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Cattivo odore dal vicino di casa, posso chiedere un risarcimento?
Tasse, Imposte e Normative 1 luglio 2025

Cattivo odore proveniente dalla casa del vicino, posso chiedere un risarcimento?


Odori molesti in condominio? Non è solo una seccatura: possono costituire un illecito civile o addirittura un reato. Ecco quando è possibile agire legalmente.
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Alessandra Caparello

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

A chi non è mai capitato di sentire un odore sgradevole provenire dall’appartamento accanto, dalla tromba delle scale o dal cortile condominiale? Può trattarsi di fritture quotidiane, spazzatura lasciata a marcire o persino esalazioni provenienti da animali poco curati. Ma quando si passa dalla semplice sopportazione al diritto di agire legalmente?

Cattivo odore dal vicino di casa

Secondo la legge italiana, odori e rumori rientrano nella categoria delle immissioni moleste, regolata dall’art. 844 del Codice civile. La norma recita testualmente:

Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso”.

Questo articolo stabilisce che non si possono emanare, dalla propria proprietà, odori o fumi che superano la normale tollerabilità. Ma cosa significa “normale”?

In pratica, non è sufficiente che un odore dia fastidio a livello soggettivo: deve essere intensamente sgradevole, persistente e tale da disturbare la vita quotidiana.

Cattivo odore dal vicino di casa: quando si può chiedere un risarcimento

Se gli odori molesti provenienti dal vicino sono costanti e incidono negativamente sulla qualità della vita (ad esempio costringendo a tenere chiuse le finestre o causando disagio psicofisico), è possibile rivolgersi a un giudice.

Chi subisce può chiedere l’immediata cessazione delle immissioni e, in presenza di danni documentabili (fisici, psichici o patrimoniali), un risarcimento.

Le prove sono fondamentali: spesso si usano testimonianze di vicini, documentazione medica, o anche fotografie, video e diffide scritte inviate al responsabile.

Quando i cattivi odori diventano un reato

Oltre al profilo civile, esiste anche un aspetto penale. In alcuni casi, infatti, l’emissione di cattivi odori può configurare il reato di getto pericoloso di cose, previsto dall’art. 674 del Codice penale.

Questa norma punisce con l’arresto fino a un mese o un’ammenda fino a 206 euro chiunque getti o versi sostanze, o provochi esalazioni che offendono, imbrattano o molestano le persone.

Non si parla solo di sostanze tossiche: anche i vapori, fumi o esalazioni sgradevoli possono integrare il reato, se sono frequenti e se superano la soglia della cosiddetta “stretta tollerabilità”.

Due condizioni devono essere presenti:

È quindi sufficiente che l’odore costringa chi lo subisce a modificare le proprie abitudini in modo significativo (es. non aprire le finestre, non usare una stanza, ecc).

Cattivo odore dal vicino di casa: come e quando denunciare

Nel caso di cattivo odore dal vicino di casa, se si sospetta la presenza di un reato, si può presentare una denuncia alle Forze dell’ordine (Carabinieri o Polizia), anche se non si è direttamente la persona offesa.

La denuncia può essere scritta o verbale. È importante raccontare i fatti con precisione, includendo:

Non esistono strumenti ufficiali per misurare scientificamente gli odori, perciò le testimonianze e la documentazione raccolta nel tempo sono essenziali.

Cosa fare prima di denunciare: la diffida

Prima di arrivare a una denuncia, può essere utile tentare una via più “soft”: inviare una diffida scritta al vicino, chiedendo formalmente la cessazione dei comportamenti molesti. Questo documento ha un doppio vantaggio:

La diffida può essere inviata tramite raccomandata A/R o PEC. Se non si ottiene risposta, il passo successivo sarà il ricorso legale.

Cattivo odore dal vicino di casa: occhio ai cassonetti della spazzatura

Un caso particolare di cattivo odore dal vicino di casa riguarda la presenza di cassonetti dell’immondizia posizionati sotto le finestre o a pochi metri dall’ingresso di casa. In questi casi è bene ricordare che le distanze minime previste dalla normativa sono generalmente di almeno 5 metri da finestre, ingressi o esercizi commerciali. 

Se questa distanza non viene rispettata, si può richiedere lo spostamento dei cassonetti al Comune o alla società che gestisce la raccolta rifiuti. In caso di inadempienza, si può ricorrere al giudice e chiedere risarcimento danni.

Una recente sentenza del Tribunale di Livorno (n. 227/2024) ha dato ragione a una famiglia disturbata da cassonetti posizionati in modo improprio, riconoscendo il danno alla salute psichica e ordinando il riposizionamento dei contenitori.

In sostanza, gli odori sgradevoli, se persistenti e intensi, non sono solo un fastidio: possono rappresentare una violazione dei diritti del vicino, fino a configurare un illecito civile o un vero e proprio reato penale.

In questi casi, è possibile agire: prima con una diffida, poi – se necessario – con una denuncia o un’azione legale. La chiave è raccogliere prove, documentare il disagio e agire con equilibrio, anche con l’aiuto di un legale.

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