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Tasse, Imposte e Normative 17 giugno 2026

Comunità Energetiche Rinnovabili, la misura accelera nei Comuni fino a 50.000 abitanti


Il GSE ha pubblicato il terzo atto di concessione. Le risorse già assegnate salgono a 563,8 milioni e confermano la spinta PNRR verso CER e autoconsumo collettivo, con ricadute anche per condomìni, enti locali e piccole imprese.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il quadro attuativo della misura PNRR dedicata alla promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e dei gruppi di autoconsumatori è stato ulteriormente riallineato alle scadenze europee attraverso l’articolo 27 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19. 

La gestione operativa dei contributi è oggi affidata al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) nell’ambito di un programma di sovvenzione finanziaria per complessivi 795,5 milioni di euro, destinato agli impianti alimentati da fonti rinnovabili inseriti in configurazioni CER o di autoconsumo collettivo e ubicati in Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti.

Il nuovo decreto firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in data 16 maggio 2025, rappresenta un punto di svolta per l’accesso ai fondi del PNRR destinati alla promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Il provvedimento modifica l’articolo 7 del decreto MASE n. 414/2023, innalzando da 5.000 a 50.000 il numero massimo di abitanti dei Comuni nei quali è possibile costituire una CER o un sistema di autoconsumo collettivo beneficiario del contributo in conto capitale. 

Si tratta di una modifica sostanziale, che amplia significativamente la platea degli enti e delle realtà abitative potenzialmente interessate dal finanziamento, includendo per la prima volta anche moltissimi condomìni situati in Comuni di media dimensione.

In cosa consiste il contributo

Il contributo è riconosciuto in conto capitale fino a un massimo del 40% delle spese ammissibili, secondo le regole operative pubblicate dal GSE. Gli impianti devono:

Il contributo, pari fino al 40% dell’investimento iniziale sostenuto per la realizzazione degli impianti, è finanziato con fondi PNRR fino ad un massimo complessivo di 2,2 miliardi di euro e copre una potenza incentivabile fino a 2 GW.  Si precisa che i 2,2 miliardi di euro rappresentano la dotazione originaria della misura. Con la sesta revisione del PNRR (novembre 2025), la dotazione è stata ridimensionata a 795,5 milioni di euro — cifra effettivamente disponibile per gli accordi di concessione da stipularsi entro il 30 giugno 2026.

Questa misura, inizialmente pensata per aree a bassa densità abitativa, viene ora estesa a un tessuto urbano più ampio e articolato, favorendo interventi di rigenerazione energetica in zone residenziali oggi escluse dai meccanismi di sostegno. Si apre così una concreta possibilità di partecipare alla produzione e alla condivisione di energia da fonti rinnovabili, con benefici diretti sul piano economico e ambientale.

Nuove scadenze e più liquidità per partire

Il calendario operativo è stato riformulato in modo più coerente con la rimodulazione della misura PNRR: entro il 30 giugno 2026 il GSE deve stipulare gli accordi di concessione con i soggetti beneficiari, fino a concorrenza della dotazione disponibile. Le iniziative ammesse dovranno poi entrare in esercizio entro ventiquattro mesi dalla comunicazione dell’accordo di concessione e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.

È opportuno distinguere le due scadenze: la data del 31 dicembre 2027 riguarda l’entrata in esercizio degli impianti dei soggetti beneficiari e decorre dalla comunicazione dell’accordo di concessione. Le scadenze di rendicontazione PNRR verso la Commissione europea sono invece più ravvicinate: la rendicontazione finale deve avvenire entro il 30 agosto 2026, la richiesta della decima rata entro il 30 settembre 2026 e l’erogazione conclusiva entro il 31 dicembre 2026.

È stata inoltre introdotta una definizione più precisa del “completamento dei lavori”, che include l’esecuzione di tutte le opere di connessione alla rete elettrica nazionale, superando così le ambiguità interpretative che avevano generato incertezza tra gli operatori.

Sul fronte finanziario, una delle novità più importanti riguarda l’anticipo erogabile dal GSE, che passa dal 10% al 30% dell’importo complessivo del contributo a fondo perduto

Questa modifica ha un impatto concreto sulla sostenibilità economica dei progetti: molti soggetti interessati, tra cui i condomìni, hanno infatti evidenziato criticità legate alla mancanza di liquidità nella fase iniziale. 

L’aumento della quota anticipabile consentirà di superare una delle principali barriere all’adesione, facilitando l’avvio dei cantieri e la pianificazione degli interventi. 

Le ultime novità introdotte

La pubblicazione del terzo atto di concessione da parte del GSE segna una nuova accelerazione della misura con l’assegnazione di ulteriori 202,6 milioni di euro a 5.296 soggetti beneficiari. 

Sommando questa tranche ai 361,2 milioni già concessi con i primi due atti, il totale delle risorse assegnate sale a 563,8 milioni di euro, con oltre 24 mila realtà ammesse al contributo pubblico. Il dato conferma il passaggio delle CER da strumento sperimentale a leva concreta della transizione energetica territoriale. 

Per i condomìni, in particolare, la prospettiva non è più solo quella dell’incentivo, ma della costruzione di modelli stabili di autoconsumo condiviso, capaci di ridurre i costi energetici, valorizzare gli impianti da fonti rinnovabili e favorire una gestione più partecipata dell’energia prodotta negli edifici.

Le novità per le CER non si esauriscono con il terzo atto di concessione. Nel corso di un’audizione parlamentare sulla rimodulazione del PNRR, il Ministro per gli Affari europei e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha annunciato lo stanziamento di ulteriori 173 milioni di euro aggiuntivi, extra-PNRR, interamente destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Tali risorse, inserite nell’ambito di una più ampia riprogrammazione da circa 2,1 miliardi, serviranno a sostenere l’alto volume di richieste pervenute e a garantire la continuità degli incentivi oltre i limiti della dotazione PNRR rimodulata.

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