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Case Green
Tasse, Imposte e Normative 14 marzo 2023

La direttiva Ue “case green” al voto: le ultime news


La direttiva case green è in discussione, ma già alcuni Paesi, come l’Italia, chiedono modifiche e regole meno restrittive.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Nelle prossime ore, è atteso il voto relativo alla direttiva Ue “case green“.

Si discuterà sul testo che prevede l’adeguamento degli edifici allo standard zero emissioni inquinanti entro il 2050. Una direttiva che aggiornerà la precedente misura EPDB, Energy Performance Building Directive.

La strada verso la transizione ecologica è ancora lunga, ma gli obiettivi sono ambiziosi, e tra questi si vuole raggiungere l’efficientamento energetico totale di edifici pubblici e privati.

Cosa prevede la direttiva case green

Il testo europeo è stato già approvato dalla Commissione Industria del Parlamento Ue, ma dovrà essere ancora negoziato e approvato, anche alla luce della recente “retromarcia” innestata rispetto allo stop sulle auto a benzina e a diesel entro il 2035.

La direttiva case green prevede tappe graduali e a scadenza:

  1. Edifici privati adeguati almeno alla classe energetica E entro il 2030.
  2. Edifici privati adeguati alla classe energetica D o a una superiore entro il 2033.
  3. Tutti gli edifici privati a emissioni zero entro il 2050.
  4. Gli edifici pubblici invece dovranno adeguarsi allo standard europeo zero emissioni entro il 2030.

Da questo immenso patrimonio immobiliare sono al momento esclusi gli edifici di interesse storico o artistico, quelli culto, le case con una superficie inferiore a 50 mq e le seconde case.

Ciascuno Stato europeo potrà poi derogare rispetto alla direttiva, escludendo alcune categorie di edifici, come quelli di edilizia popolare o che riscontrano ostacoli nel raggiungimento degli obiettivi, con una percentuale massima di deroga del 22%.

Dunque, il dibattito tra Stati sarà piuttosto vivace e serrato.



Case e mutui green: cosa succederà in Italia?

Il nostro Paese, come tutti gli altri Stati europei, dovrà recepire la direttiva Ue dopo la definitiva approvazione.

Il problema è che l’80% degli edifici residenziali italiani, secondo stime, avrà bisogno di un adeguamento energetico.

Il governo da Roma ha giù chiesto a Bruxelles di rivedere le regole e rendere più flessibili i mutui green, già disponibili per chi volesse efficientare la propria abitazione o acquistarne una che rientri nelle classi energetiche A o B.

Si attendono le novità e le decisioni nelle prossime ore.

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