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Tasse, Imposte e Tributi • 10 settembre 2026

Quanto costa tenere una casa vuota e inutilizzata?


Una casa vuota continua a generare costi tra IMU, TARI, utenze, spese condominiali e manutenzione. Ecco quali spese restano a carico del proprietario.
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Alessandra Caparello

Collaboratrice esterna di Immobiliare.it

Avere una casa vuota può sembrare, almeno in apparenza, una situazione che permette di ridurre al minimo le spese. Se nell’immobile non vive nessuno, infatti, si potrebbe pensare che non ci siano particolari costi da sostenere. In realtà, una casa disabitata continua a generare diverse spese, anche quando rimane chiusa per tutto l’anno.

Scopriamo quanto costa tenere una casa vuota e inutilizzata.

Casa vuota: si paga l’IMU?

Partendo dall’IMU, l’Imposta Municipale sugli immobili, anche se la casa è vuota e nessuno la utilizza, si paga. Se un immobile non costituisce l’abitazione principale del proprietario e non rientra in una categoria catastale di lusso o di pregio, l’IMU continua a essere dovuta anche se la casa è completamente disabitata.

Il semplice fatto che nessuno viva nell’immobile non modifica, infatti, la sua natura di seconda casa. Pensiamo, per esempio, a un appartamento ereditato che il proprietario decide di non utilizzare, oppure a una casa al mare che viene aperta soltanto per qualche settimana durante l’estate. Anche se per la maggior parte dell’anno rimane chiusa, l’immobile continua a essere potenzialmente utilizzabile. In questi casi l’assenza di persone nell’abitazione non è sufficiente per ottenere una riduzione dell’IMU.

Quando la casa vuota può avere una riduzione dell’IMU?

La situazione cambia quando la casa non è semplicemente disabitata, ma è anche inagibile o inabitabile e di fatto non utilizzata. In questo caso la normativa prevede una specifica agevolazione: la base imponibile IMU viene ridotta del 50% per il periodo dell’anno nel quale sussistono le condizioni di inagibilità o inabitabilità.

Non si tratta, quindi, di un’esenzione totale dall’imposta. L’IMU continua a essere dovuta, ma viene calcolata su una base imponibile dimezzata. La differenza è fondamentale. Una casa può essere vuota perché il proprietario non vuole abitarla, ma questo non significa che sia inagibile. Per ottenere la riduzione deve esistere una situazione oggettiva che renda l’immobile non idoneo all’uso cui è destinato. Il consiglio però è sempre verificare il regolamento comunale. 

Il pagamento delle utenze

Per quanto riguarda le utenze domestiche, luce, gas e acqua, è il proprietario che decide liberamente se tenerle attive o meno. È bene però sapere che anche quando i consumi sono praticamente pari a zero, mantenere attive le utenze può comportare alcuni costi. Le bollette possono infatti contenere quote fisse e costi legati alla gestione della fornitura, che continuano a maturare anche quando l’immobile viene utilizzato raramente.

Per una casa completamente inutilizzata può quindi essere conveniente valutare se mantenere attivi tutti i servizi oppure procedere alla loro disattivazione. La scelta, però, deve tenere conto anche delle esigenze future: se la casa viene utilizzata occasionalmente, riattivare le utenze può comportare tempi, pratiche e ulteriori costi. Per una seconda casa destinata a rimanere chiusa per anni, invece, la disattivazione può ridurre sensibilmente le spese correnti.

Casa vuota e inutilizzata: si paga la spazzatura?

Tra i costi da considerare per una casa vuota e inutilizzata troviamo anche la Tari, la tassa sulla spazzatura. A differenza dell’IMU infatti, una casa inutilizzata può essere soggetta anche alla Tari. Una seconda abitazione arredata e dotata delle utenze può continuare a essere considerata suscettibile di produrre rifiuti, anche se viene utilizzata soltanto occasionalmente.

Diversa può essere la situazione di un immobile completamente sgomberato, inutilizzato e privo delle utenze. In questi casi possono esistere specifiche ipotesi di esclusione dalla Tari. Il consiglio è sempre verificare il regolamento comunale che stabilisce le ipotesi di esenzione o riduzioni per la tassa sulla spazzatura.

Si pagano le spese condominiali se la casa è vuota?

Se la casa vuota si trova in un condominio, il proprietario continua generalmente a partecipare alle spese condominiali, anche se l’appartamento non viene utilizzato. Anche quando l’appartamento rimane vuoto, il proprietario non è necessariamente esonerato ad esempio da tutte le spese legate al riscaldamento centralizzato.

Negli edifici dotati di sistemi di contabilizzazione del calore, infatti, i costi vengono normalmente ripartiti tenendo conto dei consumi della singola unità immobiliare. Di conseguenza, se l’abitazione non viene utilizzata e il riscaldamento non viene acceso, la quota legata ai consumi effettivi può essere nulla o comunque molto contenuta. 

Quanto costa tenere una casa vuota?

Non esiste dunque una cifra uguale per tutti. Il costo di mantenere una casa vuota e inutilizzata dipende dal Comune, dal valore catastale dell’immobile, dalla presenza di un condominio, dalle utenze e dalle condizioni della casa.

Una seconda abitazione arredata e con utenze attive può continuare a comportare IMU, TARI, costi delle forniture, spese condominiali e manutenzione, anche se rimane chiusa per gran parte dell’anno. Una casa completamente sgombra, inutilizzata e priva delle utenze previste dal regolamento comunale, invece, può beneficiare dell’esclusione dalla TARI quando ricorrono le condizioni stabilite dal Comune. 

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