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Che cos'è il rent to rent e come funziona?
Investimenti immobiliari 24 settembre 2025

Che cos’è il rent to rent e come funziona?


Scopri cos’è il rent to rent, come funziona, quali vantaggi e rischi comporta per gestori e proprietari e quando conviene davvero avviare questa formula nel mercato immobiliare.
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Alessandra Caparello

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il settore immobiliare sta cambiando rapidamente e, accanto ai metodi tradizionali di investimento, si stanno affermando modelli alternativi. Uno dei più discussi è il rent to rent, letteralmente “affittare per affittare”. Si tratta di una formula che permette di ottenere un guadagno da un immobile senza esserne proprietari, grazie al meccanismo del subaffitto.

Non è una novità assoluta, ma negli ultimi anni, complice la diffusione degli affitti brevi e la digitalizzazione del mercato, ha trovato terreno fertile. Vediamo come funziona, quali sono i vantaggi e gli aspetti a cui prestare attenzione.

Cos’è il rent to rent?

Il rent to rent è una formula con cui una persona o una società prende in affitto un immobile da un proprietario e, con il consenso di quest’ultimo, lo subaffitta a terzi. Il guadagno nasce dalla differenza tra il canone che paga al proprietario e quello che riceve dai subaffittuari.

Volendo fare un esempio immaginiamo che un appartamento viene preso in affitto a 800 euro al mese e viene subaffittato in più stanze per un totale di 1.300 euro, chi gestisce l’operazione trattiene 500 euro lordi come margine di profitto.

Rent to rent: tipologie

Il rent to rent non è uguale per tutti: esistono varie modalità applicative. Le più diffuse sono:

Rent to rent: vantaggi e svantaggi

Il grande punto di forza del rent to rent è che non richiede grandi capitali iniziali. Chi vuole iniziare a guadagnare con gli immobili non deve acquistarli, ma solo stipulare un contratto di locazione. 

Inoltre, il rent to rent ha come vantaggi quello di offrire la possibilità di:

Per molti imprenditori immobiliari alle prime armi, rappresenta un banco di prova interessante prima di investire in proprietà proprie.

Tra gli svantaggi si segnalano:

Quando conviene il rent to rent

Il rent to rent può funzionare bene in contesti precisi come:

In questi casi, il divario tra canone pagato al proprietario e canone incassato dagli inquilini può essere consistente e generare buoni margini. Al contrario, in piccoli centri o in zone con scarsa domanda, il rischio di restare con l’immobile vuoto è alto.

Come impostare un contratto di rent to rent

In Italia non c’è un modello “standard” previsto dal Codice Civile, ma il contratto può essere strutturato legalmente sotto forma di contratto di locazione con facoltà di sublocazione, che deve essere espressamente autorizzata dal proprietario (art. 1594 c.c.).

Il contratto deve contenere:

Senza un contratto chiaro e ben redatto, il rischio di problemi legali è molto elevato. Per questo, è consigliabile farsi assistere da un avvocato o da un consulente immobiliare.

Rent to rent: quante tasse si pagano?

In Italia la tassazione del rent to rent trova fondamento nel TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, che considera i proventi derivanti dalla sublocazione come redditi diversi. In pratica, ciò che conta non è l’intero importo incassato dal sublocatore, ma soltanto la differenza tra quanto percepito dagli inquilini e le spese sostenute, primo fra tutti il canone di locazione corrisposto al proprietario.

Se invece a svolgere l’attività non è un privato, ma un’impresa, la logica cambia: in quel caso i ricavi rientrano nei redditi d’impresa e vengono tassati in base al regime fiscale adottato (forfettario, ordinario, o IRES nel caso di società di capitali).

Nella pratica, molte realtà che operano in maniera strutturata scelgono la forma della SRL. Questo perché la società può portare a deduzione non solo il canone di affitto versato al proprietario, ma anche tutte le spese connesse alla gestione: utenze, manutenzione, commissioni, costi di marketing e così via. In questo modo il reddito imponibile diventa il risultato netto tra i canoni attivi incassati e l’insieme delle voci di costo.

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