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Tasse, Imposte e Tributi 13 gennaio 2025

“Norma blocca ladri”: presentata una nuova proposta di legge contro i furti in casa


Pene più severe: approfondiamo insieme cosa prevede la nuova proposta di legge per contrastare i furti nelle abitazioni.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Case sempre più vulnerabili a causa dei furti. Per questo motivo la Lega ha presentato un disegno di legge denominato “Norme in materia di furto in abitazione e furto con strappo. L’obiettivo è colmare le lacune legislative che talvolta consentono di evitare il carcere per via di sconti o attenuanti, al fine di garantire una maggiore protezione.



Cosa dicono gli ultimi dati

Dai recenti dati rilevati dall’Istat risultano che i furti in abitazione, continuano a crescere: nel 2023 le vittime sono state 8,3 ogni 1.000 famiglie rispetto al 7,6 del 2022. La casa è il simbolo della protezione e della tranquillità personale e, per tali ragioni, lo Stato deve garantirne l’inviolabilità.

Con questo auspicio è stato presentato il disegno di legge “Norme in materia di furto in abitazione e furto con strappo”, che intende affrontare l’emergenza sicurezza nelle case degli italiani. 

Presentato dal capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, il disegno di legge punta a colmare le lacune di un sistema che spesso consente ai criminali di evitare il carcere con attenuanti e sconti di pena. La proposta introduce pene più severe e una nuova misura: l’arresto in flagranza differita

Arresto in flagranza differita e pene più severe: le novità del disegno di legge

Il provvedimento legislativo introduce l’arresto in flagranza differita, già previsto per alcuni reati, anche per il furto in abitazione. Attraverso prove fotografiche o video acquisite legalmente, le forze dell’ordine potranno intervenire entro 48 ore dal reato, ampliando la possibilità di fermare i responsabili anche se non colti sul fatto. 



Inoltre, il disegno di legge prevede un inasprimento significativo delle pene: 

Questa proposta si inserisce in un percorso avviato dalla Lega con la legge sulla legittima difesa del 2019, ma ora la necessità di un intervento sembra essere più forte.

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