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Tasse, Imposte e Normative 8 gennaio 2025

Separazione o divorzio: cosa succede all’immobile in comodato d’uso adibito a casa familiare?


Chi ha diritto a mantenere il possesso dell'immobile in comodato d'uso in caso di separazione o divorzio? Ecco cosa c'è da sapere.
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Nicola Camporese

Avvocato, collaboratore esterno di Immobiliare.it

La separazione o il divorzio di una coppia portano con sé numerose questioni patrimoniali e personali da risolvere, tra cui la sorte dell’abitazione familiare, soprattutto se concessa in comodato d’uso. Si tratta di un caso, piuttosto frequente, che solleva interrogativi complessi: chi ha diritto a mantenere il possesso dell’immobile? Quali sono i diritti e gli obblighi del proprietario?

Cerchiamo di fare chiarezza sulla normativa e sulla giurisprudenza in materia.

Il comodato d’uso: una definizione

Il comodato d’uso è un contratto gratuito attraverso il quale il proprietario di un immobile (comodante) concede a un’altra persona (comodatario) l’uso del bene per un periodo determinato o indeterminato. La natura del comodato d’uso è regolata dagli articoli 1803 e seguenti del Codice Civile, che disciplinano diritti e doveri delle parti coinvolte.

In caso di separazione o divorzio, l’immobile concesso in comodato può diventare oggetto di controversie, soprattutto quando è destinato a residenza familiare.

Separazione e diritto alla casa familiare

La giurisprudenza italiana ha stabilito che, in caso di separazione o divorzio, la tutela dei figli minori o non economicamente autosufficienti prevale su altri interessi patrimoniali. Pertanto, se l’immobile concesso in comodato d’uso è adibito a casa familiare, il giudice può assegnarlo al genitore affidatario dei figli, anche se questi non è il comodatario originario.

È importante sottolineare che il diritto del comodatario originario all’uso dell’immobile non viene meno, ma deve essere bilanciato con l’interesse superiore dei figli e con la funzione sociale della casa familiare.

Comodato precario e comodato a termine finalizzato alla famiglia

La natura del comodato d’uso influisce sulla sorte dell’immobile. In particolare, si distinguono due tipi principali di comodato:

  1. Comodato precario: quando il comodante concede l’immobile senza fissare un termine preciso per la restituzione. In questo caso, il proprietario può richiederne la restituzione in qualsiasi momento, salvo esigenze familiari prevalenti, come la tutela dei figli minori.
  2. Comodato a termine finalizzato alle esigenze della famiglia: quando il comodato è espressamente destinato a garantire l’uso dell’immobile come casa familiare per il tempo necessario. In questo caso, la destinazione d’uso prevale sulle esigenze personali del comodante e il diritto all’uso può essere mantenuto dal coniuge affidatario dei figli anche dopo la fine della convivenza o del matrimonio, finché i figli sono minori o maggiorenni ma non autosufficienti.

La posizione del proprietario (comodante)

Il comodante, in quanto proprietario dell’immobile, conserva il diritto di richiederne la restituzione. Tuttavia, questo diritto è limitato dalla funzione sociale della casa familiare. Se l’immobile è assegnato al genitore affidatario, il comodante potrebbe dover attendere che vengano meno le esigenze abitative dei figli, come il raggiungimento della maggiore età o dell’autosufficienza economica.

L’unica possibilità per il comodante, nei contratti a termine, è quello di richiedere la restituzione per sopravvenienza di un urgente e imprevedibile bisogno.

Va ricordato, comunque, che il comodante non ha diritto a un indennizzo per il mancato utilizzo dell’immobile, trattandosi di un contratto gratuito. Tuttavia, può agire in giudizio per ottenere la restituzione dell’immobile una volta venute meno le condizioni che ne giustificavano l’assegnazione.



Qual è la posizione del comodatario

Il comodatario ha il diritto di continuare a utilizzare l’immobile nei limiti stabiliti dal contratto. Tuttavia, in caso di separazione o divorzio, questo diritto potrebbe essere subordinato alle decisioni del giudice, soprattutto se l’immobile è destinato alla casa familiare.

Se il comodatario originario non è il coniuge affidatario, questo potrebbe perdere il diritto all’uso dell’immobile a favore dell’ex coniuge affidatario dei figli. 

Conclusione

La sorte dell’immobile concesso in comodato d’uso, in caso di separazione o divorzio, dipende da diversi fattori: la presenza di figli, la natura del comodato e le decisioni assunte consensualmente o in sede di giudizio. 

In generale, l’interesse dei figli e la funzione sociale della casa familiare prevalgono sui diritti patrimoniali del comodante e del comodatario, in quanto oggetto di tutela primaria da parte del nostro Ordinamento. Preferibile, quindi, trovare un accordo che rappresenti una soluzione equa e rispettosa delle esigenze di tutte le parti coinvolte.

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