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Tasse, Imposte e Normative 6 maggio 2025

Prima casa: più tempo per rivendere e salvare i benefici fiscali


Hai comprato nel 2024, senza riuscire a vendere la precedente casa entro un anno? L'Agenzia delle Entrate chiarisce che non si perde il beneficio prima casa.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Se hai comprato nel 2024, senza riuscire a vendere la precedente abitazione entro un anno, non perdi il beneficio. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Il caso concreto

La risposta dell’Agenzia delle Entrate parte da un caso molto concreto: un contribuente che aveva acquistato la sua prima casa nel 2018, e il 25 gennaio 2024 aveva comprato una nuova abitazione nello stesso Comune, godendo ancora delle agevolazioni “prima casa”. Al momento del secondo acquisto si era impegnato, come prevede la normativa, a vendere il primo immobile entro un anno ma, a causa di ritardi da parte della banca dell’acquirente, l’operazione di vendita non si è conclusa nei tempi. 

Nel frattempo, però, è entrata in vigore la legge di Bilancio 2025, che ha modificato le regole sui termini di rivendita: il comma 116 della legge n. 207/2024 che ha trasformato l’alienazione infrannuale in alienazione infrabiennale. A questo punto, il contribuente chiede se la nuova regola si applichi anche al suo caso, in cui l’acquisto è stato fatto nel 2024 ma il termine originario non era ancora scaduto al 31 dicembre di quell’anno.

Cosa dice davvero la nuova norma? 

Riportiamo Il cuore della risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 127 del 5 maggio 2025: “il nuovo termine biennale per la vendita dell’immobile precedentemente agevolato si applica anche nel caso in cui, al 31 dicembre 2024, non sia ancora decorso il termine di un anno”. 

In altre parole, non è necessario che il secondo acquisto sia avvenuto dopo il 1° gennaio 2025 per beneficiare della proroga: ciò che conta è che, alla fine dell’anno, il vecchio termine non fosse già scaduto. Questo significa che anche chi ha comprato nel 2024 ed è ancora nei dodici mesi originari rientra nella nuova disciplina. 

Una lettura favorevole perché “il citato articolo 1, comma 116, della legge di bilancio 2025 non prevede che l’estensione del predetto limite temporale sia riservata agli atti di acquisto di immobili stipulati a far data dal 1° gennaio 2025”. 

Il termine, quindi, raddoppia e permette di mantenere il beneficio anche in caso di doppia titolarità temporanea. Non è più necessario concludere la vendita in dodici mesi: due anni sono un margine molto più comodo. 

In conclusione, il contribuente avrà tempo fino al 25 gennaio 2026 per completare la vendita della vecchia abitazione, “senza decadere dai benefici ‘prima casa’ fruiti sul nuovo acquisto”. 

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