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Tasse, Imposte e Tributi 16 dicembre 2025

L’UE lancia il Piano casa: più abitazioni, meno burocrazia e investimenti record contro il caro-alloggi


La Commissione prepara un “pacchetto abitazioni” che punta su offerta, semplificazioni e sostegno a famiglie e proprietari.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Secondo Eurostat, tra il 2010 e oggi, i prezzi delle abitazioni nella UE stanno aumentando del 52% in media, e i canoni di affitto del 25%, il che rende l’accesso alla casa per ampie fasce di popolazione sempre più difficile. Tuttavia, il disagio abitativo emerge anche sul fronte sociale: sono sempre di più anche coloro che si ritrovano costretti a dormire per strada e in abitazioni di emergenza.

In questo quadro, l’Unione europea ha deciso di avviare un piano a medio e lungo termine per il rafforzamento del diritto all’abitare, che punta a un incremento delle risorse delle politiche di coesione e aumentando la flessibilità in materia di aiuti di Stato. L’obiettivo dell’Unione è l’estensione e il miglioramento dell’edilizia residenziale, sostenibile, dignitosa e a prezzi accessibili.

Dalla crisi abitativa alla crisi sociale: ecco perché interviene l’UE

Secondo la Commissione, l’Europa deve aggiungere circa 650.000 case all’anno, sommato agli 1,6 milioni già costruiti in media ogni anno. L’aumento del costo delle case e degli affitti determina immobilità sia economica sia in termini di forze di lavoro. Per questo motivo, a Bruxelles più che di crisi abitativa si parla di crisi sociale.

L’emergenza abitativa è diventata uno dei più controversi temi politico-economici in molti Stati membri. La risposta europea si basa su un principio chiaro: costruire di più, e meglio, il che significa spendere di meno e velocizzare la costruzione e la ristrutturazione di un edificio, attraverso il miglioramento delle infrastrutture legislative.

Piano Casa: i pilastri dell’azione UE 

La nuova strategia della Commissione prende forma in un vero e proprio Piano casa articolato in quattro pilastri e dieci azioni concrete:

Le azioni operative includono anche il taglio della burocrazia, attraverso una mappatura delle norme che incidono sull’offerta di abitazioni e un raccordo con le riforme ambientali e urbanistiche.

Resta centrale l’obiettivo di combinare accessibilità economica, sostenibilità e qualità dell’abitare, sostenendo gli Stati membri nella predisposizione dei Piani nazionali di ristrutturazione edilizia entro il 2026 e promuovendo la rigenerazione delle periferie. 

Il Piano affronta inoltre il tema degli affitti brevi nelle aree ad alta tensione abitativa e della speculazione immobiliare, indicando anche la leva fiscale come possibile strumento per migliorare l’affordability.

Competenze nazionali e sinergia europea

La Commissione è consapevole dei limiti del proprio intervento: la politica abitativa resta una competenza degli Stati membri e, in molti Paesi, delle autorità regionali o locali. Tuttavia, il Piano casa UE non mira a sostituirsi alle politiche nazionali, ma a creare una cornice comune di coordinamento, finanziamento e indirizzo. 

La scelta di nominare per la prima volta un commissario con delega specifica alla casa, il danese Dan Jørgensen, accanto alla delega all’energia, segnala la volontà politica di tenere insieme abitare, sostenibilità e transizione verde. 

Per i proprietari di casa, il messaggio è duplice: da un lato, l’Europa non impone regole dirette sul mercato immobiliare; dall’altro, prepara un contesto più favorevole a investimenti, rigenerazione e riqualificazione energetica.

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