aspetti più affascinanti del reperto è la sua incredibile somiglianza con le pratiche burocratiche moderne. Sul testo si leggono diversi nomi: in primo luogo quello del proprietario, poi quello di uno degli studenti e, proprio come accade oggi, quello di un garante, ossia il padre del ragazzo.

La figura del genitore che si fa carico della responsabilità finanziaria per il figlio studente è un classico che attraversa i millenni. Tuttavia, la formalità di questo atto era estrema: non si trattava di una stretta di mano tra privati, ma di un atto pubblico solenne. A suggellare l’accordo c’erano ben sei testimoni i cui nomi sono riportati sul contratto e di cui tre erano addirittura autorità cittadine. La presenza di funzionari di alto rango tra i garanti della validità del contratto sottolinea quanto fosse importante e regolamentata la gestione delle proprietà e l’educazione dei neoi (i giovani cittadini) nella società di Teos.

Clausole rigide e manutenzione della proprietà

Se le procedure di firma ci sembrano familiari, anche le aspettative del locatore non sono da meno. Come nella maggior parte dei contratti d’affitto dei nostri giorni, anche su quello risalente a 2200 anni fa il proprietario richiedeva il massimo rispetto delle sue terre che dovevano essere mantenute pulite e in ordine.

Il concetto di “danni” era preso molto seriamente. Poiché la proprietà includeva terreni e strutture sacre (l’altare) e sportive (la palestra), la manutenzione non era solo estetica ma funzionale. Gli studenti erano tenuti a preservare il valore dell’immobile. Non è stata trovata alcuna clausola che impedisse l’organizzazione dei celebri toga-party, ma gli studenti dovevano ben guardarsi dal causare danni. È probabile che la socializzazione fosse incoraggiata, purché non sfociasse nel vandalismo o nell’incuria verso i beni locati.

Punizioni corporali e multe salate

La vera differenza rispetto ai contratti moderni risiede, tuttavia, nelle conseguenze previste per chi violava i patti. Se oggi si rischia al massimo di perdere la caparra o di affrontare una causa civile, nell’antica Teos la legge era molto più severa. Più di metà del testo, infatti, parla di punizioni, fisiche ed economiche, che sarebbero state imposte nel caso di inadempienza con i pagamenti o di danni alla proprietà che non fossero stati riparati.

Le sanzioni economiche erano dettagliate minuziosamente, ma è il riferimento alle punizioni corporali a colpire maggiormente il lettore moderno, ricordandoci che, nonostante l’alto livello di civiltà, si trattava pur sempre di un mondo antico con codici legislativi talvolta brutali. Pare proprio che la vita dello studente greco fuori sede fosse ben più complicata di quella dei nostri universitari: tra lo studio, la gestione della servitù, la manutenzione degli altari e il terrore di una punizione fisica per un affitto pagato in ritardo, la pressione doveva essere altissima.

Condividi articolo
Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it