Link copiato!
Link copiato!
Mutuo cointestato e separazione: cosa devi sapere
Mutui, Prestiti e Assicurazioni 6 novembre 2025

Mutuo cointestato e separazione: cosa devi sapere


Stai affrontando una separazione con un mutuo cointestato? Ecco cosa sapere e quali sono le possibili soluzioni.
author-avatar
Alessandro Carlini

Content & Creator Assistant di Immobiliare.it Mutui

Separarsi è già abbastanza complicato di per sé e, quando c’è di mezzo un mutuo cointestato, le cose possono diventare ancora più complesse. Chi rimane responsabile delle rate? E quali soluzioni esistono per non trasformare tutto in un incubo burocratico (ed economico)?

In questa guida ti spieghiamo in modo semplice cosa succede al mutuo cointestato in caso di separazione e quali sono le opzioni che avete per gestire questa situazione.

Come funziona un mutuo cointestato

Un mutuo cointestato è un mutuo in cui due o più persone sono responsabili del pagamento delle rate.

Dunque, se hai acceso un mutuo insieme al tuo partner (anche se non siete sposati), significa che entrambi siete obbligati a rimborsare l’intero importo, indipendentemente da chi effettua i pagamenti. In pratica, condividete non solo la casa, ma anche il debito. 

Cosa accade al mutuo in caso di separazione

Se decidete di separarvi, è importante sapere che il contratto di mutuo non cambia. La banca, infatti, non entra nel merito della vostra separazione: entrambi rimanete pienamente responsabili del pagamento delle rate, esattamente come prima. In pratica:

Ciò significa che il contratto di mutuo rimane invariato finché non decidete di aggiornarlo insieme alla banca.

Come modificare il contratto

In caso di separazione, ci sono diverse soluzioni per gestire o modificare il mutuo. Le più comuni sono:

In ogni caso, per svincolarsi da un contratto di mutuo cointestato, oltre a trovare un accordo tra di voi, è sempre consigliato chiedere maggiori informazioni direttamente in filiale, così da capire quale può essere la soluzione più adatta alla vostra situazione.

Ci conoscevi per la casa, ci amerai per il mutuo

Confronta i mutui e trova quello perfetto con Immobiliare.it Mutui.

Cosa succede alle detrazioni fiscali in caso di separazione

Uno dei dubbi più comuni riguarda le detrazioni Irpef sugli interessi del mutuo quando il mutuo è cointestato. In generale, la legge permette di detrarre il 19% degli interessi passivi e delle spese accessorie di un mutuo prima casa fino a un massimo di 4.000 euro all’anno. Ciò significa che è possibile detrarre fino a 760 euro ogni anno di mutuo.

Se il mutuo è cointestato tra te e il tuo coniuge, la detrazione si divide in base alla vostra quota. Ad esempio, se siete intestatari del mutuo al 50%, potete detrarre il 19% degli interessi pagati sulla vostra parte, fino a un massimo di 2.000 euro ciascuno. Di conseguenza, la detrazione massima per entrambi è di 380 euro, per un totale di 760 euro all’anno.

Ma come funzionano le detrazioni fiscali in caso di separazione o divorzio? Vediamo cosa succede se entrambi continuano a pagare le rate e cosa succede se, invece, solo uno dei due diventa l’unico responsabile del pagamento.

Entrambi continuate a pagare

Se dopo la separazione entrambi continuate a versare la vostra parte di rata, le detrazioni fiscali restano divise come prima. Ognuno può detrarre la quota di interessi corrispondente alla propria percentuale di mutuo, rispettando il limite massimo previsto dalla legge.

In pratica, se avete il 50% del mutuo a testa, ognuno può continuare a detrarre fino a 2.000 euro di spesa annua, pari a circa 380 euro di detrazione netta ciascuno.

Questa situazione è la più semplice da gestire, perché non richiede modifiche al contratto con la banca; l’importante è continuare a sostenere effettivamente le rate del mutuo con regolarità.

Solo uno dei due continua a pagare

Se, dopo la separazione, sei tu a pagare tutte le rate del mutuo, puoi detrarre il 100% degli interessi passivi. 

Questa possibilità è stata chiarita dall’Agenzia delle Entrate: in caso di mutuo cointestato, se a pagare le rate è solamente uno dei due intestatari, quest’ultimo può portare in detrazione l’intero importo degli interessi.

Per farlo, è necessario che l’accordo sia messo per iscritto, tramite un atto pubblico o con una scrittura privata autenticata dal notaio. Inoltre, le ricevute dei pagamenti devono indicare chiaramente che sei stato tu a sostenere tutte le spese, comprese quelle relative alla quota dell’ex coniuge o partner.

In questo modo, è possibile continuare a usufruire della detrazione degli interessi al 100% senza dover modificare formalmente il contratto di mutuo.

Cosa cambia tra separazione e divorzio per la detrazione?

La differenza tra separazione e divorzio incide anche sul diritto alla detrazione degli interessi del mutuo.

Durante la separazione legale, il vincolo matrimoniale non è ancora sciolto. Di conseguenza, il coniuge che rimane nell’abitazione principale è considerato familiare e quindi può continuare a detrarre gli interessi passivi del mutuo.

Con il divorzio, invece, la situazione cambia. L’ex coniuge non è più considerato familiare, quindi la detrazione spetta solo se nell’immobile risiedono altri familiari, come ad esempio i figli che mantengono un legame familiare con te. Se l’ex coniuge è l’unico residente, si perde il diritto alla detrazione.

Chiedi sempre il parere di un professionista

Gestire un mutuo cointestato dopo una separazione non è mai semplice. In situazioni così delicate, tra le figure che possono fornirti assistenza puoi prendere in considerazione:

Ricorda che il supporto di queste figure è fondamentale per avere indicazioni precise e evitare di commettere errori.

In conclusione

Affrontare una separazione è già un momento delicato e farlo con un mutuo cointestato richiede ancora più attenzione e lucidità. Le soluzioni non mancano: si può continuare a pagare insieme, trasferire il mutuo a uno solo dei due oppure vendere la casa per chiudere i conti definitivamente.

Ogni opzione ha i suoi pro e contro e la scelta migliore dipende sempre dalla situazione economica e personale di entrambi. Inoltre, è fondamentale tenere presente anche come cambiano le detrazioni fiscali sugli interessi del mutuo in base a chi continua a pagare le rate. Per questo, valuta sempre con attenzione la soluzione più adatta confrontandoti sia con un professionista che direttamente con la banca.


Disclaimer: le informazioni fornite in questo articolo sono valide alla data di pubblicazione. Ti consigliamo di consultare sempre il foglio informativo della banca per avere dati aggiornati. I documenti relativi alle nostre banche convenzionate sono disponibili al seguente link.


FAQ

La banca può rifiutare un accollo esterno?

Sì, se il coniuge che vuole diventare l’unico intestatario del mutuo non soddisfa i requisiti richiesti, la banca può rifiutare la sua richiesta.

Il mutuo può essere intestato a una sola persona, anche se entrambi siamo proprietari dell’immobile?

Sì, il mutuo può essere intestato a una sola persona, mentre la proprietà può essere condivisa, ma in questo caso è necessario un accordo con l’ex coniuge.

La separazione influisce sulla proprietà o sul mutuo?

La separazione non cambia automaticamente la proprietà dell’immobile o la responsabilità del mutuo. Per gestire entrambi gli aspetti, è necessario formalizzare un accordo con l’ex coniuge.

Cosa succede se smetto di pagare la mia parte di rata?

L’altro intestatario resta responsabile dell’intero mutuo; tuttavia, se nessuno dei due provvede al pagamento delle rate, entrambi potrete ricevere una segnalazione CRIF negativa.
Newsletter
Iscriviti alla newsletter per tenerti aggiornato sulle nostre ultime news

Articoli più letti
Guide più lette
Google News Banner
Contatta la redazione
Contatta la redazione
Per informazioni, comunicati stampa e richieste scrivici a redazione@immobiliare.it