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Come ottenere lo sconto sulla Tari grazie al compostaggio domestico
Tasse, Imposte e Normative 23 giugno 2025

Come ottenere lo sconto sulla Tari grazie al compostaggio domestico


Sempre più Comuni premiano chi ricicla l’organico in casa: ecco cosa sapere per ottenere lo sconto sulla Tari attraverso il compostaggio domestico.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Avete mai sentito parlare di compostaggio domestico? Ci sono numerosi buoni motivi per iniziare a praticarlo, tra cui anche la possibilità di ottenere uno sconto sulla Tari, la tassa sui rifiuti. Alcuni Comuni, infatti, premiano chi trasforma in compost i rifiuti organici, riducendo così il volume della frazione umida conferita al servizio pubblico. Vediamo in cosa consiste il compostaggio domestico, perché viene incentivato, quali sono gli strumenti necessari e come accedere allo sgravio fiscale previsto.

Cosa si intende per compostaggio domestico?

Il compostaggio domestico è un processo naturale che consente di trasformare gli scarti organici, come avanzi di cucina, residui vegetali e potature, in compost, ovvero un fertilizzante naturale ricco di sostanze nutritive. Questo processo avviene grazie all’azione di microrganismi che, in presenza di ossigeno, decompongono i rifiuti biodegradabili. Il risultato è un materiale soffice e scuro, simile al terriccio, che può essere riutilizzato per nutrire il terreno di orti, giardini e piante in vaso.

Il compostaggio può essere effettuato all’aperto, in giardini o orti, oppure su terrazzi e balconi mediante l’uso di compostiere domestiche. È una pratica semplice, che richiede alcune attenzioni ma non impone particolari conoscenze tecniche. L’importante è differenziare correttamente i rifiuti, evitare l’inserimento di materiali inappropriati e mescolare regolarmente i residui per favorire l’ossigenazione.

Perché sempre più Comuni incentivano il compostaggio

Il compostaggio domestico è una soluzione strategica per ridurre la quantità di rifiuti organici da raccogliere e smaltire, con evidenti benefici sia ambientali che economici. I rifiuti biodegradabili costituiscono una delle frazioni più pesanti e voluminose del secco-indifferenziato o dell’umido, con costi elevati di raccolta e trasporto. Promuovendo il compostaggio in casa, i Comuni riescono a diminuire i conferimenti in discarica o negli impianti di trattamento, abbattendo le emissioni di CO₂ e il consumo di carburanti.

Per questo motivo, molte amministrazioni locali hanno introdotto delle agevolazioni fiscali per i cittadini che aderiscono a programmi di compostaggio domestico, iscrivendosi in appositi registri o autocertificando la pratica. In cambio, l’ente riconosce uno sconto sulla parte variabile della Tari, cioè quella calcolata in base alla quantità di rifiuti potenzialmente prodotti.

Dal 10% al 30%: a quanto ammonta lo sconto sulla Tari per chi fa compostaggio

L’entità dello sconto sulla Tari per chi pratica compostaggio domestico varia da Comune a Comune, poiché si tratta di una tassa locale disciplinata da regolamenti comunali. Secondo quanto riportato dai principali quotidiani nazionali, la riduzione applicabile oscilla generalmente tra il 10% e il 30% della quota variabile della tariffa. In alcuni casi, possono essere previste percentuali più elevate, ma si tratta di eccezioni non uniformi su scala nazionale.

A Milano, ad esempio, non è previsto alcuno sconto sulla Tari legato al compostaggio domestico, mentre in altri territori, come alcuni Comuni del Trentino, le agevolazioni possono superare la soglia del 30%, come indicato nei regolamenti pubblicati online. Non esiste un valore unico nazionale, e per conoscere con precisione l’agevolazione applicata è necessario consultare il sito ufficiale del proprio Comune o il regolamento Tari vigente.

Cosa serve per fare compostaggio domestico

Per avviare l’attività di compostaggio in casa occorre innanzitutto disporre di uno spazio adeguato. Chi vive in un’abitazione con giardino può sistemare una compostiera direttamente sul terreno, in una zona ombreggiata e ben areata. Nei condomini o nelle abitazioni senza spazi verdi, è possibile optare per compostiere da balcone, spesso realizzate in plastica riciclata, oppure per vermicompostiere che sfruttano l’azione dei lombrichi.

Oltre alla compostiera, servono alcuni utensili utili per gestire il processo: un contenitore per raccogliere i rifiuti organici in cucina, una forchetta per mescolare i materiali, e un po’ di materiale secco (foglie, segatura, cartone) da aggiungere per bilanciare l’umidità. È importante non inserire nel compost carne, pesce, latticini, oli esausti o rifiuti non biodegradabili. Per agevolare i cittadini, in alcuni Comuni viene distribuito gratuitamente un kit per iniziare il compostaggio, previa iscrizione al programma.

Come richiedere lo sconto sulla Tari

La richiesta dello sconto Tari per compostaggio domestico deve essere presentata all’Ufficio Tributi o Ambiente del Comune di residenza, seguendo le modalità indicate nel regolamento locale. Ecco come funziona in pratica:

I benefici del compost e come utilizzarlo

Il compost ottenuto in casa è un concime naturale ad alto valore agronomico. Può essere utilizzato per migliorare la struttura del terreno, aumentare la fertilità e trattenere l’umidità. Si può impiegare nei vasi da balcone, negli orti urbani, nei giardini e nelle aiuole, sia come ammendante che come pacciamatura. L’utilizzo del compost riduce la necessità di fertilizzanti chimici, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente e alla salute del suolo.

Oltre ai vantaggi pratici, il compostaggio domestico rappresenta anche un gesto educativo e simbolico: permette di sviluppare una maggiore consapevolezza sui consumi e sulla produzione di rifiuti, stimolando comportamenti più sostenibili. In un’ottica di economia circolare, ogni scarto organico può diventare risorsa.

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