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Tasse, Imposte e Tributi 10 settembre 2024

Affitti brevi: oltre 100mila CIN rilasciati in una settimana 


Dopo una settimana dall'entrata a regime della Banca Dati Strutture Ricettive, i CIN rilasciati hanno raggiunto un numero cospicuo. Il punto.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La Banca Dati Strutture Ricettive è ufficialmente operativa: sono stati rilasciati, infatti, più di 100mila Codici Identificativi Nazionali in appena sette giorni. Un passo importante verso la trasparenza e la lotta all’evasione nel settore turistico.



Una adesione in progressivo aumento

A una sola settimana dall’entrata a regime della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR), il Ministero del Turismo ha rilasciato ben 104 mila Codici Identificativi Nazionali (CIN). Un risultato significativo, che testimonia l’alto tasso di adesione da parte delle strutture ricettive italiane, segnando una svolta nel percorso verso una maggiore trasparenza e legalità nel settore degli affitti brevi.

Il 3 settembre 2024 ha rappresentato una data cruciale per l’industria turistica italiana, con l’entrata in vigore definitiva della BDSR, che già durante la fase sperimentale aveva prodotto risultati promettenti. In appena due mesi, durante la fase di test, erano stati rilasciati circa 10.000 CIN, pari al 10% del totale odierno. Questo dimostra come la risposta delle Regioni e delle Province Autonome sia stata positiva, con l’adesione che è aumentata progressivamente con il passare delle settimane.

La BDSR: uno strumento di legalità e trasparenza

L’implementazione della BDSR rappresenta un passo importante nella strategia del Ministero del Turismo per contrastare l’evasione fiscale e favorire la piena emersione del sommerso nel settore degli affitti brevi.

Il Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio per ogni struttura ricettiva, permette di identificare e monitorare tutte le attività turistiche regolarmente registrate e pubblicizzate. 

Secondo il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, il successo del progetto BDSR è il risultato di un impegno sinergico tra le istituzioni e gli operatori del settore turistico.

Obblighi normativi e sanzioni

L’introduzione del CIN non è solo un passo verso la trasparenza, ma anche un obbligo legale per tutte le strutture ricettive che vogliono promuovere la propria offerta al pubblico. L’art. 13-ter del decreto-legge n. 145/2023 stabilisce infatti che le strutture che non si adegueranno a queste disposizioni saranno soggette a sanzioni.

Le misure previste dalla normativa mirano a garantire che tutte le strutture rispettino gli standard legali, migliorando la qualità complessiva del settore e offrendo maggiori garanzie ai turisti che soggiornano in Italia.

Per un mercato turistico più equo

La BDSR rappresenta uno strumento fondamentale per regolamentare e monitorare il mercato degli affitti brevi, un settore in continua espansione che negli ultimi anni è stato caratterizzato da numerose problematiche legate all’abusivismo e all’evasione fiscale. Grazie all’obbligo di ottenere il CIN, tutte le strutture ricettive potranno essere identificate e controllate dalle autorità, garantendo un mercato più equo e trasparente, che favorisca tanto gli operatori legali quanto i consumatori.

In conclusione, l’entrata a regime della BDSR segna un importante progresso per l’industria turistica italiana, che punta a garantire una maggiore trasparenza e legalità. Grazie all’alto numero di CIN già emessi, si prevede che il processo di regolamentazione del settore possa accelerare ulteriormente, a beneficio di tutta la filiera turistica.

Una legge nazionale per frenare la proliferazione di b&b nel centro storico

L’istituzione della BDSR potrebbe essere solo il primo passo per regolamentare il mercato degli affitti brevi. Secondo l’assessore al Turismo di Roma, Alessandro Onorato è indispensabile prevedere una regolamentazione più severa e di un blocco temporaneo delle nuove aperture in aree sensibili come il sito UNESCO di Roma. 

Onorato richiama l’attenzione sulla necessità di una legge nazionale che consenta ai comuni di esercitare un maggiore controllo, al fine di tutelare sia il patrimonio culturale che la residenzialità.

La proposta di Onorato segue le orme di simili istanze provenienti da altre città d’arte italiane, come Amalfi, dove il sindaco Daniele Milano ha manifestato preoccupazione per l’impatto del turismo sul tessuto urbano e sociale.

Il problema evidenziato è di carattere strutturale e si lega alla capacità delle città italiane, specialmente quelle di rilevanza storica e culturale, di assorbire il crescente afflusso turistico senza compromettere la qualità della vita dei residenti e la sostenibilità del settore.

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