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Tasse, Imposte e Normative 15 aprile 2025

Fatturazione, IVA e piattaforme telematiche: ecco le nuove regole per gli affitti brevi


Con l’avvio della riforma ViDA (VAT in the Digital Age), l’Unione Europea ridisegna le regole dell’IVA per il settore turistico. Ecco cosa cambia.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

In arrivo una vera “rivoluzione fiscale” che coinvolge bed & breakfast e affitti brevi. Con l’avvio della riforma ViDA (VAT in the Digital Age), l’Unione Europea ridisegna le regole dell’IVA per il settore turistico.

Scopriamo cosa cambierà per i proprietari e quali sono le nuove responsabilità fiscali che si profilano all’orizzonte.

Al via la riforma ViDA

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo definitivo della direttiva ViDA – acronimo di VAT in the Digital Age. Una riforma che mira a ridurre l’evasione dell’IVA, semplificare gli adempimenti per le imprese e adattare il sistema fiscale.

L’obiettivo è quello di colmare l’enorme divario IVA (VAT gap) e garantire una concorrenza leale tra chi opera sul mercato fisico e chi lo fa attraverso piattaforme digitali.

Il cuore della riforma interesserà in particolare il settore degli affitti brevi e quello del trasporto passeggeri, entrambi dominati da piattaforme telematiche, ma per l’Italia, l’impatto immediato sarà limitato grazie all’adozione già consolidata della fatturazione elettronica.

Fatturazione elettronica UE 

Uno dei punti fondamenali della riforma ViDA è la fatturazione elettronica armonizzata a livello europeo. Gli Stati membri che ancora non la prevedono dovranno adeguarsi al fine di ridurre gli oneri amministrativi e aumentare il controllo fiscale in tempo reale sulle transazioni. 

Le novità per chi gestisce affitti brevi 

La direttiva ViDA introduce un principio chiave: la responsabilità diretta delle piattaforme (come Airbnb, Booking, ecc.) nella riscossione e versamento dell’IVA, ogniqualvolta il prestatore effettivo del servizio:

In questo scenario, la piattaforma agisce come “prestatore presunto”: riscuote l’IVA dal cliente e la versa direttamente all’autorità fiscale, questo per evitare squilibri nella concorrenza nel settore degli affitti brevi.

La novità principale è che le piattaforme digitali diventeranno responsabili della raccolta e del versamento dell’IVA al posto dei singoli operatori, ogni volta che questi ultimi non sono in grado o non sono tenuti a farlo. In pratica, le piattaforme agiranno come se fossero loro stesse a fornire il servizio: per questo si parla di “prestatore presunto”.

Tuttavia, se il fornitore del servizio è registrato ai fini IVA e dichiara di applicare l’IVA da solo, allora la piattaforma non deve intervenire. In questi casi, non si applica la regola del prestatore presunto e l’obbligo di versare l’IVA resta in capo al fornitore.

Le tempistiche

Sebbene le norme entrino formalmente in vigore ad aprile 2025, l’applicazione delle regole relative al “prestatore presunto” sarà differita:

Questo periodo di transizione permetterà ai gestori di strutture ricettive, alle piattaforme e alle autorità fiscali nazionali di adattarsi ai nuovi flussi informativi e gestionali.

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