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Tasse, Imposte e Normative 6 maggio 2025

Edilizia libera e “Salva Casa”: cosa non puoi fare con una pergotenda?


La pergotenda entra nel regime semplificato solo se non crea nuovi ambienti chiusi e abitabili. Il caso.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La tentazione di abbellire il proprio balcone o terrazza con una struttura elegante, magari bioclimatica, per migliorare la vivibilità di questi spazi può essere molto forte. Ma attenzione: non basta chiamarla pergotenda per evitarne l’autorizzazione edilizia.

È quanto ha stabilito il TAR Sicilia con la sentenza n. 289 del 28 gennaio 2025, rigettando il ricorso di una cittadina sanzionata per aver realizzato, tra l’altro, una struttura coperta nel suo spazio esterno.

Quando la pergotenda diventa abuso edilizio

La realizzazione di strutture accessorie come le pergotende, spesso considerate soluzioni semplici per migliorare la fruizione di terrazze e giardini, può nascondere insidie normative tutt’altro che trascurabili. 

A chiarirlo è il TAR Sicilia con la sentenza n. 289 del 28 gennaio 2025, che ha rigettato il ricorso presentato da una cittadina sanzionata per aver installato una struttura coperta nel proprio spazio esterno, definita dalla stessa “pergotenda”, ma che nei fatti risultava essere una vera e propria nuova costruzione. Il caso trae origine da un sopralluogo del Comune, che aveva rilevato vari interventi edilizi, tra cui muretti, pavimentazioni e una copertura, i quali nel loro insieme generavano nuova volumetria e trasformavano l’area in uno spazio stabilmente chiuso e idoneo alla permanenza umana. 

L’interessata, nel tentativo di evitare la sanzione, aveva invocato la recente modifica dell’articolo 6 del Testo Unico dell’edilizia introdotta dal cosiddetto “Salva Casa”, sostenendo che le strutture di protezione dal sole – come tende a pergola e coperture bioclimatiche – rientrano ora tra gli interventi realizzabili in edilizia libera.

Cosa permette davvero il Salva Casa

Il TAR, tuttavia, ha precisato che non basta etichettare una struttura come pergotenda per evitare di incorrere nell’obbligo di ottenere un titolo abilitativo. La normativa vigente, pur prevedendo un ampliamento del regime semplificato per alcune opere leggere e facilmente amovibili, continua a richiedere che queste non generino nuovi volumi né spazi stabilmente chiusi. 

In altre parole, le strutture protette dal “Salva Casa” devono essere accessorie, non fissate in modo permanente al suolo, e destinate unicamente a migliorare la fruizione temporanea dello spazio esterno, senza trasformarlo in un ambiente abitabile. 

Quando invece, come nel caso di specie, gli interventi determinano un’alterazione permanente dello stato dei luoghi e comportano un aumento della superficie utile, ci si trova di fronte a una nuova costruzione, che richiede il rilascio del permesso di costruire. 

Il TAR ha inoltre sottolineato che, nel caso di un intervento unitario abusivo, il proprietario non può limitarsi a sanare parzialmente le opere, ma è obbligato o alla completa demolizione o alla richiesta di sanatoria per l’intervento complessivo.

Conoscere le regole per evitare brutte sorprese

Questo caso dimostra quanto sia fondamentale informarsi correttamente prima di procedere all’installazione di qualsiasi struttura edilizia, anche quando si tratti di opere apparentemente semplici e leggere. 

Spesso si tende a fare affidamento su interpretazioni sommarie o su informazioni generiche circolanti online, ma la normativa edilizia – anche alla luce delle modifiche introdotte dal Salva Casa – mantiene criteri rigorosi che distinguono tra interventi realmente minori e opere che invece, per caratteristiche tecniche e impatto sul territorio, configurano vere e proprie costruzioni. 

Conoscere le regole, consultare un tecnico qualificato e verificare le disposizioni locali può evitare spiacevoli sanzioni e, nei casi più gravi, l’ordine di demolizione delle opere realizzate. La libertà di intervenire sugli spazi esterni, infatti, non deve mai tradursi in una scorciatoia per aggirare i vincoli urbanistici.

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