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Serve il consenso del proprietario per dare ospitalità se si vive in affitto
Contratti e Documenti 22 dicembre 2023

Serve il consenso del proprietario per dare ospitalità se si vive in affitto?


L’ospitalità è diversa dalla sublocazione e non occorre consenso, ma anche gli ospiti devono sottostare ad alcuni obblighi.
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Sofia Barbetta

Giornalista, ex collaboratrice esterna di Immobiliare.it

“¡Mi casa es tu casa!”, la mia casa è la tua casa. Sì, ma non sempre. Partiamo da questa espressione molto nota e diffusa per dare risposta a un quesito: “Serve il consenso del proprietario per dare ospitalità se si vive in affitto?”. La risposta è “no”, ma ci sono dei però. Scopriamoli insieme.

Il principio di solidarietà

L’ospite è sacro, si sa, e nessuno può impedire di accogliere nella nostra casa, sia essa di proprietà o in affitto, altre persone che necessitano di un posto dove fermarsi o che vengono in visita. Tra locatore e locatario vige un principio di solidarietà, enunciato anche nell’articolo 2 della Costituzione, che rende inviolabile la possibilità di accogliere ospiti in casa

Ospitare non è sublocare

La Corte di Cassazione ha inoltre chiarito che ospitare non significa sublocare e conseguentemente ospitare una persona a casa è un’azione totalmente legale. 

Ospitare non è concedere in comodato

Ospitare inoltre è totalmente diverso da concedere in comodato. Il comodato è una concessione a titolo gratuito di un immobile per un dato periodo attraverso una scrittura privata all’interno della quale vengono indicati l’utilizzo, la durata e le spese a carico del comodatario (come per esempio le utenze domestiche o le spese condominiali). Per concedere un’immobile in comodato vige l’obbligo di registrazione e le relative imposte sono a carico del comodatario. 

Sempre a differenza del comodato, l’ospitalità non prevede una definizione temporale ma, e qui occorre prestare particolare attenzione, vi sono comunque degli obblighi di legge da rispettare. 

Ospitalità sopra i 30 giorni: gli obblighi da rispettare per il proprietario

Se l’ospitalità si prolunga oltre i 30 giorni il proprietario è tenuto a rendere nota la presenza dell’ospite alle autorità di Pubblica Sicurezza, entro 2 giorni, attraverso una dichiarazione di ospitalità o cessione di fabbricato.

Se l’ospite è un soggetto extracomunitario, il proprietario è tenuto a rendere nota la presenza dell’ospite anche se il periodo di l’ospitalità è inferiore ai 30 giorni e deve avvenire entro 2 giorni dall’arrivo dell’ospite in casa. 

Ospitalità di lunga durata: gli obblighi da rispettare per l’ospite

L’ospite è sempre tenuto a rispettare l’immobile e gli altri inquilini, inoltre se permane per molti mesi la sua permanenza acquisisce carattere abituale e conseguentemente, avrà l’obbligo di presentarsi all’Ufficio Anagrafe del Comune in cui abita per richiedere il cambio di residenza o domicilio.

L’ospite che diventa residente è tenuto a indicare se risiede in un determinato immobile come ospite, per comodato d’uso o se ha sottoscritto un contratto di locazione.

Infine l’ospite è obbligato ad abbandonare l’immobile qualora gli venga richiesto dal proprietario, in alternativa rischierebbe si essere accusato di violazione di domicilio

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