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giovane coppia alla reception di un hotel
Tasse, Imposte e Tributi 7 gennaio 2026

Quanto costa la tassa di soggiorno in Italia? Una panoramica città per città


Con la nuova legge di bilancio la tassa di soggiorno può variare, con un incremento di 2 euro nei capoluoghi. Le città d’arte sono le più care.
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Nicola Teofilo

Giornalista, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La tassa di soggiorno è una realtà diffusa in molte città turistiche italiane e rappresenta un costo aggiuntivo per chi soggiorna in strutture ricettive.

Introdotta con l’obiettivo di sostenere il turismo e migliorare i servizi offerti, questa tassa varia da città a città. Esploriamo le differenze e vediamo quanto possa incidere sul budget di una vacanza.

Come funziona la tassa di soggiorno?

La tassa di soggiorno è un’imposta che viene applicata ai turisti che pernottano in strutture ricettive come hotel, B&B, e affittacamere. Apparsa per la prima volta nel 1982, l’imposta di soggiorno è stata reintrodotta con l’approvazione della legge sul federalismo fiscale del 2011.

Il pagamento è obbligatorio, quindi soggetto a sanzioni, e dal 2017 è a carico anche di chi soggiorna in strutture non professionali, o chi sceglie affitti turistici brevi.

Quanto valgono le tasse di soggiorno per i comuni

Le entrate derivanti dalla tassa di soggiorno continuano a crescere anno dopo anno, raggiungendo nel 2023 un totale di 702 milioni di euro, con un incremento del 9,5% rispetto al 2022. Questo dato è stato calcolato dal Codacons sulla base delle rilevazioni di Federturismo.

Aumentano le entrate anche nel 2025 che, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno, ha portato nelle casse dei Comuni circa 1,186 miliardi di euro. La stima per il 2026, con la nuova legge di Bilancio, è il raggiungimento di 1 miliardo e 300 milioni di euro.

Le nuove tariffe 2026

Nel 2026 la tassa di soggiorno registra aumenti rilevanti in molte aree d’Italia, con incrementi più consistenti in Lombardia e Veneto: con la Legge di Bilancio 2026, i Comuni capoluogo possono aumentare l’imposta fino a 2 € a persona, a notte.

Se in passato città turistiche come Roma e Firenze rientravano tra le località che applicavano le tariffe più elevate — con costi di 10 euro a notte negli hotel 5 stelle a Roma, 8 euro a notte negli hotel 5 stelle a Firenze e 3,50 euro a notte nei campeggi — a queste si aggiunge nel 2026 anche Milano: le nuove imposte raggiungono 10 euro a notte per gli hotel 5 stelle e 3 euro a notte per gli ostelli.

La tassa di soggiorno in Italia: una panoramica città per città

Le località turistiche di mare presentano tariffe variabili. Ad esempio, a Cefalù, in Sicilia, il soggiorno in un hotel a 5 stelle comporta una tassa di 5 euro per notte, mentre il costo scende a 2,50 euro per le strutture a 4 stelle e a 2 euro per le altre categorie come villaggi turistici e campeggi. A Otranto, in Puglia, la tassa massima è di 3 euro per notte, mentre per B&B, affitti brevi e campeggi il costo si abbassa a 1,50 euro. Sorrento, in Campania, applica una tassa di 4 euro negli alberghi a 5 stelle, mentre negli agriturismi si pagano 1,50 euro e nei B&B 3 euro.

Anche le località di montagna adeguano le tariffe ai nuovi limiti, con aumenti più evidenti. A Cortina d’Ampezzo, nelle strutture di lusso come hotel 4 e 5 stelle, la tassa può raggiungere fino a 10/12 euro a notte, con riduzioni progressive per le categorie inferiori. A Courmayeur, le tariffe si mantengono leggermente più basse, di circa 4/6 euro a notte per le strutture di fascia alta e un minimo di 1,50 euro nei rifugi alpini.

Ecco una panoramica delle città italiane con le tariffe della tassa di soggiorno per il 2026:

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