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residenza universitaria
Tasse, Imposte e Normative 10 gennaio 2025

Residenze universitarie: nuove semplificazioni per il cambio di destinazione d’uso


Le recenti modifiche normative aprono la strada alla riqualificazione degli immobili per fronteggiare la carenza di posti letto per gli universitari. Leggi qui.
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Ivan Meo

Articolista giuridico, collaboratore esterno di Immobiliare.it

Le recenti modifiche introdotte dal Decreto-legge 19/2024 e dal Decreto-legge 160/2024, che integrano la storica Legge 338/2000, semplificano il cambio di destinazione d’uso per immobili destinati a residenze universitarie. Grazie a queste novità, trasformare edifici in alloggi per studenti sarà più semplice, in linea con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di posti letto.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato 1,198 miliardi di euro per incrementare il numero di posti letto nelle residenze universitarie, puntando a raggiungere quota 100.000 entro il 2026. I fondi sosterranno la riqualificazione del patrimonio edilizio, stimolando il coinvolgimento di investitori privati e rendendo concreta la possibilità di offrire soluzioni abitative moderne e accessibili.



Deroga ai piani urbanistici e ristrutturazioni agevolate

L’art. 1-quater della Legge 338/2000, introdotto dal Decreto-legge 19/2024, consente il cambio di destinazione d’uso degli immobili in deroga ai piani urbanistici comunali. Questa misura agevola la riconversione degli edifici, anche in aree vincolate, e promuove interventi di recupero strutturale e funzionale. 

Proprietari protagonisti: le nuove opportunità 

Le semplificazioni normative introdotte offrono nuove opportunità ai proprietari di immobili, consentendo loro di trasformarli in residenze universitarie attraverso una procedura semplificata, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). Questo strumento agevola il cambio di destinazione d’uso con un vincolo di durata minima di 12 anni, garantendo un accesso facilitato al mercato degli affitti per studenti. 

Tra i vantaggi principali, spiccano: 

Tabella riepilogativa delle agevolazioni e delle novità previste

Ecco un riepilogo:

AmbitoDescrizione e Note
Cambio d’usoIl cambio di destinazione d’uso verso residenze universitarie è sempre consentito, anche in deroga a eventuali vincoli urbanistici. Questa misura garantisce maggiore flessibilità per l’utilizzo degli immobili, assicurando comunque il rispetto delle norme di sicurezza e dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla legge.
SCIA per interventi ediliziGli interventi necessari al cambio d’uso possono essere realizzati tramite SCIA, semplificando le procedure burocratiche. Rientrano in questa categoria: lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, compresi gli interventi di demolizione e ricostruzione, favorendo un rapido adattamento degli immobili a nuove funzioni.
Incremento volumetricoGli interventi di ristrutturazione possono prevedere un aumento della volumetria fino al 35% rispetto a quella originaria, purché finalizzati alla realizzazione di residenze universitarie finanziate dal PNRR. Questo incentivo è pensato per garantire una maggiore capacità abitativa senza consumare nuovo suolo.
Esenzioni urbanistichePer gli immobili destinati a studentati non è richiesto il reperimento di ulteriori aree standard, come verde pubblico o servizi, né l’obbligo di rispettare la dotazione minima di parcheggi. Questa deroga si applica anche a vincoli previsti da normative nazionali, come il DM 1444/1968 e la Legge 1150/1942, semplificando significativamente la pianificazione urbanistica.
Aree vincolateAnche gli immobili situati in aree soggette a vincoli paesaggistici possono beneficiare delle agevolazioni. Gli interventi sono ammessi purché rispettino il Dpr 380/2001, e possono includere modifiche strutturali, come variazioni di sagoma, prospetti e volumetria, favorendo il recupero anche di edifici storici o di pregio.
Riconversione aree impermeabilizzateLe aree già impermeabilizzate, come parcheggi o depositi, possono essere trasformate in residenze universitarie. Questi interventi, riconosciuti di interesse pubblico, possono essere realizzati tramite permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici, incentivando la rigenerazione urbana.
Esenzione fiscaleQualora il cambio d’uso comporti un aumento della rendita catastale, tale incremento non sarà soggetto a tassazione durante il periodo di finanziamento PNRR. Questa esenzione riguarda anche le imposte ipotecarie e catastali, riducendo i costi fiscali per i soggetti interessati.
Vincolo funzionaleGli immobili trasformati dovranno mantenere la destinazione a residenze universitarie per almeno 12 anni, o per il periodo previsto dal decreto di finanziamento. Questo vincolo assicura che le agevolazioni siano utilizzate esclusivamente per progetti con finalità pubbliche durature.
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