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Il crowdfunding immobiliare amplia l’accesso al settore del real estate agli investitori che vogliono partecipare a progetti immobiliari. Ecco tutto quello che è importante sapere.
Investimenti immobiliari 15 febbraio 2025

Cos’è e a cosa serve il crowdfunding immobiliare?


Il crowdfunding immobiliare amplia l’accesso al settore del real estate agli investitori che vogliono partecipare a progetti immobiliari. Ecco tutto quello che è importante sapere.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Nato come evoluzione del tradizionale crowdfunding, inizialmente concepito per supportare progetti creativi o imprenditoriali, il crowdfunding immobiliare si è affermato come un modello che permette a privati e imprese di collaborare per la realizzazione di progetti specifici del settore. Con l’introduzione di una regolamentazione da parte della Consob, a partire dal 2013, questa modalità ha assunto un profilo più strutturato e sicuro, ponendosi come alternativa valida ai tradizionali metodi di investimento.

L’obiettivo del crowdfunding immobiliare è duplice: se da un lato, permette agli investitori di partecipare a progetti di costruzione o riqualificazione con un rischio condiviso e con capitali ridotti rispetto all’acquisto diretto di un immobile; dall’altro, offre alle imprese un canale per raccogliere fondi senza dover necessariamente rivolgersi alle banche o ai mercati finanziari tradizionali. 

Come funziona il crowdfunding immobiliare

Il crowdfunding immobiliare si basa sul principio della collaborazione collettiva per finanziare progetti immobiliari. Gli investitori che vogliono accedere al mercato immobiliare con fondi ridotti, possono destinare quote di capitale a iniziative specifiche, con l’aspettativa di un ritorno economico proporzionato alla somma investita. Questo meccanismo, sempre più frequentemente gestito da piattaforme online specializzate, consente di partecipare a più progetti contemporaneamente (senza immobilizzare ingenti risorse finanziarie in un’unica iniziativa) e di diversificare il proprio portafoglio di investimenti, distribuendo i rischi di perdita e guadagno su più operazioni.

Per le imprese, invece, questa modalità si traduce in un’alternativa al credito bancario, offrendo un accesso più immediato a capitali necessari per la realizzazione di progetti di costruzione o riqualificazione e aggiungendo il vantaggio di coinvolgere un pubblico più ampio, promuovendo progetti che potrebbero non trovare spazio nei canali tradizionali. 

Un tratto distintivo del crowdfunding immobiliare, rispetto ad altre forme di investimento, è la trasparenza. La gestione affidata a piattaforme professionali consente di ottenere informazioni dettagliate sui progetti, dalla posizione geografica ai tempi di realizzazione, fino ai costi stimati. Inoltre, questa modalità elimina per gli investitori la necessità di gestire direttamente la compravendita o la ristrutturazione dell’immobile, delegando tali aspetti alle imprese proponenti.

I vantaggi e i rischi del crowdfunding immobiliare

Il crowdfunding immobiliare porta inoltre con sé una serie di vantaggi che lo rendono estremamente adattivo e funzionale a diverse esigenze di finanziamento. A differenza dell’acquisto di azioni di società quotate, questa modalità permette un controllo più approfondito e una relazione diretta con l’azienda responsabile della gestione dell’immobile.

È importante considerare anche i rischi associati. Uno dei principali è il rischio di insolvenza da parte dell’emittente, ossia l’impresa responsabile del progetto, che potrebbe trovarsi in difficoltà finanziarie o non riuscire a completare i lavori per ragioni legali, economiche o di gestione. A questo si aggiungono i rischi di liquidità, spesso legati a improvvisi aumenti dei costi dei materiali o a debiti accumulati durante il ciclo di vita del progetto, che potrebbero compromettere la capacità dell’impresa di sostenere il completamento dell’opera. Infine, un altro aspetto critico riguarda la valutazione degli immobili. Stime imprecise possono portare a una sopravvalutazione del bene, con conseguenti difficoltà nella vendita e minori ritorni per gli investitori. 

Come valutare una campagna di crowdfunding immobiliare

Non esiste un metodo universale per valutare una campagna di crowdfunding immobiliare, ma è opportuno osservare alcuni aspetti fondamentali per comprendere la solidità e il potenziale d’investimento. La validità del progetto e del business plan sono i primi fattori da considerare. Un piano ben strutturato, con obiettivi chiari e dati realistici, è il segnale di un progetto solido, a cui si deve affiancare l’analisi della storia e della crescita dell’azienda proponente. Studiare l’andamento del settore immobiliare e le tendenze locali, poi, permette di prevedere meglio il successo del progetto. Anche la presenza di altri investitori può essere indicativa, poiché segnala fiducia nel progetto da parte di soggetti qualificati. 

Quanto si guadagna con il crowdfunding immobiliare

Stabilire con certezza i guadagni ottenibili dal crowdfunding immobiliare non è possibile, poiché questi dipendono da diversi fattori e valutazioni specifici per ogni progetto. Tuttavia, esistono tre parametri principali che consentono di valutare il potenziale rendimento.

Parametri per calcolare i guadagni del crowdfunding immobiliare

Le piattaforme di lending crowdfunding immobiliare offrono mediamente un rendimento lordo annuo del 9,5%, mentre quelle di equity crowdfunding possono arrivare fino al 12%.

Detrazioni e tassazione per il crowdfunding immobiliare

Gli investimenti nel crowdfunding immobiliare sono soggetti a specifiche normative fiscali che regolano sia la tassazione dei guadagni sia l’accesso a detrazioni destinate a incentivare il finanziamento di startup e PMI innovative. È importante conoscere le regole relative a tassazione e detrazioni per sfruttare al meglio le opportunità offerte da questa forma di investimento.

Tassazione per il crowdfunding immobiliare

Detrazioni fiscali per equity crowdfunding

Infine, un fattore fondamentale da ricordare è che le PMI e le startup coinvolte devono essere iscritte nel registro speciale delle imprese innovative. Ulteriori detrazioni o incentivi poi possono essere emanati a livello regionale o in particolari settori strategici, come quello tecnologico o ambientale.

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