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Bonifico non parlante, come rimediare?
Tasse, Imposte e Tributi 26 ottobre 2024

Bonifico non parlante, come rimediare?


Errore nel bonifico non parlante? Ecco come rimediare per ottenere la detrazione fiscale.
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Emanuele Bianchi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Effettuare lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico della propria abitazione è un investimento importante, spesso reso più sostenibile dalle agevolazioni fiscali previste dallo Stato. Per accedere a tali agevolazioni, è però necessario seguire precise modalità di pagamento, come l’utilizzo del cosiddetto “bonifico parlante”

Ma cosa succede se, per errore, si effettua un bonifico non parlante? È possibile rimediare senza perdere la detrazione fiscale? Vediamo come risolvere questa situazione e recuperare il beneficio fiscale.

Cos’è il bonifico parlante?

Il bonifico parlante è uno strumento specifico previsto per i pagamenti legati a lavori che danno diritto a detrazioni fiscali, come la ristrutturazione edilizia o l’ecobonus. A differenza del bonifico ordinario, contiene informazioni dettagliate relative al pagamento e all’agevolazione fiscale richiesta. In particolare, deve riportare:

Bonifico non parlante: cosa succede?

Se per errore viene effettuato un bonifico non parlante, ovvero un bonifico ordinario che non contiene le informazioni richieste, il contribuente può di perdere il diritto alla detrazione fiscale. Tuttavia, esistono soluzioni per rimediare a questa situazione, a patto di intervenire tempestivamente.

Come rimediare?

In caso di bonifico non parlante, si può richiedere all’impresa che ha eseguito i lavori una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Questo documento, redatto e firmato dall’impresa, deve attestare che il pagamento è stato regolarmente contabilizzato ai fini fiscali. In poche parole, con la dichiarazione l’impresa conferma di aver ricevuto il pagamento e di averlo inserito correttamente nella propria contabilità, come richiesto dalla normativa.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in caso di errore nell’utilizzo del bonifico ordinario, il contribuente non perde automaticamente il diritto all’agevolazione. La dichiarazione sostitutiva è quindi uno strumento legittimo per sanare la situazione, permettendo comunque di ottenere la detrazione.

Rimborso e nuovo bonifico

Un’altra soluzione è più drastica, ma efficace: si può chiedere all’impresa di restituire l’importo pagato e rifare il pagamento tramite un bonifico parlante corretto. Sebbene questa operazione possa sembrare complicata, permette di regolarizzare la posizione con certezza e ottenere senza problemi la detrazione fiscale.

Tuttavia, in questo caso, è importante prestare attenzione al periodo di imposta in cui vengono effettuati i pagamenti. Se i primi bonifici sono stati fatti in un anno fiscale e il nuovo pagamento in un altro, bisognerà gestire correttamente la tempistica della detrazione. Per evitare confusioni, è possibile anche ricorrere alla cessione del credito a una banca, inviando la comunicazione entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

Il ruolo della cessione del credito

La cessione del credito è una soluzione che permette di trasferire il diritto alla detrazione fiscale a terzi, generalmente una banca o un intermediario finanziario. In questo modo, il contribuente può recuperare immediatamente il credito d’imposta, senza dover aspettare dieci anni per ottenere il rimborso tramite la dichiarazione dei redditi.

Per farlo, è fondamentale rispettare le scadenze. La comunicazione della cessione del credito deve essere inviata entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. Se, ad esempio, i lavori sono stati effettuati e pagati nel 2023, la comunicazione dovrà essere trasmessa entro il 16 marzo 2024. Se i pagamenti sono stati ripetuti su due anni diversi, bisognerà inviare due comunicazioni separate per le spese di ciascun anno.

Come evitare errori futuri?

Per evitare di incorrere nuovamente in problemi legati al bonifico non parlante, è essenziale prestare attenzione ai dettagli richiesti dalla normativa. Prima di effettuare un pagamento legato a lavori di ristrutturazione o di efficientamento energetico, è importante verificare con la propria banca o con l’impresa esecutrice dei lavori che tutte le informazioni necessarie siano incluse nel bonifico. Molte banche offrono anche moduli precompilati per facilitare l’inserimento corretto delle informazioni.

Inoltre, consultare un professionista del settore fiscale o un consulente tecnico può aiutare a evitare errori e garantire il pieno accesso alle agevolazioni previste dalla legge.

Se ti sei accorto di aver effettuato un bonifico non parlante, non è il caso di disperare. Grazie alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio o alla ripetizione del bonifico con le modalità corrette, è possibile recuperare il diritto alla detrazione fiscale e continuare a godere dei benefici offerti dalla normativa italiana. In ogni caso, agire tempestivamente e con il supporto di un esperto è la chiave per rimediare senza complicazioni.



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