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Quanto costa cointestare una casa
Tasse, Imposte e Normative 26 dicembre 2024

Quanto costa cointestare una casa


Cointestare una casa è una soluzione pratica in molti casi, ma è fondamentale essere consapevoli dei costi associati, sia immediati che a lungo termine.
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Caterina Vasaturo

Giornalista, collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Vuoi dare una svolta alla tua vita di coppia e fare il grande passo: comprare una casa insieme al tuo partner, magari per alleggerire le spese o semplicemente per concretizzare la vostra unione. Nulla di più romantico! Sappi, però, che cointestare una casa significa condividere la proprietà dell’immobile e diventare titolare dello stesso diritto di proprietà in percentuali concordate. Questa operazione implica una serie di spese burocratiche che è importante conoscere. Ecco una panoramica dettagliata su quanto costa cointestare una casa e quali fattori considerare.

Modalità di cointestazione

È chiaro che, per procedere all’acquisto comune di un immobile, è necessario che i soggetti coinvolti siano consapevoli della propria scelta ed entrambi favorevoli a compierla. Le modalità di cointestazione sono due: la partecipazione diretta degli intestatari e quella con atto successivo. In questo secondo caso, che si verifica quando una delle persone coinvolte subentra dopo l’acquisto, è necessario un ulteriore atto, di vendita o di donazione. Nell’ipotesi in cui, invece, la comproprietà della casa non deriva dall’acquisto comune, ma da un atto precedente (come da una dichiarazione in contratto preliminare o da un matrimonio in comunione dei beni), allora i coniugi diventano cointestatari del 50% di quanto acquisito dopo le nozze (eccezion fatta per le eventualità indicata dall’art. 179 del Codice Civile).

Vantaggi della cointestazione

La divisione delle spese è il primo evidente vantaggio di un acquisto in comune, soprattutto quando il budget è ridotto. Si condivide tutto, dalla rata del mutuo alle imposte e gli oneri notarili, dalle tasse ai vari costi di mantenimento. Con un legame di parentela, la casa cointestata comporta una riduzione delle spese di successione in caso di morte, senza passaggi di proprietà.

Svantaggi della cointestazione

Non mancano, tuttavia, i contro di un immobile cointestato, dai problemi di successione agli eredi (che possono essere più di uno) al disaccordo nella gestione del bene, relativamente alle decisioni da prendere sull’amministrazione straordinaria e ordinaria, che prevede un difficile accordo tra le parti. E ancora, il rischio di pignoramento: qualora uno dei due cointestatari si trovasse a dover rispondere in via giudiziale dei propri debiti, la parte non coinvolta verrebbe privata dell’immobile. Infine, la responsabilità nei confronti della banca, in caso di mutuo per l’acquisto e di inadempienza. 

Quanto costa cointestare una casa

Analizzati i vantaggi e gli svantaggi della cointestazione, conosciamo i costi di questa operazione. Le spese variano a seconda della co-titolarità dell’immobile, relativamente all’imposta di registro.

Se la casa è stata donata, l’imposta di base è l’8% del valore del bene, ma la percentuale varia a seconda del grado di parentela: tra genitori e figli o tra coniugi scende al 4% e solo sul valore che supera il milione di euro (per fare chiarezza: su una casa di un milione e cinquantamila euro, l’imposta del 4% si applica solo sui 50mila euro); tra fratelli l’aliquota è al 6% per il valore che supera i centomila euro; per gli altri parenti fino al quarto grado l’imposta è al 6% sull’intero valore del bene.

Se, invece, l’immobile è venduto a una persona che ne diventerà cointestataria, l’imposta di registro è pari al 2% del valore catastale per la prima casa e al 9% per la seconda.

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