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L'IMU si paga anche sul garage? Tutto quello che c'è da sapere
Tasse, Imposte e Normative 26 aprile 2025

L’IMU si paga anche sul garage? Tutto quello che c’è da sapere


L’IMU si applica anche ai garage? Ecco quando si paga, come si calcola, quali sono le pertinenze e cosa cambia se si possiede più di un box.
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Agnese Giardini

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Tra gli appuntamenti fiscali più temuti dell’anno, l’IMU occupa da sempre un posto di rilievo, soprattutto per chi possiede immobili non sempre facili da inquadrare. È il caso delle cosiddette pertinenze, spazi accessori come garage, box auto e cantine, che accompagnano l’abitazione principale ma non sempre seguono le stesse regole fiscali. Proprio intorno a questi locali ruotano i dubbi più frequenti: il garage va considerato a parte? Si paga l’IMU anche su un box auto? Le risposte variano in base alla categoria catastale, al numero di pertinenze e al loro utilizzo effettivo.

Cos’è l’IMU

L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Unica, è un’imposta patrimoniale che colpisce il possesso di immobili, indipendentemente dal loro utilizzo. A differenza di tributi come la TARI, legata alla produzione di rifiuti, l’IMU è dovuta per il solo fatto di possedere un immobile, sia esso abitativo, commerciale, industriale o un terreno edificabile.

Ogni Comune può modulare l’aliquota entro i limiti fissati dalla legge statale, introducendo aumenti, riduzioni o detrazioni in base alle esigenze locali. In questo modo, l’IMU assume un carattere flessibile e territoriale, adattandosi alle specificità economiche e sociali del territorio.

Quando è stata introdotta l’IMU

L’IMU è entrata ufficialmente in vigore nel 2012, a seguito del decreto Salva-Italia (DL 201/2011), varato dal governo Monti nel pieno della crisi economico-finanziaria. Tuttavia, una forma embrionale di questa imposta esisteva già con il nome di ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), introdotta nel 1992 e successivamente abolita per la prima casa nel 2008. Con l’IMU, il legislatore ha deciso di accorpare più tributi in un’unica imposta municipale, semplificando il quadro normativo. Dal 2020, con l’abrogazione della TASI, l’IMU ha assunto una configurazione più stabile, applicandosi su tutte le proprietà immobiliari diverse dall’abitazione principale.

Come si calcola l’IMU

Il calcolo dell’IMU si basa su una formula standard, che parte dalla rendita catastale dell’immobile. Tale rendita viene rivalutata del 5%, quindi moltiplicata per un coefficiente specifico in base alla categoria catastale. L’importo ottenuto rappresenta la base imponibile, su cui si applica l’aliquota comunale, che per i fabbricati ordinari varia generalmente dallo 0,76% all’1,06%. Alcuni Comuni applicano agevolazioni o detrazioni, ad esempio in presenza di disabilità, figli a carico o immobili in comodato a familiari.

Esempio pratico: per un garage con rendita catastale di 100 euro, rivalutata a 105 euro e moltiplicata per 160, la base imponibile sarà 16.800 euro. Applicando un’aliquota dello 0,76%, l’IMU da versare sarà pari a circa 127,68 euro l’anno, salvo detrazioni o riduzioni.

Quando bisogna pagare le rate dell’IMU

Il pagamento dell’IMU avviene in due rate annuali, con scadenze fisse:

Chi preferisce, può optare per il versamento in un’unica soluzione a giugno, pagando l’intero importo dell’anno. È importante sottolineare che le aliquote definitive, deliberate dai Comuni, spesso vengono pubblicate solo verso la fine dell’anno, motivo per cui l’acconto viene generalmente calcolato sulla base delle aliquote dell’anno precedente.

Il pagamento avviene tramite modello F24 presso banche, uffici postali o home banking, utilizzando i codici tributo specifici per ogni tipologia di immobile. Il mancato pagamento nei termini comporta sanzioni amministrative e interessi di mora.

Su quali immobili va pagata l’IMU

L’IMU si applica su tutte le seconde case, case in affitto o sfitte, immobili commerciali, terreni agricoli e aree edificabili, nonché su abitazioni di lusso, classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Sono invece esenti le abitazioni principali, a meno che non siano appunto di lusso.

In materia di pertinenze, la normativa consente l’esenzione IMU per un numero massimo di tre pertinenze, una per ciascuna delle categorie catastali C/2 (cantine), C/6 (garage o posti auto) e C/7 (tettoie), purché legate all’abitazione principale. Oltre questo limite, le pertinenze aggiuntive sono considerate autonomi immobili e quindi soggette a tassazione.

L’IMU va pagata sul garage?

Nel caso del garage, la questione dipende da tre variabili fondamentali:

Se il garage rientra nei limiti di una sola pertinenza C/6 associata a una prima casa non di lusso, allora l’IMU non è dovuta. La normativa considera il box un’estensione dell’abitazione, beneficiando della stessa esenzione. Tuttavia, nel momento in cui si possiedono più garage, anche se nello stesso edificio, solo uno potrà essere esentato: gli altri saranno tassati come seconde proprietà.

Inoltre, se il garage non è catastalmente associato all’abitazione principale (ad esempio perché situato in un’altra zona o accatastato separatamente) non potrà beneficiare dell’esenzione e sarà assoggettato a IMU, anche se viene utilizzato quotidianamente per parcheggiare l’auto della famiglia. 

Attenzione anche al caso dei garage acquistati come investimento o per affitto a terzi: in queste circostanze, l’IMU è sempre dovuta e calcolata come per qualsiasi altro immobile non abitativo.

Verificare le delibere del proprio Comune

Considerando la varietà di casi possibili, è sempre consigliabile verificare le delibere pubblicate annualmente dal proprio Comune di residenza. Ogni amministrazione può infatti introdurre variazioni, sia in termini di aliquote che di agevolazioni, incidendo in modo diretto sull’importo finale dovuto.

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