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una persona fa la raccolta differenziata della plastica
Tasse, Imposte e Normative 28 aprile 2025

Cos’è la TEFA e qual è la differenza con la TARI


Cos’è la quota TEFA? Come funziona e in cosa si distingue dalla TARI? Ecco tutto quello che c'è da sapere.
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Silvia Bertuzzi

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Tra le voci presenti nella bolletta dei rifiuti, può capitare di imbattersi in un nome che genera perplessità: TEFA. Di cosa si tratta esattamente? Si tratta di una componente spesso trascurata ma importante del sistema di tassazione ambientale in Italia. Insieme alla più nota TARI, contribuisce a finanziare i servizi pubblici legati alla gestione dei rifiuti, ma con una logica e una destinazione ben differenti.

Approfondiamo nel dettaglio cos’è la TEFA, a chi si applica, come si calcola e in che modo si differenzia dalla TARI.

Cos’è la TEFA?

La TEFA, o Tributo per l’Esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente, è un tributo provinciale istituito con l’articolo 19 del Decreto Legislativo 504/1992. A partire dal 2013, in seguito all’introduzione della TARES (poi sostituita dalla TARI), la TEFA è stata mantenuta come quota aggiuntiva a carico dell’utenza finale. Il suo scopo è quello di finanziare le attività delle Province (o delle Città Metropolitane) nell’ambito della tutela e gestione ambientale.

Questo tributo si applica a tutte le utenze domestiche e non domestiche già soggette alla TARI. La particolarità della TEFA risiede nel fatto che non viene versata direttamente dall’utente alla Provincia, ma viene riscossa dai Comuni (o dai gestori incaricati della tariffazione dei rifiuti, come AMA a Roma) e poi riversata all’ente provinciale. L’importo della TEFA è calcolato in percentuale sull’ammontare della TARI, in una misura massima che può arrivare al 5%.

A stabilire la percentuale effettiva sono le singole Province o Città Metropolitane con propri regolamenti. Questo significa che la quota di TEFA può variare da un territorio all’altro. Per esempio, la Città Metropolitana di Roma Capitale applica l’aliquota massima del 5%, che va ad aggiungersi all’importo della TARI nella bolletta emessa ai cittadini. La scelta dell’aliquota dipende anche dal fabbisogno economico dell’ente provinciale e dalle politiche ambientali in atto nel territorio, rendendo la TEFA uno strumento di finanziamento flessibile ma anche variabile nel tempo.

Quali sono le differenze tra TEFA e TARI

Pur essendo entrambe presenti nella bolletta rifiuti, TEFA e TARI non sono la stessa cosa. La distinzione è netta, sia nella destinazione del tributo sia nella gestione amministrativa. La TARI (Tassa sui Rifiuti) serve a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. È un tributo comunale, gestito direttamente dall’amministrazione locale o da enti preposti come AMA nel caso di Roma, e il suo importo è calcolato in base alla superficie dell’immobile e al numero di occupanti.

La TEFA, al contrario, non finanzia direttamente il servizio di raccolta rifiuti ma le funzioni ambientali generali esercitate dalle Province. Per esempio, con i fondi TEFA le Province possono svolgere attività di controllo ambientale, tutela delle risorse idriche, gestione delle discariche, vigilanza sull’inquinamento del suolo e delle acque. In altre parole, mentre la TARI è direttamente collegata al servizio di nettezza urbana, la TEFA ha una funzione più ampia e indiretta.

Un altro elemento distintivo riguarda l’ambito territoriale di riferimento: la TARI è comunale, mentre la TEFA è provinciale o metropolitana. Inoltre, l’importo della TARI è influenzato dalle delibere del Consiglio Comunale, mentre la quota TEFA è stabilita a livello provinciale con un’aliquota unica che si applica all’importo della TARI.

La TEFA, quindi, non è una sovrapposizione ma una componente aggiuntiva con un obiettivo preciso: sostenere le attività di pianificazione ambientale e controllo sul territorio da parte di enti sovracomunali. Questa distinzione di competenze rispecchia il principio di sussidiarietà, secondo cui le funzioni pubbliche devono essere esercitate dal livello amministrativo più vicino al cittadino solo se risultano più efficienti.

Come leggere correttamente la bolletta TARI con la quota TEFA

Nella pratica, la TEFA viene inserita nella stessa bolletta della TARI, solitamente in una voce distinta indicata come “Tributo provinciale TEFA” o “Addizionale provinciale“. È importante saperla riconoscere per comprendere meglio la suddivisione dell’importo complessivo e per avere consapevolezza di come vengono utilizzati i soldi versati.

Per fare un esempio concreto: se in una bolletta TARI l’importo dovuto è di 300 euro, e la Provincia ha stabilito un’aliquota TEFA del 5%, si pagheranno 15 euro di TEFA, per un totale di 315 euro. La parte di 300 euro resterà nelle casse del Comune o dell’ente gestore per finanziare la raccolta rifiuti, mentre i 15 euro verranno trasferiti alla Provincia per la tutela ambientale generale.

Questa distinzione può risultare utile anche in caso di contenziosi, rimborsi o agevolazioni, dal momento che eventuali riduzioni concesse sul tributo TARI potrebbero non estendersi automaticamente alla quota TEFA, a meno che non vi siano esplicite disposizioni in tal senso.

Perché è utile conoscere la TEFA

Comprendere cosa sia la TEFA e in cosa si differenzi dalla TARI è importante per una maggiore consapevolezza dei meccanismi fiscali che regolano la gestione ambientale nel nostro Paese. Sapere che la voce TEFA finanzia attività sovracomunali permette al cittadino di avere un quadro più chiaro su come vengono impiegate le risorse pubbliche e di distinguere le competenze tra Comune e Provincia.

Non si tratta solo di una voce di spesa in più, ma di un elemento che riflette il funzionamento multilivello dell’amministrazione pubblica, con compiti distinti ma complementari.

Inoltre, una conoscenza approfondita dei tributi locali consente ai cittadini di partecipare in modo più attivo al dibattito pubblico e di esercitare una cittadinanza più consapevole. Conoscere i meccanismi alla base della fiscalità ambientale non è solo un dovere civico, ma anche uno strumento utile per comprendere le politiche di sostenibilità e il loro impatto quotidiano.

Anche se meno nota rispetto alla TARI, la TEFA è un tributo con una precisa funzione ambientale e istituzionale. Non rappresenta un doppio pagamento, bensì una quota destinata a un livello amministrativo diverso per finalità distinte.

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