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ingegneri e architetti
Tasse, Imposte e Normative 9 luglio 2025

DL Infrastrutture: più tutele e risorse per ingegneri e architetti


Il Decreto Infrastrutture punta a rafforzare il ruolo dei professionisti tecnici: ecco quali sono gli emendamenti in merito.
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Agostino Sola

Avvocato, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il Decreto-Legge 21 maggio 2025, n. 73, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116, contiene una serie di misure urgenti per garantire la continuità nella realizzazione delle infrastrutture strategiche del Paese, il corretto funzionamento del sistema dei trasporti ferroviari e stradali, e l’attuazione di importanti adempimenti legati al PNRR.

Attualmente in corso di conversione in legge, il decreto ha già visto l’approvazione di emendamenti significativi, tra cui quello che introduce l’anticipazione del prezzo per i servizi di ingegneria e architettura.

Anticipazione del 10% per i servizi di ingegneria e architettura

Uno degli emendamenti più attesi riguarda la possibilità per ingegneri e architetti di ottenere un’anticipazione pari al 10% del valore del contratto per i servizi professionali

La misura, approvata dalle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, mira a sostenere i liberi professionisti nella fase iniziale delle attività progettuali, che spesso comportano spese rilevanti prima ancora dell’avvio operativo dell’opera.

L’anticipo può essere richiesto solo se previsto nei documenti di gara e nel quadro economico dell’affidamento. In questo modo, si punta a dare maggiore stabilità finanziaria ai professionisti, migliorando nel contempo la qualità dei progetti e la tempestività nell’avvio dei lavori.

Una misura sollecitata dalle categorie professionali

L’introduzione di questa anticipazione risponde a una richiesta avanzata da tempo dalle categorie professionali. In particolare, l’OICE (l’Associazione delle organizzazioni di ingegneria e architettura aderente a Confindustria) aveva chiesto di reintrodurre forme di anticipo per favorire l’equilibrio economico dei contratti e ridurre i rischi di sostenibilità per le società e i singoli professionisti.

L’OICE ha anche sollecitato un ulteriore intervento per estendere l’anticipazione alla progettazione pura, non solo a quella legata a contratti integrati, e per abbassare la soglia per gli affidamenti diretti dagli attuali 140.000 euro a 75.000 euro. 

Una modifica, questa, che favorirebbe la concorrenza e l’ingresso di operatori più piccoli e giovani nel mercato pubblico.

Riforme organizzative e attenzione al territorio

Tra le altre modifiche approvate durante l’esame parlamentare del decreto si segnala la riorganizzazione dei Provveditorati alle Opere Pubbliche, che passeranno da strutture sovraregionali a strutture regionali. L’obiettivo è migliorare l’efficienza e la capacità di intervento sul territorio, anche in relazione all’attuazione del PNRR.

Inoltre, è prevista la nomina di nuovi commissari per velocizzare opere particolarmente complesse o bloccate, come la Galleria della Guinza o il traforo Armo-Cantarana.

Altre novità: CAM, prezzi e stazioni appaltanti

Il decreto introduce anche ulteriori novità rilevanti:

Un provvedimento che guarda allo sviluppo

Nel complesso, il DL Infrastrutture 2025 rappresenta un passo concreto verso un sistema più efficiente di progettazione e realizzazione delle opere pubbliche. Allo stesso tempo, mira a offrire un supporto concreto ai professionisti tecnici, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella pianificazione e nello sviluppo del territorio.

Con l’auspicata approvazione definitiva delle modifiche, si potrebbe aprire una nuova stagione per l’ingegneria e l’architettura italiane, all’insegna della qualità, della sostenibilità e dell’equità nell’accesso agli appalti pubblici.

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