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Tasse, Imposte e Normative 24 febbraio 2025

Cartello di proprietà privata abusivo, cosa si rischia?


L’apposizione di cartelli abusivi o illegittimi è un illecito punito con sanzioni amministrative. Vediamo, caso per caso. quali rischi si possono correre.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

In città o in aree condominiali si notano spesso dei cartelli che delimitano una “Proprietà Privata” o un “Divieto di Accesso”, in luoghi che sembrano pubblici o liberamente accessibili. È possibile che questi luoghi siano davvero di uso privato e quindi legalmente inaccessibili al pubblico.

Tuttavia, in alcuni casi i cartelli possono essere apposti impropriamente su terreni che, in realtà, sono pubblici o soggetti a servitù di passaggio. Sono i casi specifici in cui si è davanti a un cartello abusivo

La legge disciplina in modo chiaro il diritto di proprietà, comprese le modalità con cui un’area privata può essere segnalata e protetta, quindi negata al libero accesso. Perciò, analizziamo le conseguenze previste per chi commette questo illecito, apponendo cartelli abusivi. 


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Come segnalare la proprietà privata?

Per delimitare un’area privata e segnalare che l’accesso non è consentito a terzi, è possibile installare cartelli riportati le indicazioni “Proprietà Privata” o “Divieto di Accesso”. La legge, in particolare il Codice Civile, riconosce ai proprietari il diritto di proteggere le loro aree e impedire l’ingresso a chi non è autorizzato. Tuttavia, non basta un semplice cartello per rendere una zona inaccessibile.

Infatti, secondo la giurisprudenza, affinché un’area sia considerata privata e interdetta al pubblico, deve esserci una chiara delimitazione, ad esempio con recinzioni, sbarre o cancelli. Inoltre, il Codice della Strada specifica che su una strada privata destinata a uso pubblico non può essere apposto un divieto di accesso senza un’autorizzazione del Comune.

Un esempio emblematico è il caso delle strade private ad uso pubblico, ovvero quelle percorse quotidianamente da un numero indeterminato di persone, servite da illuminazione comunale o parte di un’area residenziale con numeri civici e toponomastica. In questi casi, il proprietario della strada non può installare autonomamente un divieto di accesso senza rispettare le normative vigenti.

Dove mettere il cartello di proprietà privata?

Il cartello di “Proprietà Privata” o “Divieto di Accesso” può essere posizionato solo in determinate circostanze e rispettando le seguenti regole:

Quindi, se il cartello viene apposto in un’area privata ma di fatto accessibile a tutti, la sua validità può essere contestata, rendendo inefficace il divieto imposto dal proprietario.

Cosa si rischia per un cartello abusivo di proprietà privata

Violare un’area privata contrassegnata da un apposito cartello è un reato, che spazia dalla violazione di domicilio (art. 614 c.p.) all’invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.). Però, affinché si configuri una violazione di domicilio, la Cassazione ha stabilito che il proprietario deve aver manifestato chiaramente la volontà di escludere terzi, tramite recinzioni o cartelli ben visibili. Ma se questi cartelli fossero abusivi o negassero un accesso invece consentito? Le conseguenze dipenderebbero dai casi specifici. 

Ad esempio, se un privato appone un cartello senza averne diritto, può incorrere in sanzioni amministrative, con multe da 419 a 1.682 euro. La cifra varia in base alla violazione e alle circostanze. Vediamo come funziona e cosa si rischia caso per caso. 


SCOPRI ANCHE: Passo carrabile falso: cosa si rischia e come riconoscerlo


Quando un cartello che vieta l’accesso è punibile o sanzionabile

L’installazione di un cartello che vieta l’accesso o il parcheggio, segnalando una proprietà privata in determinate aree, può essere soggetta a sanzioni se abusiva o non rispetta la normativa vigente. Ad esempio, un caso tipico è quello di chi installa cartelli di divieto di sosta in spazi che non gli appartengono. O ancora, chi vieta l’accesso a una strada privata che per legge deve rimanere aperta al pubblico.

 Ecco i casi specifici in cui tali cartelli risultano illeciti o sanzionabili:

Installazione di cartelli abusivi su suolo pubblico

Se un privato installa un cartello di divieto di sosta o di accesso su una strada pubblica senza autorizzazione, si configura una violazione dell’articolo 23 del Codice della Strada, che disciplina l’installazione di segnali stradali. In questi casi, si rischia una sanzione amministrativa da 419 a 1.682 euro.

Chiunque noti un cartello abusivo può segnalarlo alla Polizia Municipale, che provvederà a sanzionare il responsabile e ordinare la rimozione del segnale.

Cartelli stradali “ufficiali” su suolo privato senza autorizzazione

Anche se l’area è privata, non si possono installare cartelli ufficiali, come quelli che riportano la dicitura “Passo Carrabile” o “Divieto di Sosta”, senza aver prima ottenuto il permesso del Comune. Per un segnale senza autorizzazione si rischiano multe da 419 a 1.682 euro.

Divieto di accesso su strade private di uso pubblico

Un proprietario di una strada privata può installare un cartello di “Strada Privata” (e non di “Proprietà Privata”), ma solo se la via non è associata ad uso pubblico e se serve solo ai suoi accessi privati. 

Se, invece, la strada viene utilizzata abitualmente come collegamento tra proprietà diverse, il Comune può autorizzare solo un cartello con la dicitura “Divieto di accesso esclusi i residenti”. 

Se, infine il divieto di accesso è abusivo su una strada di uso pubblico, il cartello può essere ignorato e segnalato alle autorità.

Cartelli che limitano il parcheggio su spazi pubblici o suolo ecclesiastico

Non è consentito riservarsi arbitrariamente un parcheggio su suolo pubblico con cartelli non ufficiali, sedie o paletti. Questa pratica è punita con una multa da 173 a 694 euro secondo l’articolo 20 del Codice della Strada.

Anche se il sagrato di una chiesa è di proprietà della parrocchia, questa può delimitare l’area e installare dissuasori, ma può essere fatto solo con il permesso del Comune. Naturalmente se l’area antistante la chiesa è pubblica, il parroco non può vietare il parcheggio senza l’autorizzazione dell’amministrazione comunale.

Oltre alla multa, sono previsti altri interventi, a seconda dei casi. Ecco quali:

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