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Tasse, Imposte e Tributi 1 agosto 2024

Anche il Molise si unisce alla fase sperimentale della Banca Dati Strutture Ricettive


Il Molise si aggiunge alle altre nove regioni italiani che hanno aderito alla fase sperimentale della Banca Dati Strutture Ricettive. Il punto.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Prosegue, senza sosta, la fase sperimentale della Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche (BDSR).

Il Ministero del Turismo ha appena comunicato che anche il Molise si aggiunge oggi alle nove Regioni italiane che partecipano alla fase sperimentale, segnando un importante passo avanti nella regolamentazione del settore degli affitti brevi. 

L’obiettivo principale di questa iniziativa è fornire una maggiore trasparenza e sicurezza per i consumatori, rendendo il processo di prenotazione di alloggi turistici più chiaro e affidabile. L’iniziativa non solo migliora la qualità dell’offerta turistica, ma contribuisce anche alla lotta contro l’evasione fiscale, assicurando che tutte le attività di locazione siano correttamente registrate e tassate.

Un sistema nazionale di regolamentazione

La BDSR è una piattaforma online gestita dal Ministero del Turismo, accessibile tramite SPID o CIE, che consente agli operatori del settore e ai proprietari di immobili di richiedere il Codice Identificativo Nazionale (CIN). Questo codice univoco deve essere utilizzato sia per la pubblicazione degli annunci di affitto che per l’esposizione all’esterno delle strutture ricettive e degli immobili destinati a locazioni brevi.

Le disposizioni relative alla BDSR entreranno in vigore solo a partire dal sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di operatività della banca dati a livello nazionale, con una scadenza fissata per il 1° settembre 2024.

Questa finestra temporale permette agli operatori di adeguarsi gradualmente alle nuove normative senza incorrere in sanzioni, offrendo al contempo ai cittadini e ai proprietari di immobili l’opportunità di familiarizzare con il sistema e le sue funzionalità.

Le Regioni che hanno già aderito alla fase sperimentale

Con l’adesione del Molise, le Regioni italiane coinvolte nella sperimentazione salgono a dieci: Abruzzo, Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto.

Questo ampliamento della sperimentazione rappresenta un segnale positivo verso una regolamentazione uniforme e coerente a livello nazionale.

Come richiedere il CIN

Per ottenere il Codice Identificativo Nazionale, i proprietari di immobili e gli operatori del settore devono accedere alla piattaforma BDSR del Ministero del Turismo tramite le credenziali digitali SPID o CIE.

Una volta ottenuto, il CIN deve essere chiaramente visibile sia negli annunci online che all’esterno delle strutture ricettive, garantendo così la massima trasparenza per i potenziali clienti.

I numeri della BDSR

La Banca Dati Strutture Ricettive continua a crescere in Italia, con un totale di 284.969 strutture registrate. Ad oggi, sono stati rilasciati 19.658 Codici Identificativi Nazionali (CIN), rappresentando il 6,90% delle strutture registrate

La tabella riportata presenta una panoramica dei dati relativi alle strutture registrate e ai Certificati di Identificazione Numerica (CIN) rilasciati in diverse regioni italiane secondo il BDSR. Questo riepilogo offre una visione chiara delle differenze e delle similitudini tra le varie regioni in termini di numero di strutture registrate e l’efficienza nel rilascio dei CIN.

BDSR RegioneNumero di strutture registrateNumero di CIN rilasciati% di CIN su strutture registrate
Calabria44794449.91
Puglia56154661911.79
Sicilia3849829847.75
Sardegna11384880.77
Molise18521.08
Abruzzo705280611.43
Marche116307996.87
Veneto5594935616.36
Lombardia4908040178.18
Liguria408493380.83

Questa analisi permette di identificare le aree con maggiore efficienza e quelle che potrebbero beneficiare di interventi per migliorare il processo di rilascio dei CIN, contribuendo così a una gestione più efficace delle strutture regionali.

Inoltre, sottolineano l’impegno verso una maggiore trasparenza e sicurezza nel settore degli affitti brevi.  

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