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Rogito notarile per la seconda casa
Tasse, Imposte e Tributi 30 marzo 2024

Rogito per seconda casa: guida alle tasse e ai costi da sostenere


Per avere un’idea delle spese che si dovranno affrontare, bisogna calcolare con attenzione non solo l’onorario richiesto dal notaio, ma anche le tasse previste, ben diverse da quelle per la prima abitazione.
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Leonardo Capponi

Ex collaboratore esterno di Immobiliare.it

Il rogito, ovvero l’atto di compravendita firmato davanti a un notaio, deve essere stipulato anche quando l’immobile che si sta acquistando avrà la funzione di seconda casa.

Rogito per seconda casa: la procedura

La procedura rimane la stessa e il significato del documento non cambia: viene sancito il passaggio di proprietà dal venditore al compratore.

La differenza sta nei costi e in particolare nelle imposte che devono essere versate allo Stato. Naturalmente, le spese dovranno essere sommate all’importo da corrispondere per l’acquisto dell’abitazione e a quelle legate a un eventuale mutuo.

A differenza dell’onorario del notaio, che è determinato dal professionista a cui ci si rivolge, le imposte sono fisse e le si possono conoscere fin da prima di procedere con la firma dell’atto. La discriminante, oltre al valore dell’immobile, è soprattutto l’identità del venditore. Gli oneri fiscali sono infatti diversi se si acquista da un privato cittadino oppure da un’impresa di costruzioni.

Le tasse in caso di rogito su una seconda casa

Le imposte che vengono richieste dal notaio e che egli dovrà poi versare allo Stato saranno sicuramente:

Infine, in base al tipo di contratto, potrebbero comparire altre voci di spesa come i diritti di Conservatoria, di voltura e di visura, oppure la tassa d’archivio, i diritti della Camera di Commercio o l’imposta di bollo per l’invio telematico.

I diritti di Conservatoria fanno riferimento al fatto che dopo la firma del rogito il notaio deve curare la trascrizione del cambio di proprietà dell’immobile nei registri della Conservatoria del luogo in cui è ubicata la casa.

Rogito seconda casa, se si acquista da privati

Quando il proprietario dell’immobile che si desidera comprare è un privato cittadino, gli oneri avranno in generale facilmente determinabile. Non si dovrà ad esempio pagare l’IVA, mentre per quanto riguarda le imposte ipotecaria e catastale saranno entrambe fisse a 50 euro l’una.

Un calcolo in più deve invece essere fatto per l’imposta di registro che corrisponde al 9% che è possibile applicare al valore catastale dell’immobile. Quest’ultima voce è il risultato della rendita castale della casa, che viene indicata all’interno della visura, moltiplicato per un coefficiente che è sempre di 126.

Rogito seconda casa se si acquista da impresa costruttrice

Un’altra possibilità è che l’acquisto della seconda casa avvenga direttamente dall’impresa che ha costruito l’immobile. In questo caso, le spese tendono ad aumentare, soprattutto per la presenza dell’IVA.

Se l’acquisto avviene entro 5 anni dalla fine dei lavori, l’IVA si applica obbligatoriamente ed è pari al 10% (22% per gli immobili di lusso, ossia classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

Trascorsi i 5 anni, di norma si applica invece l’imposta di registro al 9%, ma l’impresa può scegliere di applicare comunque l’IVA, anche se oggi questa opzione è meno frequente, complici anche le semplificazioni fiscali introdotte nel 2024, che hanno reso più conveniente l’uso dell’imposta di registro.

In caso di acquisto da impresa, le imposte ipotecaria, catastale e di registro (quando applicabile) sono fisse e pari a 200 euro ciascuna.

Spese notarili con l’acquisto seconda casa

L’onorario del notaio è un’altra voce di spesa che si deve tenere presente, ma che non è possibile calcolare a priori, dal momento che viene stabilito in modo autonomo dal professionista. Per questo motivo, può sempre essere una buona idea richiedere prima un preventivo.

Esiste una sorta di listino prezzi attraverso il quale ci si può fare un’idea, senza però prendere per definitive queste cifre. Se, ad esempio, il valore dell’immobile non è superiore a 93mila euro, la parcella partirà da circa 1.300 euro.

Quando invece si vuole acquistare una casa da almeno 280mila euro, per il notaio si potrebbe partire da un minimo di 2mila euro. La richiesta, infatti, di solito aumenta in modo direttamente proporzionale al prezzo dell’abitazione oggetto dell’atto di compravendita.

Costo rogito seconda casa: un esempio

Proviamo a questo punto a fare un esempio concreto di quanto potrebbe venire a costare un rogito per una seconda casa.

Prendiamo in considerazione un immobile del valore di 150mila euro, con una rendita catastale di 1.000 euro, e immaginiamo di acquistarlo da un privato. Prima di tutto, calcoliamo il valore fiscale moltiplicando per il coefficiente di 126 e otteniamo 126mila euro.

L’imposta di registro del 9% su questo ultimo valore sarà dunque di 11.340. Poiché non si applica l’IVA, aggiungiamo solo le imposte ipotecaria e catastale, ciascuna pari a 50 euro, per un totale complessivo di 11.440 euro. Va ricordato che queste aliquote si riferiscono all’acquisto da privato e possono variare nei casi di compravendita con impresa costruttrice, come aggiornato dalle disposizioni fiscali del 2024.

A questa somma potranno essere aggiunte alcune spese minori, oltre naturalmente alla parcella del notaio che potremmo stimare attorno ai 1.700 euro. Di nuovo, si tratta di una semplice previsione e sarà poi il professionista a stabilire in autonomia il proprio onorario.

Questo contenuto ha scopo informativo e non ha valore prescrittivo. Per un’analisi strutturata su ciascun caso personale si raccomanda la consulenza di professionisti abilitati.

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