Collaboratrice esterna di Immobiliare.it
Un abuso edilizio si verifica quando vengono realizzati interventi senza i permessi necessari o in modo diverso da quanto autorizzato. Se l’abuso è stato commesso oltre vent’anni fa, la situazione diventa più complessa. In Italia, il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001) stabilisce che i lavori fatti senza permesso o in modo irregolare sono considerati abusivi. In questo contesto, il tempo trascorso può avere un ruolo fondamentale nel valutare se sia possibile ottenere una sanatoria.
Se un abuso edilizio risale a più di vent’anni, il reato penale di abuso potrebbe essere prescritto. La prescrizione avviene generalmente dopo 4 anni dal compimento dell’abuso, a meno che non vi siano stati atti interruttivi come decreti di citazione a giudizio. Tuttavia, mentre il reato penale può estinguersi, l’illecito amministrativo non conosce prescrizione: questo significa che il Comune potrebbe comunque ordinare la demolizione dell’opera abusiva in qualsiasi momento.
Un abuso edilizio, anche dopo 20 anni, può avere conseguenze rilevanti. Le autorità comunali hanno la facoltà di:
Inoltre, un immobile con abuso edilizio non sanato potrebbe avere difficoltà a essere venduto, poiché l’articolo 46 del D.P.R. 380/2001 dichiara nulli gli atti di compravendita di proprietà irregolari. Infine, tali immobili sono generalmente esclusi da agevolazioni fiscali, come il Superbonus 110%.
Gli abusi edilizi sanabili sono quelli che rispettano il piano regolatore del Comune e non comportano modifiche significative alla struttura generale. In particolare, rientrano tra gli interventi sanabili piccoli ampliamenti come tettoie su terrazze o giardini, l’apertura di nuove porte e finestre, e la rimozione di tramezzi interni. Per sanare questi interventi, è possibile richiedere una sanatoria ordinaria (prevista dall’articolo 36 del D.P.R. 380/2001), oppure presentare una CILA tardiva. La regolarizzazione comporta anche il pagamento di una sanzione, variabile a seconda dell’entità della modifica irregolare.
Nonostante le difficoltà, oltre alla sanatoria ordinaria, esistono anche altre possibilità per regolarizzare un abuso edilizio ultraventennale. Vediamo alcune delle principali:
Per regolarizzare un abuso edilizio risalente a più di vent’anni fa, è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali. Il primo passo consiste in una valutazione tecnica, affidandosi a un professionista come un geometra o un architetto, che potrà effettuare una perizia accurata dell’abuso. Successivamente, è importante verificare se l’intervento possa essere sanato in base alle normative vigenti. A questo punto, bisogna preparare tutta la documentazione necessaria, raccogliendo i documenti storici e progettuali indispensabili per la richiesta di sanatoria. La domanda, completa di tutta la documentazione, va quindi inoltrata al Comune. Se l’autorità richiede la demolizione dell’opera, può essere utile tentare una trattativa per valutare la possibilità di una sanzione alternativa, che permetta di evitare la rimozione.