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Investimenti immobiliari 14 settembre 2025

Cosa si intende per cash flow (o flusso di cassa) e come calcolarlo


Il cash flow è la differenza tra entrate e uscite di denaro in un periodo: indica la liquidità reale a disposizione di un’azienda. Ecco come calcolarlo.
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Roberta Favazzo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Il cash flow, in italiano flusso di cassa, è un concetto familiare in ambito economico, finanziario e aziendale. Conoscerlo permette a imprese, professionisti e investitori di comprendere lo stato di salute economica di un’attività. 

Non a caso, viene considerato un indicatore importante della capacità di un’azienda di generare liquidità e, quindi, di sostenere i propri impegni nel breve, medio e lungo periodo.

Approfondiamo cosa si intende per cash flow, come si calcola e perché è così importante.

Cosa significa cash flow

Letteralmente, cash flow significa “flusso di denaro”. Indica il movimento di entrate e uscite di liquidità all’interno di un’azienda in un determinato periodo di tempo, che può essere un mese, un trimestre, un anno.

Il cash flow quindi rappresenta la differenza tra:

Un cash flow positivo indica che l’azienda genera più liquidità di quanta ne spenda, un flusso di cassa negativo è invece il segnale che le uscite superano le entrate. Un campanello di allarme, quindi.

Perché il cash flow è importante

Il flusso di cassa è uno strumento strategico. A differenza dell’utile, i cui criteri di competenza includono anche somme quali ammortamenti o accantonamenti, questo dato:

Come calcolare il cash flow

Oggi, le aziende possono contare su programmi e applicazioni pensati appositamente per la gestione della contabilità, strumenti che aiutano a semplificare i processi e ridurre al minimo il rischio di errori. Grazie a questi software è possibile automatizzare l’inserimento dei dati e il tracciamento delle operazioni. Così, individuare il flusso di cassa è semplice e immediato.

Esistono però anche altri metodi per calcolare il cash flow, come il metodo diretto.  

In questo caso si prendono direttamente in considerazione tutte le entrate e le uscite di cassa relative all’attività operativa, sommando gli incassi dai clienti e sottraendo i pagamenti verso fornitori, dipendenti, banche e fisco.

Calcolo del cash flow con il metodo diretto

Per rendere più chiaro il concetto, immaginiamo un’azienda che emetta fatture per un totale di 80.000 euro di ricavi, sostenendo nello stesso periodo 60.000 euro di costi. In questo caso, l’utile d’esercizio si calcola così:

Ricavi – Costi = 80.000 – 60.000 = 20.000 €

Se tutte le fatture sono state incassate e tutte le spese pagate nello stesso esercizio, il risultato economico e il flusso di cassa coincidono.

Ipotizziamo che nello stesso periodo l’impresa riesca a incassare solo 40.000 euro delle fatture emesse e a pagare 30.000 euro di costi. In questo scenario i movimenti effettivi di denaro sono:

Il flusso di cassa del periodo sarà quindi:

Entrate – Uscite = 40.000 – 30.000 = 10.000 €

Quando il cash flow è positivo?

Una volta scelto l’arco temporale di riferimento (ad esempio gli ultimi tre mesi) e confrontate le entrate di cassa – come gli incassi derivanti dal pagamento delle fatture da parte dei clienti – con le uscite, cioè i soldi spesi dall’azienda per coprire costi come il pagamento dei fornitori, se le entrate risultano superiori alle uscite, il cash flow è positivo. Ovvero, l’impresa incassa più di quanto spende nello stesso periodo. 

Cash flow e utile non sono la stessa cosa

È bene non confondere il cash flow con l’utile. Si tratta infatti di concetti distinti:

Per questo motivo un’azienda può chiudere un esercizio con un utile positivo – quindi con ricavi superiori alle spese – ma allo stesso tempo trovarsi in difficoltà di liquidità, ad esempio se non riesce a incassare in tempi veloci i crediti dai clienti.

Dove trovo il cash flow nel bilancio?

Nel bilancio d’esercizio non troverete una voce diretta: il cash flow si può ricavare analizzando il rendiconto finanziario, ovvero il documento che accompagna il bilancio e che evidenzia i flussi di cassa generati e utilizzati dall’azienda in un determinato periodo.

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